Detto tra noi

Sindaco Tambellini, stupiscici tutti

sabato, 6 luglio 2019, 17:07

di fabrizio vincenti

"Ho qualche carta da giocare": lo confessiamo, abbiamo avuto un moto di preoccupazione, accompagnata da qualche gesto scaramantico, quando, martedì scorso, abbiamo sentito pronunciare queste parole, con tono grave, dal sindaco Tambellini che stava interloquendo con la delegazione dei tifosi rossoneri al termine del corteo che si era snodato per la città, dando l'ennesima dimostrazione concreta di amore e di maturità di questi irriducibili verso la Lucchese, ancora una volta umiliata. 

Tambellini nei mesi scorsi ha inanellato una serie di gaffes da far impallidire il compianto ragionier Ugo Fantozzi. Basti, per tutte, le ormai storiche affermazioni "contro la Pistoiese potrebbe essere l'ultima partita casalinga dei rossoneri" e "ritengo che la questione della fideiussione possa essere risolta". In effetti la Lucchese, questa Lucchese, è arrivata all'ultima partita, ma mesi dopo e dopo aver riscosso l'ammirazione di tutta Italia calcistica. E la questione della fideiussione si è risolta con un botto di punti di penalizzazione e 350mila euro di multa. Dunque, l'affermazione del sindaco non può suscitare qualche apprensione e molti dubbi sui consigliere calcistici di cui si circonda. 

Cosa in concreto abbia a disposizione il sindaco non è noto: si continua a parlare di imprenditori locali, che appaiono e spariscono con la solita facilità. Di interessi legati alla ristrutturazione dello stadio, ridotto in condizioni penose grazie al disinteresse, rivendicato in nome di priorità rimaste in buona parte sulla carta, dell'amministrazione comunale. Difficile dire se l'imprenditoria locale deciderà una volta per tutte di abbandonare l'atteggiamento che da decenni mantiene verso tutto il movimento sportivo. Non siamo molto ottimisti, conoscendo la grettezza diffusa a queste latitudini. 

Ma Tambellini ha l'obbligo di predisporre tutti gli strumenti utili per non dare comodi alibi alla classe imprenditoriale che ha avuto compito sin troppo facile nello sganciarsi, talvolta senza nemmeno eleganza. Ricordate tutti le frasi di circostanza, ovviamente mai confermate in pubbliche dichiarazioni. "Impossibile trattare con i proprietari della Lucchese", "Chi può dare garanzie sul reale ammontare dei debiti?": ecco due dei cavalli di battaglia utilizzati per svicolare. Bene, ora di proprietari con cui è difficile, o per meglio dire impossibile, trattare non ce ne sono più. I debiti sono zero. C'è solo da provare a programmare il futuro e farlo non con il cuore, sarebbe forse chiedere loro troppo, ma almeno con la calcolatrice. E in questo il sindaco può e deve svolgere un ruolo cruciale. Senza suonare campanelli, comporre numeri telefonici per implorare aiuti che non arriveranno mai, ma offrendo gli strumenti, i presupposti per creare un progetto che può avere ripercussioni su tutto il territorio. A proposito: qualcuno si è ricordato di citare le decine di famiglie che avevano i proprio ragazzi in rossonero? Qualcuno si è preoccupato delle ripercussioni sociali, tante volte masticate con fare demagogico? 

Tambellini, e ci auguriamo di non sbagliarci, ha capito, e con lui tutta la sua armata, che la Lucchese è ormai un problema politico e una soluzione va trovata, pena una sconfitta che può fare male, e minare la già bassa fiducia che questa amministrazione riscuote in larghi strati della popolazione. Senza considerare le tante questioni cittadine aperte e ancora senza risposta. E' già un punto di partenza importante, dopo mesi, anzi anni, di totale scollamento, quasi a voler dire che la Lucchese non era affar loro. Avevano altro e più alto a cui pensare, nel loro snobismo, molto spesso fuori dal mondo. 

Clamorose le dichiarazioni dell'assessore, assessore e non assessora perché non accettiamo di violentare nulla, tantomeno la lingua italiana, Del Chiaro che ha rivendicato una lunga militanza in rossonero. Toccanti parole che hanno preso la forma di una lettera aperta. Ci chiediamo: dove era in questi mesi? Perché non ha messo il cuore nell'appoggiare quei ragazzi che hanno onorato il calcio? Perché non si è esposta, venendo fuori solo ora per – excusatio non petita, accusatio manifesta, dicevano i latini – assicurare che la giunta non rema contro la Lucchese? I segnali, anche questo, dicono che la Lucchese è tornata al centro dei pensieri, malgrado tutto, del Comune. E' una vittoria di chi vive di Lucchese, dei tifosi che non hanno mollato. Ora è tempo che Tambellini, stupisca tutti, noi per primi, e trovi una soluzione che guardi al futuro. Se ne è capace. Dovesse accadere, oltre che a riconoscerglielo, ci rendiamo disponibili, previa assunzione di massicce dosi di caffé, a ascoltare sino a cinque delle sue ormai famose prolusioni in occasioni di inaugurazioni, ricorrenze, cerimonie. A patto non cadano di aprile. 

 

 


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