Detto tra noi


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Se non arriva Grassini, ecco Belardelli

martedì, 17 aprile 2018, 09:35

di fabrizio vincenti

Siamo all’epilogo. I giorni scorrono veloci e, al di là dell'ennesima operazione di campagna di informazione indirizzata, su cui torneremo, entro questo fine settimana scade la proroga concordata (e non concessa) per la vendita della Lucchese da Moriconi a Grassini. Ne abbiano sentite e lette di tutti i colori, personalmente non sappiamo come finirà: troppe le variabili in gioco. Ma alcuni punti fermi è bene metterli. Primo: l'acquisto non si è ancora perfezionato perché rispetto a quanto concordato dalle parti sono usciti fuori poco meno di 200mila euro di debiti in più. Debiti che  Moriconi non vuole in qualche modo tenere conto, nel senso che continua a chiedere la solita cifra. Come se voi voleste vendere la macchina continuando a chiedere il medesimo prezzo anche se dopo le verifiche del caso le ruote sono da buttare o la carrozzeria da riverniciare. Il problema è tutto qui. E proprio per questo le parti hanno convenuto di mettere in mezzo un nuovo esperto contabile, quel Matteo Romani che è revisore dei conti della Lucchese. Secondo: se l’operazione con Grassini salta, preparatevi tutti a veder approdare a Lucca Pietro Belardelli. Che non sta fermo un attimo e sta già muovendosi per definire persone e incarichi nella nuova Lucchese. Il tutto naturalmente con la benedizione dell'imprenditore dalla ieratica barba che con il personaggio romano ha affari da milioni di...


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L'attacco rossonero in onda a "Chi l'ha visto?"

mercoledì, 4 aprile 2018, 07:56

di fabrizio vincenti

In attesa di conoscere l'esito della trattativa tra Moriconi e Grassini, caratterizzata da una crescente ondata di rumors, quasi tutti provenienti dalla zona del Porta Elisa e quasi tutti caratterizzati da negatività sull'esito della trattattiva stessa in una partita a scacchi che francamente non comprendiamo e che ci porta solo a confermare che, comunque vada, l'attuale società non offre un futuro di prospettiva, continua a tenere banco il campo di gioco. E in casa rossonera, in una stagione che a nostro avviso resta caratterizzata da pochi acuti, c'è da riflettere sulla scarsa vena realizzativa della formazione guidata (bene, nonostante le difficoltà) da Giovanni Lopez. I numeri sono impietosi: la Lucchese ha il quart'ultimo attacco del campionato, una posizione da play out. All'attivo vanta solo 28 reti, meno di una a partita. In tutto il girone di ritorno la rete si è gonfiata nove volte; se si restringe il campo al 2018, ovvero alla ripresa del torneo dopo la lunga pausa natalizia, sono addirittura solo sei le marcature. Roba da retrocessione, senza mezzi termini. Andando a vedere i marcatori, il quadro è ancora più sconfortante: la Lucchese si è tenuta a galla grazie ai suoi centrocampisti, a qualche gol dei difensori e all'inossidabile Fanucchi, che è andato a segno...


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I veri protagonisti

domenica, 25 marzo 2018, 11:39

di fabrizio vincenti

Protagonisti assoluti. Non ci riferiamo alle trattative e agli scenari societari futuri della Lucchese. In queste settimane, a nostro avviso, a tenere banco è il comportamento dei tifosi rossoneri. Che ogni giorni di più sorprendono per maturità e amore verso la Pantera. Vedere gli oltre 400 a Pisa, i 200 di Carrara e Pontedera (contro il Prato) non stare zitti un attimo, dare vita a coreografie come da tempo non si ammiravano in trasferta, sono la migliore risposta a chi, anche di recente, ha provato in ogni modo a infangare una tifoseria che merita solo rispetto. Questi ragazzi stanno crescendo giorno dopo giorno e, non a caso, anche i numeri mostrano il segno più: in curva, poco alla volta, stanno tornando o si stanno affacciando giovani e meno giovani. Segno che nonostante alcune vicissitudini, anche recenti, si riconosce a loro impegno, attaccamento e una decisa volontà di non lasciare sola la Lucchese. Qualcuno rosicherà e magari aspetterà l'ennesima puerile rivincita, scagliando un sasso e magari nascondendo pure la mano, per un coro, uno striscione, una cazzata di minima importanza. Moralisti in servizio effettivo permanente. A senso unico. A Pontedera, in una gara peraltro bruttina, i tifosi rossoneri non si sono zittiti un...


