Detto tra noi


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La forza dei numeri

martedì, 4 dicembre 2018, 18:16

di fabrizio vincenti

I numeri parlano chiaro. Si possono forzare, talvolta inquadrare nell'ottica che più conviene, stiracchiare di qui o di là, ma mantengono quasi intatta la loro la forza. Due più due, insomma, fa sempre quattro. Anche quando si parla di presenze allo stadio. I numeri aggiornati del Porta Elisa sono sconfortanti. Si viaggia a una media di 1454 spettatori a gara. Lo scorso anno furono, a partita, 2128 e in un campionato tutt'altro che esaltante. Peraltro, il meglio, ovvero il derby con il Pisa, c'è già stato. Come a dire che la media, salvo scenari impensabili, è destinata a rinculare ulteriormente. Contro l'Olbia, per esempio, in un orario domenicale e non serale, c'erano 800 persone. Roba imbarazzante, al punto da dare nell'occhio anche a alcuni aedi abituati a magnificare in lungo e in largo i meriti di questa società. Magari dal divano di casa se la Lucchese è lontana dal Porta Elisa. Crediamo che una riflessione si imponga, a meno che non si voglia continuare a far finta di nulla, oppure a gettare le colpe dell'umanità intera alla penosa parentesi societaria guidata da Grassini. Se la Lucchese ha falcidiato spettatori su spettatori non può essere certo soltanto responsabilità di venti giorni di sciagurato governo della società. Oltretutto quella parentesi è alle spalle. Qualcosa di più deve esserci. E quel qualcosa si chiama...


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Guardare con ottimismo non è un esercizio di stile, quanto una necessità. Fino a prova contraria

lunedì, 26 novembre 2018, 08:35

di fabrizio vincenti

Tre partite, un punto. Il ruolino è di quelli da sudori freddi, anche pensando al pesantissimo fardello di penalizzazioni che la Lucchese deve portare sulle proprie spalle. Il punto di Busto Arsizio, in verità, somiglia più a una sconfitta che a un pari, tanta era la possibilità per i rossoneri di portare a casa la posta piena. In campo abbiamo visto una sola squadra, ma la solita Lucchese. Quella che con la Juventus B o anche a Piacenza ha fatto bottino pieno solo grazie a un miracolo del proprio portiere o all'imprecisione degli avversari. Partite dominate che meritavano un punteggio ben più largo. Episodi che alla fine hanno girato bene in quelle circostanze e male nei due derby casalinghi come a Busto Arsizio. Ma il problema di fondo rimane e la sensazione è che questa squadra difenda male, abbia cali di concentrazione e a volte sia troppo bellina da vedersi ma poco pratica. Tutto vero, ma non possiamo dimenticare che è stata costruita alla bell'e meglio nel corso di una estate sportivamente drammatica. Che è stata assemblata da almeno tre mani diverse. E non certo con il portafoglio aperto. Morale: nonostante...


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Ancora più al fianco della squadra

lunedì, 19 novembre 2018, 09:40

di fabrizio vincenti

Due sconfitte al Porta Elisa nelle ultime due partite, francamente erano in pochi a prevederle. Forse nemmeno gli oracoli del pessimismo fatto stile di vita. Oltretutto i rossoneri, sino a questa doppia battuta di arresto, avevano perso una sola gara, la prima, e in modo un po' casuale.  Il doppio schiaffo è arrivato a sorpresa, al termine oltretutto di prestazioni comunque oltre la sufficienza, prima di tutto sul piano dell'impegno. La classifica, se osservata ora, deprime, a maggior ragione se si assommano i risultati sfavorevoli che sono giunti dagli altri campi, ma non è ora il momento di guardarla. Troppe sono le gare ancora da recuperare per molte squadre, senza considerare i punti di penalizzazione che arriveranno per almeno due formazioni del girone e al netto dei possibili punti di sconti che la Lucchese tenterà di farsi assegnare in sede di appello per la vicenda dell'iscrizione estiva. Anche senza guardare la classifica, è comunque un momento delicato, indubbiamente il primo da quando l'avventura del campionato è partita. La squadra ce la sta mettendo tutta, a nostro avviso, ma va anche detto che nelle ultime due gare le sbavature non sono mancate. Quelle sbavature, per venire alle partite con Juve B e Pro Piacenza, che stavano per...


