Una antica Locanda dai moderni sapori
Antica Locanda dell'Angelo - piazza S. Michele - Lucca - tel. 0583/467711 - www.anticalocandadellangelo.it - Mappa Google
L'anno prossimo festeggerann le nozze d'oro, cinquant'anni insieme. Si sono sposati, infatti, nel 1961 e, da allora, non si sono più lasciati. Si è soliti dire che vivere insieme sia già difficile per cui lavorare anche con la stessa persona con cui si divide tutto il resto, sia pressoché impossibile. Loro, invece, costituiscono una delle poche eccezioni. Stiamo parlando di Antonina Foti e di suo marito Giuseppe Cipolla, titolari, insieme ai figli Vito e Sabrina, dell'Antica Locanda dell'Angelo, via Pescheria 21, cuore del centro storico di Lucca a due passi da piazza S. Michele (tel. 0583/467711 ), uno dei ristoranti più apprezzai e conosciuti della città.

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Antonina Foti arrivò a Lucca sulle orma del suo allora fidanzato prima, marito poi Giuseppe Cipolla. Entrambi nati e cresciuti a Roccamena, provincia di Palermo, lui più grande di qualche anno, ebbero il classico colpo di fulmine sul finire degli anni Cinquanta, quando Giuseppe, ormai a Lucca per lavoro, tornò in Sicilia dove incontrò quella che sarebbe diventata sua moglie e che lui ricordava per averla vista da bambina. La coppia si sposò il 25 novembre 1961 e andò a vivere nella casa che Cipolla si era costruito insieme ai genitori, a Tassignano. "La prima cosa che volli fare appena acquistata la casa - racconta Giuseppe Cipolla - fu quella di costruirmi un bagno. All'epoca, infatti, la maggior pare delle abitazioni aveva il bagno fuori con tutto ciò che questo comportava. Io lavoravo come cameriere a Viareggio. Avevo vissuto un paio di bellissime stagioni sul mare, a cominciare da quella, nel 1958, all'Odeon che si trovava sulla Passeggiata. In un'estate riuscii a guadagnarmi i soldi sufficienti per acquistare la casa e questo dà l'idea di quanto si guadagnava se si era nel posto giusto.
La gente voleva divertirsi, ricordo personaggi del calibro di Mina, Peppino i Capri, gente di Milano, di Torino, Anita Ekberg quando stavo all'albergo Tirreno che era vicino all'Excelsior. Ho lavorato anche al Gambero Rosso, sempre in passeggiata ed è lì che piovevano tutte le sere attori e attrici di fama". |
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Dopo le nozze e dopo che Giuseppe Cipolla aveva deciso di mettersi in proprio rilevando, unitamente ad un socio poi defilatosi, il ristorante VignaIlaria di Sant'Alessio, Antonina cominciò a dare una mano in cucina. Più avanti Cipolla si imbatté nella figura di Silvano Petri, il proprietario dell'albergo Universo di piazza del Giglio e con lui si accordò per la gestione del ristorante dell'albergo. La moglie, nel frattempo e grazie alla passione per la cucina e all'osservazione di ciò che i cuochi facevano quotidianamente, acquisì un bagaglio di esperienza tale per cui Giuseppe pensò bene d chiamarla a lavorare con sé al ristorante dell'Universo. "Furono anni bellissimi - ricorda Antonina - Venivano da noi personaggi famosi, davvero tutti anche se non me li posso ricordare.
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Mi viene in mente Valter Chiari con la moglie Alida Valli e il loro bimbo piccolo. Avevano con noi un rapporto molto semplice e cordiale. Mamma mia quanto litigavano... Poi rammento Vittorio Gassman che festeggiò la bimba al ristorante con la moglie e il piccolo Alessandro. Poi ancora Flavio Bucci, che si fermava fino a tarda notte con la sua compagnia a chiacchierare con noi. Era piacevole, ma si facevano le due, qualche volta le tre e oltre per accogliere gli artisti che lavoravano al Giglio".
La passione per la cucina ha fatto sì che, nel corso degli anni, l'abilità tra i fornelli di Antonina sia cresciuta in maniera esponenziale, al punto da farla richiedere anche in Svizzera per una sorta di stage a Neuchatel presso la Camera locale. Al suo fianco, come sempre dall'inizio, Giuseppe. I due figli Vito e Sabrina sono cresciuti a Lucca dove la famiglia vive, ormai, da tempo e dove si è perfettamente integrata. "Tornare in Sicilia? - si domandano i coniugi Cipolla - No, ormai non avrebbe senso anche se giù abbiamo qualche parente. Il fatto è che i nostri figli sono qua e anche noi siamo abituati a questa vita e a questa città che amiamo".

Antonina e Giuseppe hanno lavorato duro e non si sono risparmiati. I locali che ospitano il ristorante, circa 250 metri quadrati, sono di proprietà della famiglia e sono stati ristrutturati con gusto e capacità. "Se abbiamo rimpianti? - dice Giuseppe Cipolla - Forse avrei voluto godermi un po' di più la vita, divertirmi, ovviamente insieme a mia moglie anche se i nostri viaggetti, in America ad esempio, non ce li ha tolti nessuno". "Il mio maggiore rimpianto - aggiunge Antonina - è stato quello di non ave potuto guardare i figli come avrei desiderato, ma dovevamo lavorare e più di tanto non si poteva fare".