Detto tra noi


Detto tra noi

A proposito degli spettatori del Porta Elisa...

mercoledì, 15 gennaio 2020, 17:05

di fabrizio vincenti

Pochi? Tanti? Il dibattito sulle presenze al Porta Elisa non ci appassiona ormai da anni: Lucca è questa, e ci sarebbe molto da dire su una cittò che fa delle mediocrità il suo tratto distintivo, a partire dalla sua (presunta) classe dirigente. Di certo le presenze allo stadio non possono non aver risentito dei tre fallimenti, l'ultimo a dir poco incredibile, in una manciata di anni. E' ancora fresca la memoria di quando solo in curva, anche in serie C, si ritrovavano più di 2000 persone. Ma la situazione attuale è questa, e con questa si devono fare i conti. E allora andiamo a vedere questi numeri per comprendere meglio il reale peso delle presenze allo stadio. Domenica scorsa, quando i rossoneri hanno perduto contro il Borgosesia, sui gradoni del Porta Elisa, tra abbonati e paganti, si sono ritrovati in oltre mille. Numeri importanti per la serie D, ma anche per la C. Il perché è presto detto, e basta dare un'occhiata alle presenze nel girone A della serie C, quello in cui militerebbe la Lucchese senza gli orribili guasti...


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Fuga da Alcatraz in diciassette mosse

mercoledì, 1 gennaio 2020, 10:22

di fabrizio vincenti

Un anno intenso, drammatico, anche sportivamente parlando, eppure, o forse proprio per questo, indimenticabile. Il 2019 è stato consegnato alla sua storia e il 2020 per la Lucchese dovrà essere l'anno della fuga. Fuga da quella prigione che è la Serie D, dove i rossoneri si stanno trascindando su campi sportivi, quasi mai stadi; dove i tifosi della Pantera sono praticamente gli unici presenti negli impianti. Abbiamo ancora nelle orecchie il silenzio che accompagnò il secondo gol della Caronnese che sembrava aver deciso la gara. Praticamente una liturgia senza fedeli, una gioa senza esultanza, un piccolo segnale dell'abisso in cui, ancora una volta, la Lucchese è precipitata. Non ci sorprende dunque che in settimana ben tre tifosi storici ci abbiano confermato di essersi presi una "pausa di riflessione". "Ho fatto l'abbonamento, sono andato alle prime tre e poi non ce l'ho fatta, ho dato l'abbonamento a un amico", ci confida uno dei tre, abitualmente posizionato in curva. "Dopo Bisceglie la ferita è ancora troppo fresca, devo staccare, la seguo, ma per ora non riesco a tornare", gli fa eco un...


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Alessandro uno di noi

martedì, 24 dicembre 2019, 07:58

di fabrizio vincenti

"Come va la Lucchese? Ci si fa farà a rialzare la testa?": parole ripetute ogni volta o quasi che ci mettevamo su quella scomoda, maledetta poltrona. Una fobia o quasi, quella della poltrona del dentista, che Alessandro riusciva sempre, con un sorriso, una battuta, uno sguardo, a far evaporare o almeno a contenere. Lo guardavi e avevi subito la certezza di essere nella mani giuste, pur avendo una fifa da matti, pur dovendo fare i conti con la paura, chissà forse ancestrale, dell'estrazione, del trapano, del dolore. Una battuta, e via. Sotto con l'ennesima occhiata, pulitura, cura, estrazione. Una paura che, alla fine, contenevamo con l'unica medicina che non scade mai: la fiducia nell'altro, l'affidarsi all'altro perché sai che l'altro ti vuole bene e è un professionista. Che farà tutto il meglio che si potrà fare. Che farà tutto come se lo stesse facendo su se stesso. Con un sorriso, con una battuta. Con la Lucchese e l'Inter, l'altra sua croce calcistica, sullo sfondo. Gioie (poche) e dolori (tanti). Forse anche per questo, come altri, purtroppo, aveva perso l'abitudine di andare allo stadio, ma non quello di riservare alla Lucchese l'attenzione che si riserva alle cose importanti. Che magari si guardano con un pizzico di distacco, da distanza di sicurezza, ma che non si possono mai...


