Detto tra noi

Pochi, ma buoni

giovedì, 24 dicembre 2020, 15:35

Se, prima della gara di recupero di Pontedera, ci avessero detto che da lì in poi la Lucchese avrebbe messo ben otto punti nel carniere prima della sosta natalizia, avremmo firmato qualunque (salvo cambiali) pezzo di carta ci avessero sottoposto. Per carità, siamo tra coloro che stanno con Oscar Wilde quando sosteneva che un pessimista non è nient'altro che un ottimista ben informato, ma anche facendo sfoggio di ogni modesta riserva di ottimismo, ci sembrava impensabile che i rossoneri inanellassero due vittorie e ne sfiorarassero altrettante. Meglio così. E pare persino inutile sottolineare il lavoro di Giovanni Lopez su cui si sono appuntate le speranze di tutto l'ambiente. 

L'allenatore romano, in mezzo a non poche difficoltà su cui è inutile ritornare, ha saputo dare un assetto, una fisionomia alla squadra. Siamo certi che un mese fa il gol dell'apuano Infantino avrebbe troncato le gambe ai rossoneri, che invece hanno dato l'impressione, sin da subito, di volersela giocare con la giusta cattiveria contro la Carrarese. Segno che il percorso di crescita è avviato, e sta portando i primi frutti. Chiaro, però, che ora serve quello che da mesi viene ripetuto da tutti i protagonisti.

Ovvero innesti di qualità. E sottolineiamo di qualità. Non avrebbe senso aggiungere altri giocatori a una rosa che vanta già oltre trenta atleti per il gusto di provare nuove soluzioni. Servono (oltre evidentemente alla cessione di chi non ha offerto un rendimento accettabile) giocatori in grado di fare la differenza. Giocatori, per intenderci, in condizione di garantire prestazioni, qualità e gol. Soprattutto gol, visto che il peso offensivo è praticamente tutto sulle spalle di Bianchi, che, per quanto davvero di prospettiva, non può reggerlo da solo.

Servono, per fare un richiamo al passato, due-tre giocatori in grado di far accorciare rapidamente la classifica, un po' come nel 2014 (anche allora al ritorno in C) fu fatto centrando in sequenza tre colpi: Di Masi, Mingazzini e Forte. Portare giocatori non in grado di alzare sensibilmente la qualità di una squdra che rimane, in alcuni suoi interpreti, modesta non avrebbe senso. E siccome non siamo abituati a parlare con il portafogli altrui, siamo convinti che sia meglio concentrare  la somma a disposizione su pochi, ma, per quello che il mercato offrirà, nomi sicuri. Servono acquisti, come ha ripetuto il diesse Deoma, aggiungiamo: meglio pochi, ma buoni. 


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