Galleria Rossonera

Farioli, un preparatore dei portieri 24 ore su 24

mercoledì, 10 settembre 2014, 19:14

di diego checchi

A colloquio con Francesco Farioli, da quest’anno nuovo preparatore dei portieri della Lucchese. Questa prima intervista ci serve soprattutto per conoscere il personaggio e per parlare delle nuove metodologie di allenamento dei portieri, entrando anche nello specifico dei tre numeri uno rossoneri e ci riferiamo a Casapieri, Borra e Giusti. Farioli non ha fatto il giocatore ad alti livelli ed è stato un portiere fino alla Promozione ma con tanto studio e una passione immensa è riuscito a coronare il sogno di arrivare in Lega Pro ad allenare portieri all’età di 25 anni.

Come si trova a Lucca?

“Molto bene, sono in piena sintonia con gli altri componenti dello staff tecnico. Questa è una squadra giovane che ha bisogno di tanto lavoro e noi siamo tutti qui per aiutare questi ragazzi”.

Qual è stata la sua carriera come portiere?

“Ho giocato fino a 21 anni tra prima categoria e promozione con il Fuccecchio e l’Orentano ma già a 19 anni avevo intrapreso il mestiere di preparatore dei portieri iniziando al Margine Coperta, dove sono stato per 2 anni sotto la guida di un maestro del calcio come Antonio Bongiorni. Poi, mi è capitata l’opportunità di andare alla Fortis Juventus in Eccellenza, dove abbiamo vinto il campionato e in seguito sono passato al Rosignano in Serie D prima di tornare, l’anno scorso, alla Fortis Juventus e da quest’anno sono qui a Lucca con grande piacere. In Lega Pro, penso di essere il preparatore dei portieri più giovane d’Italia con i miei 25 anni. Sono anche laureato in filosofia e la mia tesi di laurea era proprio sul gioco del calcio e si intitolava “Filosofia del gioco, estetica e ruolo del portiere”. Questa tesi è anche stata pubblicata a Coverciano, così come un altro mio lavoro. Dallo scorso anno ho iniziato anche a frequentare la facoltà di Scienze Motorie, perché voglio prendere un’altra laurea”.

Ci risulta che lei abbia anche una pagina personale su Facebook dedicata proprio ai suoi lavori…

“Sì, questo mezzo mi serve per confrontarmi con gli altri colleghi e per prendere spunti nuovi. Tramite Facebook ho preso contatto anche con alcuni preparatori di portieri di A e B come Spinosa, Marchisio e Dei ma devo ringraziare anche Paolo Galardi che mi ha spinto ad iniziare questa avventura; loro mi fanno tanti complimenti e anche qualche critica, come è giusto che sia visto che sono giovane ed ho tanta voglia di imparare. Inoltre carico i video degli allenamenti anche per dare visibilità ai ragazzi che alleno. Ad esempio, ne ho fatto uno lo scorso anno insieme a due portieri che erano con me alla Fortis Juventus e che adesso sono entrambi nel Pontedera e mi riferisco a Cardelli e Santoro”.

Guardando gli allenamenti, abbiamo potuto notare che lei lavora molto sulla reattività e sulle situazioni di gioco…

“Il calcio , rispetto a qualche anno fa, è cambiato e di conseguenza il ruolo del portiere. Ci sono molte cose con un numero uno deve fare prima della parata perché un portiere di oggi deve essere bravo prima di tutto nel gioco con i piedi ed ho la fortuna di lavorare con un mister che crede molto in questa cosa. Un portiere, poi deve anche essere bravo nella copertura degli e spazi e solo dopo deve pensare a parare”.

Che tipo di portieri ha alla Lucchese?

“Ho tre portieri con caratteristiche completamente diverse, è chiaro che dobbiamo perseguire un’idea comune per poi arrivare al lavoro specifico. Per quanto riguarda Casapieri, lui si deve affermare in un campionato difficile ed impegnativo come la Lega Pro e deve migliorare nella lettura delle situazioni, mentre Borra ha un fisico importante ed è un portiere futuribile che si affaccia per la prima volta al calcio di grandi quindi deve crescere nell’approccio e nell’intensità mentale. Giusti, invece, è un ragazzo che ha tanta voglia di imparare ed è molto disponibile negli allenamenti. Se Casapieri farà bene farà bene dovrà ringraziare anche Borra e Giusti che lo aiutano molto nel lavoro settimanale”.

Le scelte del portiere vengono basate sul lavoro settimanale?

“È inutile nascondersi, delle gerarchie ci sono ma è ovvio che poi si guarda anche a quello che succede in settimana. Borra dovrà farsi trovare pronto se verrà chiamato in causa perché una squalifica o un problema fisico del compagno potrebbero buttarlo nella mischia da un momento all’altro e poi siamo qui per valutare quello che succede giorno dopo giorno. L’ultima scelta sul portiere, comunque, la fa mister Pagliuca anche se io, ovviamente, do il mio parere. Vorrei sottolineare che il portiere è il primo giocatore di una squadra e quindi non è mai solo perché viene aiutato da tutti i suoi compagni”.

Come imposta gli allenamenti?

“Personalmente preparo il lavoro fisico ed in particolare quello sulla forza di tre settimane in tre settimane e poi mi adatto a seconda delle esigenze del mister e delle caratteristiche degli avversari di turno. È chiaro che prima di proporre i miei allenamenti mi confrontato con gli altri componenti dello staff tecnico e diciamo che la mia base di partenza è il lavoro con la squadra, poi io vado a proporre alcune situazione che si sono verificate sul campo nello specifico del ruolo del portiere”.

Quanto è impegnato con il calcio?

“Diciamo 24 ore su 24 perché io, oltre al lavoro sul campo, curo anche l’aspetto psicologico dei portieri e sono sempre reperibile per i miei ragazzi per qualsiasi problema”.

Lasciando a parte quest’anno che è alla Lucchese, lei sarebbe disposto ad andare fuori Toscana per fare questo mestiere?

“Certamente sì, non avrei nessun problema a spostarmi di casa. Sono giovane e voglio migliorarmi sempre di più”.

 

 

 


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