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Un silenzio tanto assordante quanto prevedibile

lunedì, 12 novembre 2018, 19:39

di fabrizio vincenti

Abbiamo atteso, invano, tutta la giornata di lunedì per vedere se almeno la montagna partoriva il topolino. Se qualcuno avesse finito per prendere le difese, almeno formali, di maniera come si dice, dei tifosi della Lucchese. Che nel derby di domenica sono stati ancora una volta oggetto di una palese ingiustizia. Condita da manganellate nel mucchio. Non è questa la sede per riepilogare quanto accaduto con il mancato ampliamento della curva, che ricordiamo non avrebbe comportato una variazione della capienza dello stadio e che era stato accordato più volte negli anni. La decisione, palesemente cervellotica, ha prodotto le tensioni fuori dallo stadio. Questa, e solo questa, è la ragione. Nonostante ricostruzioni forzate che abbiamo visto comparire su altri organi di informazione, pronti a recitare la parte del ventriloquo di turno. La sensazione di impotenza che ha accompagnato questa settimana è diffusa, e innegabilmente ha toccato tutti. Crediamo anche molti di coloro che sono impegnati nelle forze dell'ordine, al cui interno ci sono persone non solo professionalmente preparate, ma anche dotate di quello che serve nella vita: il buonsenso. Non ci interessa alimentare il giochino, che guarda un po' scatta sempre in questi casi, su dove nasca e termini la...


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La struggente lettera del bassotto: "Torna a casa, Carlo. E se vuoi porta pure lo zio Arnaldo"

venerdì, 2 novembre 2018, 18:04

di fabrizio vincenti

"Cara Gazzetta Lucchese, più volte sei entrata in discussione con il mio padrone, ma mi rivolgo a te, perché hai un gruppo di giornalisti che segue con costanza le sorti della squadra rossonera. E, in fin dei conti, chiedendo più volte le dimissioni da amministratore unico del mio padrone, avete sponsorizzato le mie richieste. Ormai quasi un anno fa, mi promise che avrebbe passato con me più tempo di quello che mi dedica, per quanto non mi faccia mancare nulla, che avrebbe passato con me pomeriggi sonnecchiosi sul divano, che avrebbe una volta per tutte lasciato un incarico che lo sta stancando, e mi chiedo se lo stanca così tanto perché rimane. Siamo a novembre, iniziano le giornate di pioggia e io mi sento solo: perché non sta con me e perché continua a parlare di una banda bassotti che non conosco? Mi vuole mica mollare per altri? Vi prego, aiutatemi. Tramite voi, lancio un appello: torna a casa, Carlo. E se vuoi porta anche lo zio Arnaldo. Firmato: il bassotto di Carlo Bini". Difficile non commuoversi di fronte alla struggente lettera che il fedele e simpatico cane bassotto dell'amministratore unico della Lucchese ci ha inviato. Difficile anche rispondergli. Alcune delle sue domande son anche...

 


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Bomber? Sì grazie

lunedì, 29 ottobre 2018, 13:04

di fabrizio vincenti

C'è un dato che colpisce in questo inizio di stagione, più che brillante, della Lucchese: i rossoneri hanno il terzo attacco del girione. Sia pure con un campionato falcidiato da rinvii di ogni sorta e contro ogni decenza e sempre in attesa delle penalizzazioni, tutti aspetti che contribuiscono a rendere nebulosa la classifica, il dato è molto eloquente. Soprattutto, come molti ricorderanno, perché la Lucchese nella scorsa stagione rimase a galla solo per i gol dell'intramontabile Jacopo Fanucchi. Dietro di lui, fu un deserto. E le tante punte arrivate a inizo stagione ma in corso d'opera non lasciarono il segno per i gol fatti e tantomeno per le prestazioni esibite. La Lucchese, dalla cintola in su, fu un mezzo disastro, che è costato qualche patema d'animo in chiave salvezza.Quest'anno Obbedio, riuscendo evidentemente a fare un piccolo miracolo, visto che quattrini ce ne sono ben pochi, ha centrato gli acquisti anche davanti. Contro la Juventus B, tanto per chiarire, l'eterno dimissionario dalla carica di amministratore unico, Carlo Bini, ha gridato a squarciagola dalla tribuna all'indirizzo del tecnico Zironelli: "Costi più te che tutta la Luccheseee!". Una innegabile, per quanto colorità, verità. Come verità è che mister Favarin sta riuscendo a fargli rendere al meglio, godendo peraltro di parecchie...

 


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Abbasso la Juventus B

sabato, 20 ottobre 2018, 18:28

di fabrizio vincenti

Niente di personale, chiariamolo. Non abbiamo mai simpatizzato per la Juventus, siamo allergici a chi vince sempre o quasi, ma rispettiamo la tradizione di un club che è un vanto per tutta Italia, piaccia o meno. Ma l'idea di far partecipare al campionato di terza serie le succursali delle formazioni di serie A ci è parsa da subito una bestialità. Che puntualmente ha preso forma grazie all'accoppiata Fabbricini e Costacurta. Una delle tante scelte discutibili della gestione commissariale della Figc che a un certo punto pare sia stata avviata solo per far capire che al peggio non c'è mai fine. Che persino l'ex presidente Tavecchio può essere rimpianto. "Le seconde squadre sono necessarie e non tolgono spazio a nessuno. Il calcio deve essere sostenibile. Si può far sparire un club come il Bari? Io a ottobre andrò via, ma spero di uscire tra gli insulti e i “vaffa” pur di difendere la scelta sacrosanta delle seconde squadre": così ha sentenziato l'ex difensore del Milan, verso il quale evidentemente son già scattati gli epiteti. La realtà dice che solo la Juventus (un caso o la consueta efficienza?) è arrivata pronta all'appuntamento. E la sua presenza è già ingombrante, finendo per...