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O capitano, mio capitano

giovedì, 19 dicembre 2019, 16:06

di fabrizio vincenti

Toc. O deng. Non lo ricordiamo nemmeno più quel suono di un pallone che cozza in un palo metallico di una porta. Era il 2002, e insieme a un maledetto gol, anzi un golden gol, di un maledetto francese di due anni prima, è la più grande delusione sportiva della nostra vita. A sbattere quel pallone sul palo, il nostro eroe, quello da cui ogni domenica ci attendevamo una magìa, un gol da lasciare a bocca aperta, come quello realizzato solo pochi giorni prima a Treviso nella semifinale play off. Eupremio Carruezzo, per tutti Toni. Una delusione atroce. Un mondo che ti cade addosso proprio quando pensavi che la Serie B, quasi per diritto divino, dovesse tornare a Lucca. Una Serie B, peraltro, svanita per sempre. O almeno sinora. E oltretutto per mano di un idolo, che la sera si vide piombare davanti casa  tanti tifosi intenti a consolarlo. Una storia che solo qui e da poche altre parti poteva essere scritta. Lucca non ha mai dimenticato Toni Carruezzo, ne abbiamo avuto conferma anni dopo, ce ne siamo accorti anche noi di Gazzetta: ogni sua intervista, ogni sua parola ha sempre raccolto tantissimi lettori. E, particolare non secondario, Toni non ha mai dimenticato la Lucchese. Il calcio è un mondo strano, o forse è come la vita che è essa stessa strana, dove molto spesso, una volta chiuso il rapporto, si chiude un capitolo. Ci si dimentica. Si fanno cadere nell'oblio i trascorsi, magari talvolta con una malcelata insofferenza per non esser più parte di una avventura, di un progetto. Sentimenti che non hanno mai toccato Toni. Andatevi a rileggere le...


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Dedicato a chi vive di Lucchese

lunedì, 2 dicembre 2019, 11:30

di fabrizio vincenti

Piove a dirotto a Caronno Pertusella, a due passi da Saronno. Qui è tutto grigio. Dalle fabbriche alle strade. Piove e c'è ancora da attendere parecchio nel piazzale del piccolo impianto della squadra in testa al campionato. Accanto alla biglietteria, la locandina della partita. La tentazione è di fotografarla, giusto per ringraziare ancora una volta tutti coloro che hanno generato l'ennesimo inferno calcistico. Nei pressi, in una pasticceria che serve anche l'impianto, uno dei giornali locali ricorda alla Lucchese, nobile decaduta, che deve stare molto attenta: la Caronnese chiede spazio, vuole volare. La Lucchese, invece, è "la nobile decaduta". Che palle questi titoli nobiliari che sanno di sconfitta a vita. Che sanno di un passato che sembra non voler tornare nemmeno per sbaglio. In autostrada, intanto, i tifosi della Spal, si stanno sorseggiando un caffè prima di entrare nella Scala del calcio, a San Siro. Pochi anni fa, pochissimi, il caffè lo dovevano prendere per arrivare al Porta Elisa. Il treno è passato per tutti, salvo che per la Lucchese e i suoi tifosi. Ne parliamo con uno storico tifoso che, ombrello in mano, esce dalla macchina: "Non posso criticare chi...


