Galleria Rossonera

Castagnoli: "Campionati bloccati? Nemmeno per sogno"

sabato, 7 novembre 2020, 17:24

di diego checchi

Un'intervista a tutto tondo con Giulio Castagnoli, opinion leader di Noi Tv, che parla del momento che stanno attraversando i rossoneri ma anche della complicata situazione globale causata dal Covid-19. 

Castagnoli, la Lucchese si può salvare?

"Sono convinto di sì, bisogna partire però da una considerazione. La Lucchese è come se partisse con una penalizzazione che deve rimontare, purtroppo nelle prime partite i risultati non sono stati positivi e a pagare è stato mister Monaco. Comunque ci sono tutte le condizioni perché la Lucchese riesca a mantenere la categoria anche senza passare dai play out, in fin dei conti hanno giocato solo 7 partite e ce ne sono ancora 31, i punti in palio sono tantissimi. Non disperiamo perché oltre al nuovo allenatore ci sono 4 giocatori nuovi, 3 dei quali saranno tesserati a breve". 

Lopez è l'uomo giusto per salvare questa barca?

"Assolutamente sì, Lopez lo conosciamo bene. È alla terza esperienza con la Lucchese, conosce l'ambiente e sa dove intervenire. E c'è anche una differenza sostanziale questa volta che gioca a favore, mentre nell'ultima esperienza a Lucca la società non esisteva (a parte il diesse Obbedio ndr) adesso Russo, Deoma, Vichi e Santoro sono sempre presenti e non faranno mancare mai niente al mister. Voglio anche dire che sono convinto che nel mercato di gennaio la società interverrà ancora, potenziando magari il reparto offensivo, visto che Bitep ha subito un grave infortunio e dovrà stare fermo per qualche mese". 

Adesso la Lucchese sarà attesa da un tour de force, a partire dalla gara contro il Pontedera...

"È vero, speriamo che riescano a negativizzarsi altri giocatori e che Lopez possa schierare una formazione adeguata e combattiva, pronta a portare via punti importanti. Il momento è difficile, inutile negarlo, ma piangersi addosso non serve a niente e Lopez saprà tirar fuori il meglio da ogni giocatore". 

Cosa pensa del fatto che le partite si giocheranno di nuovo a porte chiuse?

"Purtroppo stiamo facendo i conti con una pandemia e quindi, come hanno chiuso tante altre attività è logico che abbiano chiuso anche gli stadi, anche se il calcio senza tifosi non è calcio. Bisogna adeguarsi a questa situazione e speriamo che si risolva il prima possibile che si possa tornare alla normalità".

Lei sospenderebbe il campionato?

"Assolutamente no, almeno i campionati professionistici devono andare avanti perché il calcio è la terza azienda del paese come fatturato e poco tempo fa ho letto che si stima che la Serie A abbia perso una cifra vicina ai 600 milioni di Euro e al Serie C intorno ai 100 milioni, per non parlare della Serie B. Io sarei favorevole a far proseguire anche i campionati dilettantistici, ovviamente seguendo i dovuti protocolli sanitari, perché nel calcio lavorano tante persone, magari con ruoli di secondo piano, ma che devono portare a casa uno stipendio ogni mese. Non prendiamo sempre ad esempio allenatori o giocatori strapagati, il calcio è anche altro".


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