Detto tra noi

Qualcuno salvi il soldato Pagliuca

mercoledì, 8 settembre 2021, 17:02

di fabrizio vincenti

Due su due. E con il record di non aver mai messo piede in panchina in campionato. Il record di Guido Pagliuca, squalificato per ben tre giornate pur non essendo mai stato in panchina dall'inizio del torneo, deve far riflettere. E non tanto o non solo sul fatto che il focoso (e bravo) tecnico di Cecina non è cambiato più di tanto rispetto ai tempi della sua prima esperienza in rossonero. Lui stesso, del resto, in conferenza stampa aveva chiarito che quello era il suo carattere, pur essendo naturalmente maturato rispetto a parecchi anni fa. Fa riflettere, dicevamo, sulla capacità della società di porre un argine, in qualunque modo esso sia possibile porlo.

Passi la prima squalifica di Imola, dove un certo accanimento (anche sul suo vice Fracassi) è parso chiaro a tutti, ma pensare di non dare nell'occhio nella gara casalinga contro il Cesena è semplicemente folle. I loro nomi, l'hanno capito anche i sassi, sono sulla lista nera dei commissari della procura federale, gente spesso pensionata che passa le domeniche sui campi da calcio dopo aver frequentato ben altri e più impegnativi palcoscenici dai quali, talvolta, si è portata dietro una certa voglia latente di protagonismo. Ma, detto questo, è imperdonabile quanto è successo contro i romagnoli con le urla del tecnico rossonero che si sentivano dalle Mura. Pagliuca è così, si sa. E' un generoso: ricordiamo perfettamente quanto ci disse quando fu squalificato a Prato, nel 2014, per essere spuntato dal sottopasso del terreno di gioco pur essendo anche in quella circostanza già squalificato. Quando lo vedemmo, trasecolammo. Voleva dare una mano ai suoi, voleva essergli vicino, voleva spronarli. Il risultato fu, ovviamente, un'ennesimo stop disciplinare. Più lungo del precedente.

Ora, ben conoscendo tutti la voglia irrefrenabile di dare il suo contributo, quasi una tranche agonistica, di Pagliuca, la società non può rimanere insensibile o peggio lavarsi pilatescamente le mani, magari allargandole in segno di impotenza. Deve intervenire, e se del caso, ovvero se si ritiene impossibile costringerlo a stare zitto e buono in tribuna, impedire al tecnico di recarsi allo stadio sino a che la squalifica non sarà scontata. Anche comminando multe. Queste meccanismo, oltre che far del male all'immagine della Lucchese, rischia di compromettere le partite stesse, proprio perché Pagliuca è fondamentale in panchina. Forse, come ha scritto un lettore, se fosse stato al suo posto, l'uno-due del Cesena non sarebbe mai arrivato perché le contromisure alle mosse dei romagnoli sarebbero state prese al volo a inizio secondo tempo. Qualcuno salvi il soldato Pagliuca. E non può che essere la società rossonera. Non sarà facile, ma è obbligatorio. 



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