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Gladiatori si nasce o si diventa?

domenica, 24 novembre 2019, 18:19

di fabrizio vincenti

A memoria non ci ricordiamo di aver scritto due editoriali di fila per eventi luttuosi, che mai sono peraltro mancati in casa rossonera. A memoria faccioamo fatica a ricordare un dramma come quello che ha vissuto Michel Cruciani che ha dovuto perdere la sua piccolissima figlia. Così, in un attimo. Ci viene in mente solo la storia di una colonna della Lucchese, uno che da una vita va in panchina e che ancora ci va con lo spirito di un ragazzino. Domenica a Seravezza il centrocampista rossonero era venuto persino in sala stampa per commentare un amaro pareggio; il giorno dopo si è spenta una luce. La luce. Drammi che, ancora una volta, ci dicono quanto sia precario tutto. "Si sta come/ d'autunno/sugli alberi/le foglie", poetava un grande come Giuseppe Ungaretti.  E' solo l'ultima conferma, quella di Cruciani. Cruciani, però, ha trovato non sappiamo come, non sappiamo dove, energie straordinarie, al punto di rimettersi a disposizione di mister Monaco e dei compagni pochi giorni dopo. E la domenica, contro la Fezzanese, scendere in campo. Forse le circostanze come questa, che ti entrano nella carne, sviluppano risorse che sembrano impossibili da attingere. O forse sono solo doti di natura. Caratteri. Stili di vita. E nel caso di Cruciani sembra essere così. Basta leggere la...


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Ti vogliamo bene

giovedì, 14 novembre 2019, 20:58

di fabrizio vincenti

Di Lucca ha fatto la sua casa, a Lucca è di casa. E i lucchesi, sempre pudichi nel manifestare i propri sentimenti, lo sentono come uno di loro. Non serviva, lo sapevamo perfettamente per mille motivi, ma l'ondata di messaggi di vicinanza che sono arrivati sul nostro profilo Facebook a Enzo Biato dopo il grave lutto che lo ha colpito, sono solo l'ultima conferma. Il web, in pochi minuti si è riempito di messaggi di cordoglio, un cordoglio che, per quanto mediato da uno strumento impersonale, massificato e per certi aspetti disumano, si avverte sincero e pieno di rispetto per un uomo che ha dato una lezione a tutti noi. “Vado, mi attende mia moglie”, la bocca leggermente increspata da un sentimento che, proprio perché autentico, non voleva essere esibito e tantomeno doveva essere destinato a cercare commiserazione. Lo abbiamo trovato tante volte in questi mesi, o forse sono anni e non ce ne siamo resi conto, nei pressi di un bar del centro storico. Intento a rammaricarsi per il destino che la Lucchese stava consumando, con una pasta in mano da portare alla moglie, distante pochi metri da lì, eppure già, purtroppo, incamminata verso un...


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ProviamoCi

lunedì, 4 novembre 2019, 17:50

di fabrizio vincenti

I segnali di risveglio iniziano a esserci. La Lucchese vista a Sesto Fiorentino, sotto un diluvio di pioggia, inizia a prendere forma. Inizia a far sognare i tifosi, quelle centinaia di irriducibili che stanno continuando, nonostante tutto a seguirla, a amarla, a soffrire per lei. La squadra di Monaco, il cui destino sino a poche settimane fa era incerto, inutile negarlo, sta iniziando a avere un carattere. E poi, si sa, le vittorie aiutano. E quella contro i lanieri, giunta al termine di una gara di sofferenza, ma anche di combattimento, carattere e forza, è di quella che possono valere l'innesco di un intero campionato. Il torneo, del resto, pare ancora alla ricerca di protagoniste. La Lucchese, con un cammino per ora poco più che mediocre  (tre vittorie in dieci gare) è a quattro punti dal primato. Segno che la partita è ancora assolutamente giocabile, il Prato, tra le favorite, ha già raccolto quattro stop, il Chieri stenta, solo il Casale sembra aver trovato continuità. Ecco perché non provarci sarebbe un delitto: la Lucchese deve crederci con tutte le sue forze. E nel leggere le dichiarazioni dei suoi protagonisti, il concetto pare iniziare a fare...