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Prima arriva, meglio è

martedì, 16 ottobre 2018, 16:26

di fabrizio vincenti

L'attesa, quella del condannato, non è mai piacevole. E la Lucchese, quanto a condanna degli organi federali per la vicenda delle scadenze non rispettate in sede di iscrizione estiva, è praticamente certa di subire una penalizzazione. Il quantum e il quando, però, non sono ancora chiari. Un ulteriore motivo di incertezza in un campionato che pare di guerra, tante e tali sono le partite rinviate. A memoria, mai era successo qualcosa di simile. Vedremo se Gabriele Gravina a capo della Federazione riuscirà a dare un cambio di passo dopo che la gestione commissariale ha lasciato ulteriori problemi e dubbi sulla capacità del sistema di autoriformarsi. La Lucchese, in questo clima di incertezza, sembra stia iniziando a battere in testa il motore: per la terza volta in quattro gare si è fatta riprendere e i rimpianti per alcuni punti persi sono evidenti. A questo si aggiunge l'incertezza per una classifica che è palesemente tarocca: a oggi non è dato sapere quanti sono i punti dei rossoneri. Un dettaglio, anche psicologico, tutt'altro che secondario. Ecco perché c'è da augurarsi che la sentenza, il primo grado, arrivi quanto prima. E' inaccettabile che per giungere alle...


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Dimenticanze

mercoledì, 3 ottobre 2018, 12:32

di fabrizio vincenti

Dimenticare le cose, dicono gli scienziati, è sintomo di intelligenza. Secondo i risultati di uno studio condotto presso l’Università di Glasgow, in Scozia, coloro che tendono a dimenticare sono più propensi anche ad imparare. E allora dobbiamo dire che il proprietario della Lucchese, Arnaldo Moriconi ha davvero un gran cervello. Lo sapevamo, e del resto lo dimostra la sua importante carriera da imprenditore, anche televisivo, ma non solo. Un percorso di una vita intera lo conferma. Ma, alla luce degli ultimi eventi e delle tante dimenticanze che lo stanno avvolgendo, ne siamo ancor più convinti. Solo per venire ai fatti più recenti, Moriconi, dopo averla annunciata con tanto di comunicato stampa societario, non ha mai presentato la squadra ai tifosi, finendo per surrogare un momento che si ripeteva da una vita con una trasmissione registrata in un capannone di Ponte a Moriano e casualmente andata in onda sulla sua televisione. Dimenticanze in etere. Si è anche dimenticato di informare tutti, compresi coloro che avevano nel luglio scorso parzialmente tirato fuori denaro per garantire l'iscrizione, che si era nel frattempo accollato il 99 per cento delle società. Dimenticanze di comunicazione. In verità, sempre a proposito della burrascosa estate rossonera, viene da pensare che Moriconi si sia dimenticato di...


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Cosa vuole fare Moriconi?

lunedì, 24 settembre 2018, 17:32

di fabrizio vincenti

E’ difficile, e persino sbagliato, tracciare un quadro del reale valore dei rossoneri dopo solo due giornate di un campionato che ha sempre più il sapore della farsa, tra rinvii, sentenze, appelli e reclami. Troppo pochi 180 minuti per farsi un'idea, o peggio, emettere sentenze. Tuttavia, non sarà sfuggito a nessuno, e men che mai agli attuali quadri societari, che l'organico a disposizione di mister Favarin è carente in più ruoli. C'è chi sottolinea i limiti a centrocampo, chi sugli esterni di difesa: non ci addentriamo nei meandri tecnici. Ma i limiti della fase difensiva, anche a Pistoia, sono apparsi evidenti. A fronte del carattere mostrato, segno che Favarin sta già dando un'identità, gli errori si sono sprecati. E che la Pistoiese abbia fatto di peggio, come errori commessi, non deve consolare. Noi abbiamo un fardello pesante da recuperare. Tutto questo per dire che servirebbero come il pane rinforzi, richiesti persino da chi mostra benevolenza a piene mani verso questa società. Dal fronte societario, però, ovvero da Arnaldo Moriconi, reale proprietario della Lucchese a dispetto della percentuale tuttora nelle mani di Carlo Bini e del suo bassotto (80 per cento, se non andiamo...


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