Porta Elisa News

Lucchese: ecco come potrebbe essere il futuro

mercoledì, 10 aprile 2013, 11:39

di diego checchi

Per l’entrata in società di un nuovo imprenditore si stringono i tempi. Due sono le strade più calde: la prima è quella di Mauro Paganelli, uno dei proprietari della GeoSpirit e della società sportiva del Borgo a Buggiano (squadra che milita in Seconda Divisione), la seconda porta a Giuseppe Perpignano, imprenditore immobiliare campano che ormai lavora da più di quindici anni in Liguria ed è proprietario del Bogliasco, formazione di Serie D. Giannecchini e soci hanno già incontrato i due interlocutori ed entrambi hanno delle credenziali sulle quali portare avanti la trattativa. Ovviamente una scelta esclude l’altra e i personaggi entrerebbero nella Lucchese con obiettivi completamente diversi.

Paganelli. Il proprietario del Borgo a Buggiano sarebbe disposto ad entrare in società anche in Serie D ma con una quota di maggioranza. Di conseguenza Paganelli porterebbe tutto lo staff tecnico di sua fiducia partendo dal responsabile dell’area tecnica Maurizio Tanfani, passando per il segretario Nicola Benedetti e finendo al tecnico Marco Masi, già ex rossonero avendo allenato la primavera della Lucchese negli anni ’90.

Per lui esperienze anche a Pisa, Pontendera, Sanremese, ecc. In questi colloqui si è parlato anche di una possibile fusione tra le due società, ma, onestamente, tutto ciò è molto improbabile soprattutto per una questione geografica, visto che per far una fusione tra Lucchese e Borgo a Buggiano, devono essere interessati la bellezza di quattro comuni tra i quali Pescia e Capannori. In società si sono mossi per capire se questa cosa poteva essere fattibile, ma i tempi di una risposta sono lunghi e i dirigenti rossoneri non vogliono e non possono attendere tanto tempo per poter programmare le strategie tecniche del prossimo anno.

Tanto più che la risposta, con ogni probabilità, sarà negativa. Questa ipotesi è da scartare e sarebbe stata presa in considerazione soltanto per arrivare in una categoria professionistica senza passare dal campo. La situazione più probabile invece è che Paganelli entri in società, magari con il 70 per cento e che possa mettere al servizio della Lucchese tutta la sua esperienza. Voci sempre più insistenti raccontano di un probabile incontro fissato per domani tra i dirigenti rossoneri e Paganelli. Comunque nel giro di qualche giorno avverrà anche un incontro con Perpignano.

Perpignano. La pista che porta all’imprenditore campano Giuseppe Perpignano prefigurerebbe uno scenario del tutto diverso rispetto al precedente. Infatti il proprietario del Bogliasco sarebbe disposto ad accaparrarsi una quota non maggioritaria della società rossonera e ad aiutare nella costruzione della squadra i soci attuali.

Scenari. In breve tempo, cioè tra quindici o venti giorni, con ogni probabilità sapremo quale strada sarà stata percorsa e da quale imprenditore la compagine societaria Lucchese verrà rafforzata. Non sono escluse anche altre piste che non conducono a questi due personaggi. La cosa certa è che nessuno degli attuali soci voglia tirarsi indietro ma che si cerchi un sostegno importante anche per il futuro. Faranno da salvaguardia su chi entrerà e la certezza è che la Lucchese non finirà in brutte mani.

Il destino di Bruno Russo. La "ruspa" ha avuto il merito di far partire la macchina mettendo insieme un gruppo di persone per riscrivere la Lucchese al campionato di Eccellenza. È riuscito a formare una squadra che ha saputo stravincere subito il torneo. Adesso la sua creatura sta lottando per il vertice, anche se la vittoria del campionato è ormai (quasi) svanita. In un’intervista di ieri il DS ha fatto capire che il suo futuro potrebbe essere anche altrove, o meglio, lo sarà certamente se arriverà Paganelli. Nel caso in cui la scelta ricadesse su Perpignano la situazione potrebbe cambiare e Russo potrebbe essere lasciato sul ponte di comando. È vero che il responsabile dell’area tecnica ha commesso alcuni errori, ma i tifosi lucchesi dovranno essere sempre grati all’ex centrocampista per quello che ha fatto sul campo e poi nei panni di dirigente.  




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