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Niente lettere anonime, grazie

giovedì, 24 ottobre 2019, 18:21

di fabrizio vincenti

"Siamo gruppo di tifosi della Lucchese e scusateci se queste nostre osservazioni le scriviamo in forma anonima perché è difficile a Lucca esprimersi senza essere successivamente penalizzati nelle nostre attività...". Comincia così una missiva recapitata via posta e insolitamente al nostro indirizzo di casa, da parte di uno o più tifosi che hanno deciso di rimanere nell'anonimato nel volere attaccare l'attuale società, accusata di non essere altro che uno "stipendificio", oltre al tessuto economico cittadino insensibile, pensa novità, alla Lucchese e allo sport. Ci fermiamo qui circa il contenuto della missiva, in cui ci viene chiesto di farci parte attiva, per un motivo semplice: perché noi non diamo spazio a chi non ci mette la faccia, quella che noi, tutti noi di Gazzetta Lucchese, mettiamo ogni giorno. Piaccia o non piaccia, abbiamo sempre tenuto una linea chiara e non fatto sconti, talvolta pagando in simpatia e entrature, a differenza di chi ha sempre portato con grande coerenza il miccio dove voleva il padrone di...


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Si può dare di più

lunedì, 14 ottobre 2019, 09:46

di fabrizio vincenti

La vittoria contro il Savona non modifica di certo la classifica dei rossoneri, largamente deficitaria, ma porta, perlomeno, una boccata di ossigeno alla Lucchese e al suo allenatore, sul quale in queste settimane di crisi di risultati si sono concentrate le attenzioni e le critiche di molti. La vittoria contro i liguri, se non altro, toglie per un attimo un galantuomo (e un mito in rossonero) come Francesco Monaco dalla linea del fuoco. Più volte l'ipotesi di una sua sostituzione si è profilata in queste ultime settimane, è chiaro che il tecnico ha delle responsabilità sui risultati che non arrivano (speriamo di poter dire, a questo punto, non arrivavano). Una certa confusione nelle scelte con cambi frequenti di rotta, le motivazioni che non sempre si sono viste in campo e il modulo forse non adatto agli uomini sono stati sicuramente una delle cause dell'avvio zoppicante. Non va però dimenticato il contesto in cui è nata la nuova avventura rossonera, ovvero di caratttere emergenziale. Come pure bene non trascurare il fatto che questa Lucchese ha alcuni limiti tecnici evidenti con cui Monaco deve fare...


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venerdì, 17 gennaio 2020, 14:23

Ufficiale: Soldati è un giocatore della Lucchese

La Lucchese 1905 comunica di aver ingaggiato il difensore Edoardo Soldati, classe 2000. Il neo rossonero ha iniziato la stagione nel Picerno, in Serie C, collezionando due presenze in campionato e una in Coppa Italia. Soldati è già disponibile per la prossima gara, domenica sul terreno del Real Forte Querceta.


venerdì, 17 gennaio 2020, 08:19

RealForte-Lucchese, arbitra Cutrufo di Catania

RealForte-Lucchese, in programma domenica prossima a Forte dei Marmi, sarà diretta da Alessandro Cutrufo della sezione AIA di Catania. Cutrufo sarà coadiuvato da Marat Ivanavich Fiore di Genova e da Francesco De Santis di Avezzano.



venerdì, 17 gennaio 2020, 08:13

Terza di ritorno, ecco le gare in programma

Fine settimana in cui andrà in scena la terza giornata di ritorno del girone A della Serie D. Ecco tutte le gare in programma:


giovedì, 16 gennaio 2020, 15:26

Anche la Lucchese alla serata su Erbstein a Capannori

Calcio giovanile protagonista, domenica pomeriggio, 26 gennaio allo stadio comunale di Marlia per il 3° Memorial Erno Erbstein, riservato alle categorie esordienti 2007/08. La manifestazione promossa dal Comune di Capannori, nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria” e curata da Paolo Bottari in collaborazione con Figc, AIA di Lucca e Lucchese.