Osteria del Manzo

Lucca - Via Cesare Battisti, 28 - tel. 0583 490649 - Mappa (google) - giorno di chiusura Domenica

Cosa ci fanno, seduti ad un tavolo, il Gatto, la Volpe e il... Manzo? No, non si tratta di una riedizione-elaborazione del Pinocchio di Carlo Lorenzini, ma dei tre protagonisti dell'apertura di un nuovo ristorante nel centro storico di Lucca, per la precisione in via Cesare Battisti 28, a pochi metri dall'ingresso del liceo classico Machiavelli e al posto di uno dei locali storici della ristorazione lucchese, quel Da Guido - Fratelli Barsotti dalla cucina tipicamente casalinga e lucchese. Loro, i tre soci, sono Giorgio Tenucci (il Gatto), figlio di Umberto ex presidente dell'Ascom, Pietro Bonino, albergatore, proprietario della Corte degli Angeli e socio dell'hotel S.Martino dietro piazza del Giglio e, appunto, il Manzo, al secolo Andrea Turelli, avvocato mancato.

In comune, oltre all'età - 34 anni per tutti e tre - hanno la passione per la ristorazione. Più di tutti, però, ce l'ha lui, il Manzo, laureato in Giurisprudenza a Pisa, alle spalle quattro anni di praticantato in uno studio legale e, poi, l'improvvisa scoperta che le aule giudiziarie erano troppo strette per chi aveva nella testa e nel cuore un'attività di tutt'altro genere e molto più creativa. "E' stata mia madre - racconta il Manzo - a trasmettermi la passione per la cucina. Ero piccolo e grosso e così mi misero il nomignolo di Manzo. Sono anche sommelier. Abbiamo aperto il 4 marzo 2009, una bella avventura che ci sta riservando non poche soddisfazioni, per non parlare del piacere di stare a contatto con il pubblico". Ma com'è nata questa locanda dal nome così misterioso e accattivante? "Abbiamo rilevato - continua Andrea Turelli - una storica trattoria del centro spinti dalla passione per la cucina e per l'arte dell'accoglienza e dell'ospitalità. La nostra idea è stata quella di avere un ambiente familiare che desse la sensazione di stare a casa.

 

L'osteria propone, infatti, i piatti della tradizione lucchese, quelli che ci preparavano le nostre nonne: dai tordelli alle zuppe alla pasta fresca, tutto realizzato in casa. Anche i dolci sono preparati con cura e attenzione alla tradizione: crostate, toerta di mele, tiramisu, fino ad arrivare alla specialità del ristorante: il ... Abbiamo, inoltre, fortemente voluto la calendarizzazione dei piatti, così come si faceva un tempo servendo, ad esempio, il baccalà al venerdì ed i bolliti il giovedì. Anche l'arredamento ricorda l'atmosfera del focolare. Sia i colori sia i materiali utilizzati sono caldi e ispirano alla convivialità di una volta. E' bello vedere entrare le solite facce che chiedono sempre il proprio tavolo. Ogni volta che accade ci fa pensare che il nostro lavoro sta andando nella direzione che ci siamo prefissati".