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Grassini e Lucchesi, ecco cosa dovete portare...

sabato, 17 marzo 2018, 09:02

di fabrizio vincenti

La svolta era nell'aria, per quanto in una trattativa con Arnaldo Moriconi le sorprese siano sempre dietro l'angolo. Dunque Lorenzo Grassini è il nuovo socio di maggioranza della Lucchese, salvo intoppi rispetto a quanto concordato nella lettera di acquisto irrevocabile.  L'impatto durante la conferenza stampa di presentazione, a nostro avviso, è stato positivo. Poi, come sempre, dovranno seguire i fatti. Una stella polare, quella dei fatti, che deve guidarci e ci ha guidato in passato, per Fouzi Hadj come per Valentini e Giuliani, per i soci lucchesi e Arnaldo Moriconi. L'unica che potrà, come una cartina di tornasole, svelare cosa sarà la Lucchese del domani. Conteranno solo i fatti, da far seguire alle intenzioni e su quelli ci regoleremo. Nessuna intenzione di fare processi preventivi, a maggior ragione se, come sembra, scheletri nell'armadio non ce ne sono. Solo domande e questioni da dissipare. Un aspetto da non sottovalutare, perché altre ipotesi ventilate in questi mesi erano da far venire i brividi di disperazione. Ecco un punto cruciale nell'epilogo della trattativa: le alternative in campo. E tra esse, realisticamente, quella di Grassini e Lucchesi ci è parsa la più spendibile. Chi attendeva gli imprenditori lucchesi, purtroppo, è restato ancora una volta deluso, chi ha letto i nomi che si sono succeduti, dall'estate scorsa a ora, potrà convenire che...


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Moriconi, una volta per tutte, dica a che gioco gioca. Senza tergiversare

venerdì, 9 marzo 2018, 16:35

di fabrizio vincenti

Per strada ci fermano parecchi tifosi che ci chiedono a che punto sia la trattativa, che per inciso va avanti ormai da un mese e più, tra Arnaldo Moriconi e l'imprenditore senese Lorenzo Grassini con l'intermediazione di Fabrizio Lucchesi. E noi, a tutti, allarghiamo le braccia. Non in segno di resa, ma, piuttosto, di perplessità. Non capiamo cosa stia impedendo la conclusione della trattativa che un po' tutti i protagonisti davano in dirittura di arrivo.  Il prezzo stesso, da quanto fatto ventilare dalle due parti, era stato fissato. Il contratto ormai pronto. Gli avvocati e i commercialisti sostanzialmente d'accordo. Poi, qualcosa, si è incrinato. Perché quando la volontà del compratore e del venditore si trovano, non si sta a menarla tanto alla lunga. Anche in considerazione del fatto che a breve ci saranno altre scadenze di pagamento. E allora, tanto per cambiare, grazie a una gestione che ha riservato, bene nessuno lo dimentichi, la firma di un preliminare a sorpresa (ridicolmente, a momenti, anche per alcuni esponenti della stessa proprietà rossonera) con due avvocati illustri sconosciuti nel novembre scorso, le carte sono ancora una volta tutte da scoprire. Cosa stia realmente succedendo solo i protagonisti lo sanno. Ma è chiaro che qualche ostacolo è sorto. Che sia un ulteriore tavolo su cui starebbe giocando l'imprenditore dalla ieratica barba; che sia un ritorno (il millesimo) di fiamma con il sodale in altri business che porta il nome di...


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Lasciateci godere, almeno per qualche istante

martedì, 27 febbraio 2018, 07:47

di fabrizio vincenti

L'incalzare degli eventi societari imporrebbe di parlare degli sviluppi che potrebbero riservare un epilogo alla lunga telenovela rossonera a breve, ma, scusateci, per questa volta non ce la facciamo. La mente e il cuore rifiutano di buttarsi, per la millesima volta, in budget, progetti, cordate, promesse. La mente e il cuore sono ferme a domenica pomeriggio, quando, per la prima volta in assoluto, siamo riusciti a veder vincere la Lucchese a Pisa. Non ci era mai successo, tanti pari, qualche sconfitta, e molti rimpianti. A partire da quelli di due anni fa, quando i rossoneri, sempre con Lopez in panchina, subirono un vero e proprio furto sportivo, perdendo una gara dominata per larghi tratti, prima e dopo il vantaggio di Terrani. Un destino quasi sempre scritto, per chi, come chi tifa Lucchese, sembra destinato a ricevere molti schiaffi e poche soddisfazioni. Quasi un tributo da pagare che ci impedisce anche di pensare in grande. Anche quando, come in epoca Fouzi Hadj, andammo da favoriti, uscendo battuti con un tiraccio da fuori area.  Domenica scorsa siamo andati all'Arena con lo spirito di chi deve mettere la testa sulla ghigliottina e attendere solo che la lama faccia il suo lavoro. Troppi i segnali che davano i nerazzurri vittoriosi, troppi i mesi di astinenza dalla gioia. Per tutta la settimana abbiamo...


