Detto tra noi


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Regione Toscana, datti una mossa

lunedì, 28 settembre 2020, 09:44

di fabrizio vincenti

Lo spettacolo desolante del Porta Elisa completamente vuoto, con l'eccezione di pochi addeti ai lavori, è tra le immagini che non dimenticheremo facilmente. Lo striscione appeso all'esterno dai tifosi della Curva Ovest così come le bandiere affisse all'interno da altri tifosi della gradinata, al di là del bel gesto, ci hanno messo ancora più malinconia. Ci hanno trasmesso la sensazione dell'impotenza di tutti coloro che vorrebbero stare vicino alla propria squadra e non possono. D'accordo, c'è l'emergenza Covid, ma ci pare che si tratti di un'emergenza a targhe alterne e a zone geografiche. A targhe alterne perché in alcune circostanze vediamo radunarsi persone, non sempre con le dovute precauzioni, senza che nessuno fiati. Basti pensare a raduni pubblici, o anche a quanto accade nei cinema. Senza considerare quanto avviene anche nello sport dilettantistico. A zone geografiche, perché altrove, in molte altre realtà, le amministrazioni regionali hanno dato il via libera per ammettere sino a 1000 persone negli stadi. Così come peraltro prevedono numerosi decreti del governo per iniziative svolte all'esterno e ovviamente previo mantenimento delle distanze. Una soluzione che non piace alle curve che resteranno fuori comprensibilmente per come vivono le gare, ma che almeno consentirebbe di far...


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Se questo è calcio

domenica, 13 settembre 2020, 16:05

di fabrizio vincenti

Una prima assoluta, almeno per noi che avevamo saltato la gara contro la Fiorentina. Quella contro l'Empoli è stata la prima volta che ci siamo trovati a assistere di persona a una gara senza pubblico. Non ci era mai successo, a memoria. Limitazioni di ogni genere, assenza dei tifosi ospiti, amenità burocratiche varie, ma stadi chiusi no. E arrivare al Castellani di Empoli è stato compiere un viaggio di persona nell'inferno che il calcio sta vivendo. Forse più di altri settori, basti pensare che al cinema si può andare, così come al ristorante e persino vivere una movida riveduta e corretta con distanziamento. Il calcio no, il calcio deve solo subire i diktat di personaggi che in un'epoca solo lievemente più normale sarebbero allo stadio, a vendere bibite, oppure se ne starebbero in qualche Ong a scagliare anatemi contro il mondo del calcio stesso, simbolo del capitalismo, di una società opulenta e di una competizione sportiva che richiama e sublima la guerra. Nessuna meraviglia che il calcio venga fatto agonizzare, soprattutto quello professionistico, perché, come sapete, tra i dilettanti gli spettatori sono ammessi, sia pure con ovvie limitazioni. Nel calcio professionistico, a cui si chiedono tamponi ogni quattro giorni e una infinità di altre precauzioni per la modifica cifra di migliaia di...


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Dateci un giorno da leoni, i cento anni da pecore li abbiamo quasi tutti già vissuti

venerdì, 21 agosto 2020, 16:29

di fabrizio vincenti

Treviso. Chievo. Novara. Reggiana. Modena. Spal. Sassuolo. Carpi. Ancona. Pisa. Siena. Livorno. Empoli. Frosinone. Benevento. Crotone. Ora Spezia. Per tralasciare i nomi di formazioni più blasonate ma che hanno avuto tante volte l'occasione di incrociare gli scarpini contro i giocatori della Lucchese. Con la promozione dello Spezia in serie A, peraltro in odore da anni, si allunga l'elenco delle formazioni tante volte rivali dei rossoneri che hanno guadagnato negli ultimi 30 anni la massima serie. Chi per brevi e effimeri momenti di gloria, chi ormai, come il Sassuolo o il Chievo, guadagnando stabilmente il palcoscenico maggiore. Chiaro che tutto questo non fa che aumentare l'amarezza dei tifosi rossoneri, non tanto o non solo per ragioni legate alle rivalità, quanto, piuttosto, perché ogni anno, da Nord a Sud, si certifica che sognare non è impossibile. Tutt'altro. Il caso ultimo dello Spezia ne è una conferma. Fallito nel 2008, lo stesso anno del primo crac rossonero, è riuscito a risollevarsi dalla Serie D  e arrivare in breve tempo in Serie B, quest'anno era l'ottavo campionato di fila, grazie a una proprietà stabile e forte. La Lucchese, nel frattempo, ha collezionato altri due fallimenti (e uno mancato di un soffio), è sprofondata un'altra volta in Serie D e una in Eccellenza. Soddisfazioni, se leviamo un paio di rari momenti da groppo alla gola, zero. Ma lo stesso discorso dei...


