Detto tra noi

L'attacco rossonero in onda a "Chi l'ha visto?"

mercoledì, 4 aprile 2018, 07:56

di fabrizio vincenti

In attesa di conoscere l'esito della trattativa tra Moriconi e Grassini, caratterizzata da una crescente ondata di rumors, quasi tutti provenienti dalla zona del Porta Elisa e quasi tutti caratterizzati da negatività sull'esito della trattattiva stessa in una partita a scacchi che francamente non comprendiamo e che ci porta solo a confermare che, comunque vada, l'attuale società non offre un futuro di prospettiva, continua a tenere banco il campo di gioco. E in casa rossonera, in una stagione che a nostro avviso resta caratterizzata da pochi acuti, c'è da riflettere sulla scarsa vena realizzativa della formazione guidata (bene, nonostante le difficoltà) da Giovanni Lopez.

I numeri sono impietosi: la Lucchese ha il quart'ultimo attacco del campionato, una posizione da play out. All'attivo vanta solo 28 reti, meno di una a partita. In tutto il girone di ritorno la rete si è gonfiata nove volte; se si restringe il campo al 2018, ovvero alla ripresa del torneo dopo la lunga pausa natalizia, sono addirittura solo sei le marcature. Roba da retrocessione, senza mezzi termini.

Andando a vedere i marcatori, il quadro è ancora più sconfortante: la Lucchese si è tenuta a galla grazie ai suoi centrocampisti, a qualche gol dei difensori e all'inossidabile Fanucchi, che è andato a segno sette volte, risultando il capocannoniere della magra classifica dei cecchini rossoneri. Gli attaccanti? Non pervenuti. Del Sante è a quota due, molto maggiore è il numero dei suoi infortuni e delle sue ricadute. Doveva essere la bocca di fuoco rossonera. A quota due è anche il giovane Bortolussi, a cui si può imputare ben poco, visto che è arrivato come quarta punta in organico e che si danna in mezzo al campo ogni volta che viene impiegato. 

Meglio stendere un velo sulla capacità realizzativa dei nuovi arrivati a gennaio: dal giovane Parker non ci si poteva attendere molto, le sue prestazioni sono state in generale confortanti, la porta, per ora, però, resta un miraggio, con due marcature solo sfiorate. Impensabile e ingiusto pensare potesse risolvere i problemi di anemia offensiva. C'è poi Shekiladze, il giocatore che doveva far fare il salto di qualità all'attacco rossonero. Sino a qui ha collezionato solo infortuni e ricadute, partitelle in allenamento e mancate convocazioni per nuovi problemi fisici, il tutto dopo essere arrivato dallo Spezia senza un minuto di gioco nelle gambe. Un particolare peraltro ben noto e che dunque è stato sicuramente tenuto di conto. Il tabellino, anche nel suo caso, indica il numero zero alle reti fatte. Come probabilmente, immaginiamo, era zero o quasi il budget a disposizione di Obbedio nel mercato di gennaio.

A conti fatti, l'ex De Vena, con i suoi cinque gol, aveva fatto decisamente meglio di chi lo ha sostituito. E la cronica difficoltà di gol è la spiegazione migliore per un campionato che sta regalando soddisfazioni con il contagocce, nonostante il gioco mostrato in una buona parte delle gare, al netto di alcuni black out. Il piatto, in attacco, piange. E non poco. Non sempre può risolvere le gare Fanucchi, mentre l'attacco rossonero sembra essere costantemente a "Chi l'ha visto?". Un peccato, perché la zona play off sarebbe ancora a un passo. Ma servirebbero vittorie, che arrivano solo con i gol, che molto spesso realizzano gli attaccanti. Tutto meno che un dettaglio. A quattro gare dalla fine, provarci è comunque un obbligo. 


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