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Favarin fa le carte al campionato: "Vedo la Lucchese nelle prime otto"

giovedì, 17 agosto 2017, 17:45

di diego checchi

Per fare le carte al campionato abbiamo intervistato l'ex tecnico rossonero Giancarlo Favarin, un allenatore in cerca di panchina che dopo l'esperienza di Andria sta aspettando la chiamata giusta andando a vedere partite e cercando di scoprire nuovi giocatori. Con lui abbiamo parlato anche della politica del calcio e di quello che non sta andando in serie C. Favarin ha le idee chiare anche sulla vicenda del possibile sciopero alla prima giornata. Insomma, un'intervista tutta da seguire che tocca tanti argomenti.

Come vede il girone A di Serie C?

"Per dare un giudizio più veritiero e sincero, bisognerà aspettare la chiusura del mercato e capire, effettivamente quali colpi ci saranno negli ultimi giorni. È chiaro che l'Alessandria e il Pisa sono nettamente le due favorite e poi, un gradino sotto di loro metto il Livorno. In seguito, tutte le altre. Non mi sembra che in questo mercato ci siano stati grandi colpi perché tutti guardano al budget prima che all'aspetto tecnico e qualitativo".

Dove colloca la Lucchese? 

"Tra le prime otto, sicuramente. Ho visto che ha confermato Lopez, un tecnico che lo scorso anno ha fatto bene. Poi la maggior parte dei giocatori esperti. In più ha preso dei buoni attaccanti come De Vena e Del Sante, quindi credo possa fare piuttosto bene".

Parlando di lei, si può dire che va alla ricerca di un progetto?"

È chiaro che se dovrò entrare in corsa tra uno o due mesi, non potrò certamente chiedere la luna. L'importante sarà capire dove andrò a lavorare e conquistarmi sul campo la riconferma per il prossimo anno. Di squadre che fanno progetti biennali o triennali, in Serie C ce ne sono poche, quindi bisogna fare di necessità virtù".

Ma si è dato una spiegazione sul perché è rimasto a casa?

"Precisamente no. Non conta nemmeno far bene e vincere due campionati in tre anni. Quest'anno si è privilegiato in tanti casi, o la soluzione che proviene dal settore giovanile, o le società si sono affidate ad un giocatore importante che ha smesso di giocare".

Che cosa pensa dei tre gironi a 19 squadre?

"Cosa devo pensare? D'altronde se non c'erano altre che avevano i requisiti per iscriversi, è giusto aver fatto così. È chiaro che con questa formula ci rimettono dei giocatori ma anche degli allenatori. Con 60 squadre c'erano più posti di lavoro, ma il calcio riflette la crisi del paese".

È d'accordo sullo sciopero che vuole fare l'AIC alla prima giornata?

"A mio avviso non serve a niente. Ci sono tutte le possibilità perché certi argomenti vengano affrontati prima. Sono d'accordo con l'AIC sul fatto che da 14 over potrebbero essere riportati a 16. Staremo a vedere quello che succederà. È che il calcio così, non mi piace".


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