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Un'estate senza te

domenica, 19 luglio 2020, 16:51

di fabrizio vincenti

Passano i giorni, corrono le settimane, ma per chi non si accontenta del calcio versione covid della Serie A (con appendici altrettanto patetiche nelle due serie inferiori), il pallone non ha ancora ripreso a rotolare. Viviamo quasi in una dimensione sospesa, le stesse notizie arrivano con il contagocce. Tutto è bloccato, in attesa di agosto. Niente rinnovi (a parte i tre iniziali), nessuna indicazione sullo staff, men che mai nuovi acquisti, visto che il mercato sparerà i suoi colpi molto più avanti. E la latitanza della Lucchese, in generale del calcio, si fa sentire. "Novità?", è la domanda che più spesso ci sentiamo fare in giro per la città. Una domanda a cui si può, per ora, solo rispondere allargando le braccia. L'iscrizione procede, così rassicurano dalla società, per quanto il nodo stadio non sia stato ancora sciolto (ma lo sarà gioco forza a breve); la Lucchese si sta organizzando, ritiro compreso (presumibilmente in una località della Mediavalle o Garfagnana); Deoma ha il telefono caldo. Ma è un'estate, calcisticamente (e non solo, ovviamente) balorda. Così, mentre si attende la presentazione del progetto preliminare del nuovo Porta Elisa (l'ultima ipotesi parla nella seconda metà di agosto), impazza qualche polemica sul settore giovanile. Storia vecchia: la Lucchese si sarebbe mossa provando a fare incetta a costo zero dei migliori pezzi della zona. E' così? Non è così? Non abbiamo gli elementi per dirlo, notiamo che, purtroppo, sotto questo punto di vista, la storia sembra ripetersi uguale. E i rapporti con una parte delle società del territorio paiono...


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Monaco, una conferma più che logica

domenica, 14 giugno 2020, 14:57

di fabrizio vincenti

Nella medesima settimana che ha sancito l'ufficializzazione del ritorno in Serie C della Lucchese, un'altra buona notizia: la società ha confermato Francesco Monaco sulla panchina rossonera. Niente era dovuto, a maggior ragione in un mondo come quello del calcio dove si fa molto alla svelta a dimenticare, ma di certo la scelta di mantenere lo storico capitano di mille battaglie è da valutare più che positivamente. Alcune perplessità, soprattutto nella parte iniziale della stagione erano affiorate in molti, probabilmente anche all'interno della società. I risultati che non arrivavano e un gioco che, specie in casa, veniva giudicato poco spettacolare e troppo sparagnino, unito a alcune timidezze nelle fasi iniziali della gara, avevano fatto sorgere qualche dubbio. Di certo non sull'uomo e il professionista, a cui Lucca sportiva dovrebbe erigere una statua, quanto semmai sulla compatibilità con quella rosa e con quel campionato. A conti fatti, Monaco ha comunque saputo forgiare quel gruppo di ragazzi: è impensabile che tutte quelle rimonte, quella voglia di non mollare mai, quello spirito tignoso di chi, un po' come la Juventus, non alza mai bandiera bianca e sa sempre soffrire non siano passati dal carattere di Monaco che è stato bravissimo a trasmetterli ai suoi giocatori. La scalata in classifica, domenica dopo domenica, porta anche la firma dell'allenatore originario di...


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8 giugno festa rossonera

lunedì, 8 giugno 2020, 21:54

di fabrizio vincenti

Le immagini si affollano. Si sovrappongono. Finiscono comunque per emozionare. E' strano festeggiare così. E' strano non poter urlare tutto quello che si ha dentro. E' strano, perché ce lo immaginavamo diverso questo momento. Ce lo immaginavamo come l'esultanza sotto l'acqua di Prato e di Caronno, come la corsa sfrenata a San Remo al gol di Nannelli per immortalare il momento dell'abbraccio sotto il settore ospiti, come la sofferenza patita nella partita con il Ligorna, con quel gol di Iadaresta, di fatto l'ultimo, quello che vale la promozione, da difendere con le unghie e con i denti. Ci sognavao gli abbracci. Le feste. Le bandiere. E invece il ritorno in Serie C è passato, come tante altre volte sicuramente meno liete, in attesa di un comunicato da Roma. In attesa che la Figc scrivesse la parola fine sui campionati cosiddetti minori. Che da quegli uffici, da quella riunione si mettesse il bollino, la vidimazione notarile, che la Lucchese era di nuovo tra i professionisti. La poesia del calcio ne esce a pezzi, ancora di più se si pensa che i tifosi non sono nemmeno nelle condizioni di festeggiare causa emergenza sanitaria. E' una promozione strana, non possiamo far finta di non saperlo. Ma non per questo meno meritata o meno importante. La Lucchese torna...


Ultime notizie brevi


mercoledì, 30 settembre 2020, 21:02

Coppa Italia, tutte fuori le formazioni del girone dei rossoneri

Finisce al secondo turno l'avventura di tutte le formazioni del girone A, quello dei rossoneri, che erano ancora in gara. Ecco i risultati:


mercoledì, 30 settembre 2020, 18:33

Fiocco rosa in casa rossonera: è nata Margherita Panariello

Fiocco rosa in casa Panariello, infatti, oggi è nata Margherita, figlia del difensore rossonero. La nostra redazione si felicita con la famiglia Panariello per il lieto evento.



mercoledì, 30 settembre 2020, 18:32

Lutto nel tifo rossonero: muore lo storico tifoso Emiliano Frosini

Lutto nel tifo rossonero, infatti, all'età di 86 anni è venuto a mancare Emiliano Frosini. Frosini ha sempre seguito la Lucchese ed stato il fondatore del club rossonero di Farneta. Il funerale ci sarà venerdì alle 15,30 alla chiesa parrocchiale di Santa Maria a Colle.


mercoledì, 30 settembre 2020, 17:43

Coppa Italia, Novara eliminato

Il Novara, prossimo avversario dei rossoneri in campionato, è stato battuto 3-1 dal Cittadella nel secondo turno della Coppa Italia e dunque eliminato dalla competizione.