Detto tra noi

Fatta l'unica cosa che era da fare

martedì, 20 luglio 2021, 16:13

di fabrizio vincenti

Il dado è tratto: la domanda (e soprattutto le fideiussioni e l'assegno da 300mila euro) è stata depositata. La Lucchese ha scelto – e i segnali da settimane andavano in questa direzione – di giocare tutte le sue fiches sulla carta del ripescaggio. Una scelta onerosa, bene ribadirlo, ma inevitabile. Lo avevamo scritto più volte: dopo un disastro assoluto e con tanto di prove di appello andate a vuoto durante tutta la scorsa stagione culminata con una retrocessione umiliante, la società doveva provare a spendersi nel tentativo di recuperare, sia pure a tavolino, la categoria. Non stiamo a ripetere i tanti (e fondati) motivi che consigliavano di andare in questa direzione. Importante è che – dietro a un silenzio mediatico che a volte assume tratti imbarazzanti – sia stato scelto di andare verso la domanda di ripescaggio. Operazione, lo ripetiamo, non facile, prima di tutto per i costi da sostenere.

E hanno un bel parlare chi pensa che sia automatico – perché c'è in ballo un importante progetto di rifacimento dello stadio – pensare che sia automatico trovare i soldi. Non è così per un motivo semplice: ovvero perché agli investitori si chiede di tirare fuori i soldi ora, subito, con la promessa, ancora tutta da concretizzarsi, di un via libera per il progetto dello stadio. E che arriverà, se tutto va bene, tra qualche mese. In sostanza, si rischia al buio, cosa che chi maneggia denaro raramente fa. Che la società rossonera sia debole nella sua compagine societaria, nel senso che non dispone, almeno per ora, di imprenditori di notevoli disponibilità al suo interno, ci pare di tutta evidenza. Così come ci pare di tutta evidenza che su questa strada gli attuali soci debbano lavorare. Ma non era scontato, anche per questo motivo, che si trovassero le risorse. 

Il dado è comunque tratto: la Lucchese ha giocato le sue carte, ora toccherà al Collegio di Garanzia del Coni creare le condizioni (ovvero respingendo almeno alcuni dei ricorsi delle società bocciate dalla Figc) perché la domanda di ripescaggio abbia il via libera del consiglio federale. Tra una settimana sapremo. Non resta che incrociare le dita. Non solo per il ripescaggio, ma anche perché la lezione dello scorso campionato sia stata imparata (a memoria) dall'attuale gruppo dirigente. 



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