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Giovannini: "Ecco su chi punterei in Serie C..."

martedì, 17 maggio 2022, 12:05

di diego checchi

Un’intervista ad ampio raggio quella con Paolo Giovannini che da poco ha dato l’addio al Pontedera e dal primo giugno sarà presentato ad Arezzo. Con lui parliamo anche della Lucchese e di quello che è riuscita a fare in questo campionato. Il dirigente rossonero spazia su molti argomenti partendo ovviamente dalla sua situazione attuale. 

“Diciamo che non sono ancora a tutti gli effetti ad Arezzo, perché verrò presentato il primo giugno. Soprattutto per lasciare tranquilla la squadra e lo staff tecnico che dovranno disputare i playoff di Serie D. Mi occupo da un po’ della parte organizzativa e degli sponsor, ma non ho ancora affrontato il discorso tecnico. Contemporaneamente sto facendo un po’ il passaggio di consegne a Pontedera e sto lavorando a chiudere delle cose che mi ha chiesto la vecchia società. Non vi nascondo che siano giorni difficili, perché devo lasciare persone con cui ho condiviso 10 anni della mia esperienza calcistica e sportiva. A livello di risultati non siamo mai andati in difficoltà centrando tante volte i playoff. Mi dispiacerà non lavorare più con i dirigenti, la segretaria, mister Maraia e con tante altre persone. Avrei preferito lasciare Pontedera dopo una retrocessione, perché, in un percorso lungo, ci poteva anche stare. Ma negli ultimi due anni ho capito che qualcosa era cambiato, da quando abbiamo rifiutato i playoff da quarti in classifica, oppure quando abbiamo dato lo stadio in concessione al Montevarchi in questo inizio di stagione. Tutto ciò non è andato giù ai tifosi e per questo ho chiesto scusa e da lì ho capito che qualcosa era cambiato nei miei confronti. Allora ho preferito cambiare aria, perché per far bene a Pontedera, dovevamo remare tutti nella stessa direzione: dalla società alla stampa, alla tifoseria e all’amministrazione comunale”.

Perché ha scelto Arezzo?
“Perché con i dirigenti dell’Arezzo è nata subito un’empatia importante e ho capito che credono molto nella capacità e nella mia esperienza anche se ci fosse la possibilità di fare un ripescaggio in Serie C. Ho privilegiato Arezzo piuttosto di andare a firmare contratti biennali in C”.

Parliamo della Lucchese. Si aspettava questo campionato dei rossoneri?
“Diciamo che sono andato vicino alle aspettative che avevo. Per me la Lucchese sarebbe arrivata (insieme al Gubbio) subito dopo le cinque regine del campionato e così è stato. Infatti hanno fatto i playoff tra di loro. Poi c’è stata la grande sorpresa, ovvero l’Ancona e la grande delusione, la Viterbese”.

Si aspettava che la Lucchese arrivasse fino ai playoff?
“Allora: allarghiamo il discorso. Tutti i dirigenti sono stati bravi a fare il loro lavoro perché non era facile ripartire dopo essere stati contestati e dopo una retrocessione. Hanno avuto il merito di fare il ripescaggio in Serie C e il mio collega Deoma è stato bravo a prendere giocatori importanti e a scegliere bene gli under e gli over. Faccio i complimenti per quello che sono riusciti a fare. Poi bisogna sottolineare che Pagliuca ha fatto un grande lavoro sul campo e questo mi sembra sia sotto gli occhi di tutti ed è lampante. Sono contento anche del riavvicinamento che c’è stato fra la squadra, la tifoseria e la città: Lucca merita di fare dei campionati importanti”.

Che tipo di campionato ha visto a livello tecnico?

“Un campionato di livello medio/alto, dove tutte le squadre se la sono lottata sino in fondo”.

Ci sono dei giocatori che in questo girone l’hanno impressionata di più?

“Non voglio fare differenze tra over e under, quindi dico due centrocampisti: Cittadino del Gubbio e Pompetti del Pescara”.



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