Porta Elisa News
venerdì, 7 settembre 2018, 08:29
di diego checchi
Grande fiducia e voglia di iniziare da parte di tutti, è quello che è emerso durante la trasmissione "Parliamone Insieme" che è andata in onda su DìTv Space e condotta da Emiliano Pellegrini alla presenza di tutti i giocatori e dello staff.
"Una domenica di luglio, quando era già finita l'era infausta di Lucchesi e Grassini, ci siamo trovati in azienda da Arnaldo Moriconi - ha raccontato Carlo Bini - e fino alla mezzanotte la Lucchese non esisteva più. Poi dopo discussioni e chiarimenti alle due di notte la Lucchese era rinata. Ripartire da una serie dilettanti come la gran parte dei tifosi auspicava sarebbe stato ridicolo anche dal punto di vista economico. Adesso siamo qua, voglio ringraziare per questo i soci lucchesi oltre ad Arnaldo Moriconi, Gianni Nannini, Marco Gonzadi, Gianluca Campani e Gianfranco Zappelli, anche se mi piacerebbe dire che la Lucchese è stata salvata dai lucchesi ed adesso vorrei sperare nell'aiuto finalmente di altri lucchesi oltre a quello dell'amministrazione comunale".
Dopo Bini è stata la volta di Favarin. "Ho accettato perché era la Lucchese – ha detto ai microfoni – e devo dire la verità che ho pensato poco e non ci sto pensando per niente in questo momento ai punti di penalizzazione. Sono convinto che ce la giocheremo. Lucca è una piazza dove ho vinto campionati. Ho accettato di venire qua a prescindere da tutto. So e sapevo da subito che la società mi avrebbe messo nelle condizioni di fare un campionato importante nonostante la penalizzazione. Ci vuole una squadra che sappia amalgamarsi sin da subito ed avere gli attributi, qui non serve una compagine sparagnina e questo i ragazzi lo sanno. Non vediamo l'ora di scendere in campo e di poter giocare. Il modulo? Per ora stiamo lavorando sul 3-5-2 ma non è detto che poi in futuro quando la condizione sarà ottimale da parte di tutti non cambieremo qualcosa".
A chiosare il tutto ci ha pensato Antonio Obbedio. "Mi chiedete se sono contento della squadra? Io dico che di meglio si può sempre far fare – ha ammesso – non sono uno che si accontenta. C'è da migliorare qualcosa in alcuni ruoli dove bisogna creare delle alternative e questo lo sa anche la società. Per salvarci dobbiamo valutare che dovrà essere fatto un campionato di vertice, ci vorranno dai 48 ai 50 punti. Il girone che scopriremo sabato se sarà quello dello scorso anno sarà sicuramente un girone complicato. Ho parlato con la società e cercheremo di fare ancora qualcosa sul mercato degli svincolati. Colgo l'occasione per ringraziare Arnaldo Moriconi perché in un momento di difficoltà della società ha alzato il telefono e mi ha chiamato. Di questo ne vado orgoglioso. Avrò la fortuna di lavorare con persone preparatissime a partire da mister Favarin. Lavoreremo in perfetta sintonia con una società che voglio ricordare non ha mai fatto mancare niente ai giocatori e io non sarei mai andato via se gli eventi non mi avessero praticamente costretto a farlo".
martedì, 1 settembre 2026, 08:27
Comincia oggi, ore 18 a Saltocchio, la settimana che porterà i rossoneri all'esordio in campionato contro il Montevarchi. Dopo un giorno di riposo, dunque, tutti al lavoro. E sarà così anche mercoledì, sempre a Saltocchio, ma alle ore 10 e senza allenamento doppio. Tutti gli allenamenti della settimana
lunedì, 31 agosto 2026, 13:03
Esposito è un terzino destro che arriva in prestito dalla Scafatese. Cresciuto nel settore giovanile del Benevento, lo scorso campionato ha contribuito a vincere campionato e Scudetto di Serie D con 28 presenze e 2 reti tra campionato e Poule Scudetto
domenica, 30 agosto 2026, 19:24
L'attaccante bagna con un gol il suo esordio: "Saper soffrire è un'arma importante, era un test importante con una squadra che si leverà delle soddisfazioni. Il gol? E' stato uno schema che prepariamo da più di un anno con il mister. Miriamo a fare un grande campionato"
domenica, 30 agosto 2026, 19:23
Il tecnico rossonero: "ll Ghiviborgo se non si affronta con umiltà può farti male e metterti in difficoltà. Oggi non siamo stati bravi a capire quando azzannare la partita, nei primi venticinque minuti, c'è mancata un po' di cattiveria e forse si è pensato che era facile vincere.