Detto tra noi

Sul palco salga Arnaldo Moriconi

giovedì, 30 novembre 2017, 07:30

di fabrizio vincenti

La chiediamo da mesi. Inutilmente. Ma non per questo smetteremo di invocarla. Si chiama chiarezza, a casa nostra. Ovvero tutto quello che continuiamo a non vedere intorno alla Lucchese, intesa come società. Abbiamo provato a sottrarci al teatrino delle voci sul destino societario, ma è chiaro che la vera partita è quella. E da via dello Stadio, al di là di dichiarazioni spesso che finiscono per contraddirsi - non si può dire che non è possibile andare avanti, e poco dopo sostenere che sino a giugno si potrebbe tranquillamente arrivare – non arrivano segnali nitidi. 

Il balletto della cordate che appaiono e sembrano essere a un passo dall'acquisto, anche attraverso un sapiente gioco di informazioni fatte transitare a destra e manca, ha stancato. Belardelli. Argenfin. Avvocati pisani. Todini. Ora Anellucci, direttamente da Modena. Senza considerare il nome di Anconetani associato ora alla cordata pisana ora a Belardelli. E non dimenticando Di Matteo, La Cava e gli eventuali imprenditori locali, ancora tutti da conoscere. Un valzer che ubriacherebbe anche un incallito bevitore. Nomi che escono e che rientrano sul palcoscenico di un teatrino. A giorni alterni la Lucchese sembra nelle mani di uno di questi soggetti, ma paiono tutti (o quasi) petardi di un carnevale mal riuscito e fuori tempo.

Di concreto, ancora nulla, per quanto la sensazione porti a pensare che i giochi siano già fatti. E allora l'invito lo rivolgiamo direttamente a chi dà le carte. Ovvero a Arnaldo Moriconi. L'imprenditore televisivo, ma non solo, che non gradisce gli vengano attribuite in esclusiva le responsabilità – "E' la Lucchese che prende le decisioni", il suo refrain preferito – dica come stanno le cose. Senza nascondersi non tanto dietro la folta barba che gli regala un'aria vagamente messianica, quanto dietro altre persone che, di fatto, non hanno nessuno potere decisionale, se non quello di mettere una firma al momento opportuno. E rilasciare dichiarazioni e amenità varie. il suo 10 per cento di quote vale per quasi il 100 della Lucchese. 

Sul palco salga Moriconi e dica, una volta per tutte, cosa vuole fare, senza l'utlizzo di ventriloqui di ogni genere. Le carte le dà lui da mesi, lui sopporta l'onere gestionale quasi per intero. Dica cosa vuole fare, perché non gradisce eventuali soluzioni, perché eventualmente non se la sente di andare avanti, perché, come pensiamo, preferisca la cessione a Pietro Bellardelli, a cui la Lucchese è stata promessa nel luglio scorso. E si assuma lui, e non altri, la responsabilità di dare continuità alla storia della Lucchese oppure di metterla nelle mani di avventurieri. Salga sul palco. Spieghi. E lo faccia non dopo aver fatto porre le firme su un contratto. La diretta tv, a quel punto, arriverebbe troppo tardi. 


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