Detto tra noi

E ora?

giovedì, 11 aprile 2019, 16:15

di fabrizio vincenti

E ora? E' la domanda che rimbalza tra i tifosi rossoneri, di voce in voce. E ora che, in modo quasi casuale, Umberto Ottaviani, amministratratore a dir poco impalpabile della società, ha rivelato che la Lucchese tornerà in un'aula di tribunale, dalla quale, a vedere il gran numero di cause di lavoro e di richieste di pagamento, non si era mai allontanata, cosa succederà? Non siamo legali. Non ci avventuriamo. Ma qualche considerazione merita di essere fatta. Prima di tutto che le forze dell'ordine, evidentemente, in questi mesi non sono state a guardare. Hanno raccolto documentazione e alla fine un magistrato ha ritenuto necessario che i responsabili, per ora quelli formalmente investiti, diano spiegazioni sul presunto stato di insolvenza. Che tutto questo dovesse esser fatto prima, pochi dubbi. Viene da rispondere, con un pizzico di fatalismo, che la giustizia ha i suoi tempi. Vero è che la Lucchese, per la terza volta in un decennio, rischia di trovarsi esclusa dai campionati professionistici. Tante. Troppe. 

E la colpa non può certo esser fatta soltanto ricadere sugli ultimi, consapevoli, artefici di questo ennesimo disastro. Un disastro che è fatto di debiti, come quello dellla Vanucci e associati, da quasi 45mila euro, che anche un perfetto cretino comprende non poter esser maturato nei tre mesi di gestione-non gestione del trio Castelli, Ceniccola, Ottaviani. La Lucchese, lo abbiamo scritto più volte, non crediamo abbia una massa debitoria sensibilmente diversa da quella resa pubblica né particolarmente elevata per una media società di serie C. Il problema è che da tempo, da tanto, i pagamenti avvenivano con il contagocce. A strappi. Magari sull'urgenza di una intimazione. O per evitare, sino a che la barca non è stata abbandonata in mezzo al mare, penalizzazioni in classifica. O non avvenivano, come nel caso del canone dello stadio. Il resto, arrivederci.

Con buona pace di Arnaldo Moriconi che il 29 dicembre rilasciava una intervista esclusiva alla Gazzetta di Lucca, davvero tutta da rileggere, in cui affermava, tra l'altro "Perché la Lucchese in queste condizioni che è ora, le condizioni per me sono perfette, non è mai stata bene come ora, mai stata così bene come ora a livello economico. Io ti garantisco una cosa: le società di calcio che ci sono ora in Italia, poche hanno una situazione buona come quella della Lucchese”. Ciao core, dicono a Roma. Lo dicono pure i 300 e passa creditori che rendemmo pubblici lo scorso anno. E che attendono denaro da ben prima dell'arrivo di una triade romana i cui risultati erano già intuibili nel dicembre scorso.

Alle autorità che stanno verificando tutto questo chiediamo, e ne siamo certi, di fare luce. Totalmente. E nel frattempo ci auguriamo che la squadra e i tifosi continuino nella loro splendida follia. Salvarsi sul campo e vedere cosa succederà nelle aule di tribunale, fare in modo che un'eventuale ennesima sparizione dal calcio professionistico ricada per intero, come peso prima di tutto morale, sulle spalle di chi ha ridotto la Lucchese in queste condizioni. E ora? Avanti, ancora una volta, guardando tutti a testa alta, come ha spiegato al nostro Diego Checchi, Marco De Vito. Perché giocatori e tifosi possono guardare negli occhi tutti. Tanti altri devono solo abbassare lo sguardo.

 





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