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Caro Presidente, scriviamo così ci distraiamo un po'...

domenica, 11 febbraio 2018, 08:39

di fabrizio vincenti

Presentazione. Lucchese. Cortile degli Svizzeri. Le immagini, confuse nell'armadio dei ricordi che tracimano e spargono flash a getto continuo, si sovrappongono e si scolorano. Non ricordiamo l'anno, ma solo che ce ne venimmo via dalla presentazione estiva dei rossoneri alla città un po' corrucciati. Il presidente Maestrelli, nel suo intervento, come sempre burbero ma diretto, spiegò che la Lucchese avrebbe dovuto pensare solo a salvarsi. Un po' poco per una tifoseria, probabilmente non completamente conscia di stare vivendo uno dei momenti più alti della sua storia, che guardava alla serie A come a una meta destinata a essere raggiunta. Per forza. Quasi per diritto divino. Come se la serie B fosse ormai un noioso e scontato tran tran. E, ancora, l'immagine dei biglietti verdi, arancioni, grigi, allora senza quel maledetto codice a barre, e il nome e cognome che sono il segnale di come la nostra libertà si sia rarefatta. E quello sponsor sul fondo del tagliando, Superal, che fece balenare nella testa di un amico, famoso per le freddure più o meno riuscite, lo slogan "Lucchese, Superal...i tutti!". Erano, in quel caso, gli anni '80. Il biglietto lo compravamo al...


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Lucca United ha reso forti i vecchi sogni

giovedì, 1 febbraio 2018, 18:55

di fabrizio vincenti

Lo diciamo francamente: quando il presidente di Lucca United, Stefano Galligani, comunicò l'entità del ripianamento che la cooperativa dei tifosi rossoneri doveva colmare per restare socia della Lucchese, rimanemmo interdetti. Sarà stato per una sorta di cupo pessimismo che non riusciamo a ricacciare nell'angolo dopo anni di delusioni calcistiche, ma pensare di poter trovare 36mila euro in nemmeno tre settimane ci sembrò un'impresa da pazzi. O quasi. Una cifra notevole, che faceva seguito a quelle già peraltro versate nei mesi scorsi da Lucca United, che dal febbraio dello scorso anno, in un patto da gentiluomini poi evidentemente non onorato, possiede il 10 per cento delle quote della Lucchese. Numeri impossibili da sostenere per l'azionariato popolare, e in effetti l'impegno sarebbero dovuto rimanere circoscritto nel tempo. Invece, come per il ruolo di amministratore unico appannaggio di Carlo Bini, i mesi sono passati e le perdite si sono cumulate. Con Lucca United che ha dovuto onorare l'impegno, visto che il 9 per cento accumulato rispetto alla quota iniziale non trovava nuovi...


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Qual è il problema?

lunedì, 29 gennaio 2018, 07:35

di fabrizio vincenti

Se qualcuno si era illuso di vedere una nuova (vecchia) Lucchese dopo il pari gagliardo contro il Livorno, ha avuto modo di ricredersi puntualmente appena sei giorni dopo a Monza. In Brianza, i rossoneri non si sono fatti vedere, un po' come la nebbia che era annunciata da giorni, ma che ha rinunciato a presentarsi, almeno nelle ore del match.  La Lucchese è in crisi conclamata. Qualche numero per capirci: non vince dal 19 di novembre (oltre due mesi), ovvero da quandocolse i tre punti, sul finire del match, contro l'Arzachena. Da allora sono arrivati due pari e cinque sconfitte. Un ruolino di marcia devastante. Da ultimo posto in classifica. Ma a preoccupare non sono solo i risultati, è l'involuzione caratteriale della squadra che è alla base di prestazioni modeste, talvolta sconcertanti. Anche a Monza, oltre all'ennesima sagra dell'errore, si è vista una squadra moscia, fatta eccezione per i primi venti-venticinque minuti del secondo tempo,  che arriva spesso seconda sui palloni, che non punge, non morde. Che, tutt'al più, reagisce, come a Pontedera, dopo aver preso sonori ceffoni. Davvero una Lucchese incolore, e si fa fatica a non pensare a quanto dichiarato più volte da mister Lopez, ovvero che...


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Qualche domanda...

giovedì, 11 gennaio 2018, 18:43

di fabrizio vincenti

La Lucchese, al netto di alcuni comunicati stampa tranquillizzanti e al netto delle ormai classiche dichiarazioni dell'amministratore unico Carlo Bini – quello che doveva reggere le sorti del club per un arco modesto di tempo e che invece, forse su consiglio del proprio cane bassotto, è alla guida praticamente da un anno – pare ancora avvolta in un futuro incerto. Non è chiaro quanto verrà e potrà essere praticata la pista che porta agli imprenditori lucchesi, l'unica che sulla carta farebbe dormire sonni tranquilli e dare una prospettiva. Ne sapremo di più nei prossimi giorni, ma il quadro presenta ancora numerosi tasselli mancanti. Le incertezze sono di vario genere: dalla quantificazione, che ancora non c'è, dell'impegno che questi imprenditori, alcuni, a quanto pare, di primo livello nel panorama industriale, alla volontà di Arnaldo Moriconi. Che continua a decidere per tutti pur avendo una quota in linea capitale decisamente modesta. Segno evidente che i rapporti di forza sono altri. E sarebbe ora che emergessero con chiarezza: Moriconi, che ha fatto da banca a numerosi soci rossoneri, quanto credito vanta? E quanto ne vanta nei confronti di ognuno? Qualcuno storcerà la bocca dicendo che sono vicende che attengono la sfera dei rapporti personali tra i soci. Rispondiamo che sarebbe così se questi...


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