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Taccola: "Lucchese, gioca spensierata, è la tua forza. Le pressioni sono tutte per il Parma"

sabato, 3 giugno 2017, 11:02

di fabrizio vincenti

Due stagioni con la maglia rossonera, ma oltre quelle una vita che ormai non riesce più a scindere da Lucca. Dove vive, in centro storico, dove lavora, dove si trova benissimo. E per uno nato in provincia di Pisa non è certo poco. Miro Taccola, con la sua carriera che parla per lui e che lo ha visto in squadre del calibro di Inter e Napoli, oltre che protagonista di un'esperienza in Grecia, ha ormai un rapporto stretto con Lucca. 

"A Lucca sono legato, ci vivo da tantissimo, mia moglie anni fa ha iniziato un'attività commerciale e a quel punto decidemmo di trasferirci qui.Vivo dentro le Mura, è una città a misura di uomo, a misura di chi cerca una vita semplice. qui mi sono sposato e qui mi è nato il primo figlio".

Nel frattempo nonostante i 47 anni continua a calcare i campi dilettanstici, nella stagione appena conclusa con l'Acqucalda.

"Preferisco non parlarne, lo farò a tempo debito".

Parliamo delle due stagioni alla Lucchese, la prima nel campionato 1993-1994.

"La prima volta che sono venuto facevo parte di una grande squadra, progettata per tentare il salto in serie A. Erano i tempi di Maestrelli e Grassi, con Vitale diesse, in panchina c'era Fascetti. In corso d'opera, però, non riuscimmo a fare quello che era nelle intenzioni".

Poi è tornato nel 1998.

"Sì, a gennaio. Dovevamo salvarci, ci allenava De Canio e per quanto fu sofferto centrammo l'obiettivo".

Che cosa le ha lasciato il calcio?

"Ricordi sportivi belli e brutti, ma fanno entrambi parte del gioco. Non ho mai vinto campionati ma ho raggiunto molte salvezze che forse sono valse di più. Il calcio ti lascia tanto, è il più nel lavoro del mondo". 

Che impressione ha della Lucchese di oggi?

"L'ho vista contro l'Arezzo all'andata e mi piacque come gli amaranto. Ha fatto un cammino strepitoso. Arrivare dove sono arrivati è motivo di orgoglio".

Ora c'è un ostacolo che si chiama Parma: il capolinea?

"Porsi limiti è un errore, devono continuare a giocarsi le partite in modo spensierato: è la loro forza. Le pressioni sono tutte addosso al Parma".

Quale può essere l'arma vincente?

"La Lucchese corre di più e forse ha qualcosa in più anche a livello mentale, il Parma mi pare abbia fatto una fase finale di campionato in calando, un po' come l'Arezzo. Deve concedere poco e cercarsi gli spazi per colpire".

Cosa le piace della Lucchese?

La difesa, forte fisicamene e difficile da superare, la squadra dovrà essere molto brava sulle ripartenze e fare attenzione ai giocatori di classe del Parma".

Il pubblico si sta risvegliando come da tempo non accadeva.

"Me ne accorgo, si respira un'aria diversa. Sono molto contento che la gente sia tornata vicino alla squadra".

 


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