Detto tra noi

Ritorno a Itaca

domenica, 13 giugno 2021, 08:46

di fabrizio vincenti

"Prima o poi torno a Lucca": era il 2017 quando Guido Pagliuca, occhi nel vuoto, tono deciso e quasi profetico pronunciò queste parole. L'occasione fu data da una splendida festa in onore dei protagonisti del 4 maggio 2014  quelli che vinsero all'ultimo tuffo a Correggio regalando la C alla Lucchese – organizzata alla Checchi Calcio e a cui anche Gazzetta Lucchese dette il suo contributo. Il

Il legame di Pagliuca con Lucca non è mai stato in discussione, è quasi viscerale, così come la sua voglia di tornare su quella panchina che lo vide protagonista di una stagione per certi versi irripetibile, circondato dall'affetto dei tifosi e al centro di numerose polemiche. A distanza di quattro anni, quella che sembrava una promessa non facilmente mantenibile, visto che le strade tra il tecnico e la Lucchese sono sembrate divaricarsi, diventa realtà. Pagliuca è dunque il prescelto dalla società per provare a risollevare le sorti di un progetto che, al netto dello stadio (che dovrà passare comunque tra numerose forche caudine), arranca dopo una retrocessione disastrosa. Lo stesso tecnico di Cecina dopo la favola di Correggio ha collezionato delusioni e esoneri in sequenza nonostante il suo calcio sia tra i più belli da vedersi. Su di lui, evidentemente, hanno pesato le questioni caratteriali e ambientali che Russo e soci sono sicuri di riuscire, stavolta, a temperare in quella che è una sorta di ritorno a Itaca per questo Ulisse del pallone che pare aver sprecato più volte i suoi tanti talenti.

E' una scommessa affascinante, non lo neghiamo, ma va detto che presenta anche delle incognite date anche dalla difficile situazione ambientale che vive la Lucchese: il tempo delle promesse è scaduto, dopo un campionato incubo come quello appena concluso, dove è stato sbagliato tutto e dove la società si è limitata a presentare le scuse, non sono tollerati errori di sorta. Né tentativi al buio. Né incognite. Né ritorni da amarcord. Il margine di errore deve essere zero, se si vuole recuperare una tifoseria che vede – e giustamente – la D come in incubo che riaffiora ancora una volta, stavolta con l'aggravante di una retrocessione imbarazzante. Dove possa condurre questa scelta, non è dato sapere: quello che pare certo è che non ci sarà da annoiarsi e che un errore di valutazione potrebbe essere quello definitivo per la credibilità di questo gruppo dirigente. L'augurio è che Pagliuca, come nel poema di Omero, riporti serenità e il sorriso sull'Itaca rossonera. Sulla grinta e le capacità tecniche, nessun dubbio. 

 



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