Detto tra noi

Via la politica dalla Lucchese? Sì, a targhe alterne

martedì, 11 febbraio 2020, 14:47

di fabrizio vincenti

C'è un'aria particolare intorno alla Lucchese. Lo diciamo ora a scanso di equivoci, ma dopo che alcuni eventi, messi in sequenza, ci hanno confermato che qualcosa si sta muovendo. Di cosa parliamo? Ricordate il refrain usato dalle anime belle cittadine per evitare si politicizzasse lo stadio? E' andato avanti per anni, come una nenia, ricordando episodi talvolta avvenuti, altre volte ingigantiti a arte da una stampa che più militante non potrebbe essere, altre volte decisamente inventati. Come in un recente passato in cui si volle, scientemente, costruire un caso durante una partita casalinga dei rossoneri. La Lucchese, è stato detto in più salse, non deve essere politicizzata. E giù applausi. E giù peana. E giù severe censure per quei manigoldi che vanno allo stadio. A un certo punto quasi considerati un appendice del Terzo Reich, per quanto si stesse parlando di persone la cui fede rossonera è al di sopra di ogni sospetto. 

Ora pare essersi aperto un nuovo capitolo e qualcuno sta provando, davvero, a portare la politica dentro lo stadio. Non ci riferiamo soltanto a una serie di iniziative targate politicamente a sinistra che la Lucchese, intesa come società, si è premurata di sposare immediatamente. Belle iniziative, certo. Temi forti, certo. Educazione civica, certo. La sensazione di fondo, però, è che si voglia iniziare a rieducare gente che deve essere "rieducata". Insomma, come sempre, il volgo non capisce e qualcuno, tipo, per esempio, l'assessore alla memoria (la sua), la "zarina rossa" del Comune di Lucca, Ilaria Vietina, si spende con la solita sua generosità per trasmettere il verbo del politicamente corretto. Le iniziative a cui la Lucchese, in stretti rapporti con il Comune per partite che riguardano anche lo stadio, volentieri dice di sì e prova persino fastidio e imbarazzo quando i tifosi continuano a contestare il sindaco Tambellini per quanto ha fatto (anzi, non ha fatto) nel recente passato. Sicuramente i dirigenti rossoneri credono in tutti questi progetti, ci mancherebbe. A noi, però, per dirla tutta, ci lascia perplessi. Come non ci è piaciuto nemmeno il modo con cui, settimane fa, la società ha scaricato un ragazzo delle giovanili per uno spiacevole quanto contestato episodio in campo. La tolleranza, verso chi sbaglia anche se piccolo, pare non esserci se scattano certe parole d'ordine. La sensazione, in sostanza, è che la politica debba restare fuori dallo stadio, non a prescindere, ipotesi più che rispettabile, ma solo se ha un certo colore. Storia vecchia, del resto. 

Ma c'è altro che ci lascia perplessi. E sono alcune presenze allo stadio. Non certo quella eterea dell'assessore allo Sport Stefano Ragghianti, che al Porta Elisa è praticamente un latitante storico di cui si sono perse le tracce in Aspromonte, anzi in Turchia. Badate bene, qui non si tratta di far politica di parte. Al contrario. Se si è tifosi, non c’entra nulla l’appartenenza politica, lo diciamo da sempre. Gente come Celestino Marchini, da cui siamo distanti politicamente, va il massimo rispetto per la sua lunga e onorata militanza come tifoso. Lo ricordiamo nel pantano di Correggio, lo ricordiamo a imprecare e soffrire e gioire su tanti campi. Come Leonardo Dinelli, sfortunato presidente, lo scorso anno, di una commissione totalmente inutile come quella sulla Lucchese. O come Fabio Barsanti che va in curva da quando certa gente non sapeva nemmeno dove era il Porta Elisa. 

Fa però effetto vedere, anche domenica scorsa, nella transennata tribuna dello stadio, il provveditore agli studi, nonché consigliere comunale Donatella Buonriposi. Già candidata sindaco e poi stampella al ballottaggio del rieletto Tambellini, Buonriposi, nelle sue vesti di provveditore – che oggi si chiama dirigente scolastico –  sta sviluppando sinergie con la Lucchese che ci regalaranno nei prossimi mesi il nuovo, ennesimo, inno rossonero. Eppure, ecco l'urrà. Immaginiamo un coro di voci dal mondo, per non farsi mancare nulla, da chi forse nemmeno sa che la Lucches di inni ne ha già di avanzo. Vada su YouTube, per conferma. 

Buonriposi, i più attenti tifosi lo ricorderanno, fu colei che lo scorso anno, a marzo, mentre la Lucchese affondava nel disastro finanziario, i suoi tifosi si frugavano in tasca settimanalmente e i consiglieri comunali si dissero disposti a contribuire con offerte, dichiarò in aula che non avrebbe tirato fuori un euro. Del resto, si affrettò a precisare – con il tono professorale che le è proprio dopo una vita da insegnante – c'erano tante altre iniziative che avrebbero avuto bisogno di denaro. Dunque, preferiva non scucire un soldo che uno, mentre la Lucchese agonizzava. Un indiscutibile atto di amore verso i colori rossoneri. Ora, la ritroviamo in tribuna come novello cuore rossonero. Con ogni probabilità, anche nella circostanza, senza scucire un euro. 


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