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Chadi e la ricetta da tre punti: "Per uscire dal tunnel serve una vittoria. E' l'unica medicina per superare il momento. Ai tifosi dico: stateci vicini e venite a Colle Val d'Elsa in gran numero"
09/03/2010 08:29
Non dormire come mai gli era successo in carriera. Nemmeno dopo sconfitte
più pesanti nel punteggio. Ma, si sa, c'è sempre una prima volta. E per
Cheikh Merai Chadi la prima volta si è chiamata ProVasto. Il
centrocampista rossonero, al pari di molti compagni, non
ha chiuso occhio. Per restare soltanto alle sue due stagioni in
rossonero, non era successo nemmeno dopo il "bingo" rimediato con la
Nocerina.
"Non ho chiuso occhio e in carriera non mi era mai
successo. Davvero una nottata da cani. Nemmeno dopo il 5-0 rimediato
con la Nocerina: in quel caso almeno avevamo la consapevolezza di
esserci meritata la punizione. Stavolta, no. Stavolta è stato tutto
assurdo e crudele".
Come si fa a perdere una gara già vinta?
"Me
lo chiedo da domenica sera. Credo abbiano pesato le partite precedenti, nel
senso che avevamo voglia di chiudere la gara per evitare brutti scherzi
e proprio quando avevamo quasi sfiorato il secondo e decisivo gol
abbiamo subìto il pari. E' stata una mazzata, letteralmente una mazzata,
che da fuori non so quanto si sia compresa. Cercavamo il gol della
tranquillità per evitare situazioni tipo Gubbio e ci siamo trovati
sull'1-1. E' quello che ci ha stesi. L'atteggiamento contro il ProVasto è figlio delle paure precedenti".
Segni di miglioramento comunque, contro il ProVasto, ci sono stati, ma certo vi siete infilati in un tunnel.
"Vero,
probabilmente trovarsi a più 10 punti in classifica, pensare di essere a un passo dal trionfo ha
inciso. E poi, diciamolo, ora non ne va bene una: per fare un gol si
deve costruire tantissimo, per subirne uno basta poco. In ogni caso
contro gli abruzzesi abbiamo disputato, salvo il black out, una gara
migliore delle precedenti, una gara in cui abbiamo costruito parecchie
occasioni da gol".
Come si esce da questo tunnel, possibilmente alla svelta?
"Il
tempo è scaduto: abbiamo delapidato gran parte del nostro vantaggio.
Prima perdere una gara non era la fine del mondo, ora si deve giocare
ogni partita per vincerla e mantenere, o meglio riaumentare, i tre
punti che ci separano dalla seconda. Siamo tornati a inizio campionato,
né più né meno. Ma più di tutto conterà tornare a vincere: una vittoria
è la medicina per superare il momento. Con i tre punti sono sicuro che
si ritroverà la Lucchese che tutti conosciamo".
I tifosi sono, come voi, senza parole e preoccupati.
"I
tifosi come a Lucca non ne ho mai trovati. Erano amareggiati più di noi
domenica scorsa e li capisco in pieno. Soffrono con noi e per questo
chiedo loro di starci vicino, già domenica a Colle Val d'Elsa spero
siano in tanti e ci facciano sentire il loro calore".
Fabrizio Vincenti