Detto tra noi

Mister Lopez, è vero: la Lucchese è scarsa, ma cosa si è fatto per migliorarla?

domenica, 4 aprile 2021, 10:35

di fabrizio vincenti

Siamo stati tra i più convinti assertori che il cambio in panchina tra Monaco (a proposito: visto che non era solo colpa sua come qualcuno con scarso rispetto per l'uomo e il tecnico insisteva a sostenere?) e Lopez fosse quello azzeccato. Del resto, il tecnico romano nelle precedenti esperienze in rossonero aveva guidato la squadra ai quarti di finale play off e in ogni caso salvato nell'altra circostanza  la squadra, sia pure alla fine di una stagione decisamente mediocre, nobilitata dalla vittoria nel derby a Pisa. Sembrava l'uomo giusto anche per dare una raddrizzata al mercato dopo i flop estivi. La sua personalità e la sua esperienza dovevano essere quelle giuste per scuotere un gruppo che troppo spesso è sembrato costituito da bravi ragazzi ma molto simile a una covata di pulcini bagnati. E, invece, a conti fatti, la cura non ha funzionato. Purtroppo.

A costo di essere spietati, va ricordato che la Lucchese, senza la penalizzazione del Livorno sarebbe ultima. Che ha la peggior difesa delle categorie professionistiche. Che ha schierato oltre 40 elementi, a riprova dei continui fallimenti di mercato. Che non ha uno straccio di gioco. Che raramente tira più di due volte nello specchio della porta avversaria, pur avendo l'attaccante forse di maggior prospettiva della terza serie. Che ha una fragilità mentale che imbarazza. Gli innesti che via via si sono prodotti non hanno dato nessuna svolta o quasi. E c'è da chiedersi se sono stati concordati con la società o meno. Nel primo caso, la corresponsabilità del tecnico è evidente, nel secondo viene da chiedersi perché non abbia preso il cappello e salutato tutti. 

Il quadro è desolante: a Piacenza, l'unico serio tentativo di tirare in porta è stato dal dischetto di rigore, in una gara che, tanto per cambiare, è stata definita l'ennesima finale. Un atteggiamento incredibile, ma non, per come qualche tifoso pensa, perché i giocatori non si impegnino. Non è vero: a nostro avviso, l'impegno c'è. E questo rischia di suonare come un'aggravante. La Lucchese somiglia a chi, a luce spenta, prova a trovare una via di uscita, batte sonore testate, e a quel punto si limita a girovagare per il perimetro della stanza, sperando di avere la fortuna di trovare l'uscita. Che, per quel che si è visto sinora, significa confidare in una difesa colabrodo e nella verve continua di Bianchi che meriterebbe davvero ben altro palcoscenico. La squadra non ha nessuna fiducia nei propri mezzi, pochi che siano. 

Aggrapparsi al covid, a tanti infortuni, pur avendo un fondamento, non rende giustizia al fallimento stagionale imbarazzante. E al fatto che con Lopez, purtroppo, non è stata data la sterzata alla stagione. Il tecnico, che a ogni uscita pubblica, sottolinea come la Lucchese ricada nei soliti errori, non ha inciso abbastanza, visto che è ormai da mesi sulla panchina. "Possiamo essere giudicati come scarsi, ma certamente non lavativi, perché l'impegno è massimo e costante da parte di tutti noi. E non va dimenticato", ha sottolineato Lopez la cui fiducia nella squadra pare ai minimi termini. E' vero: sottoscriviamo in pieno. E aggiungiamo: scarsi, senza essere riusciti a migliorare. In attesa delle ultime quattro "finali", la Lucchese naviga sempre più a vista. Il cambio del portiere, necessario da settimane, è solo l'ultima conferma. Ora servono vittorie su vittorie: proprio quello che questa squadra non è mai stata in grado di fare. Basterà la speranza? 



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