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Lucchese, il valore della rosa dice “prima fascia”: quello che i numeri raccontano (e quello che non possono raccontare)

giovedì, 24 settembre 2026, 09:14

di alessandro lazzarini

Chiunque frequenti il calcio dilettantistico sa bene quanto sia difficile, a inizio stagione, stabilire con un minimo di oggettività chi abbia costruito la squadra più forte: i bilanci non sono pubblici, le statistiche avanzate sono un lusso da categorie superiori e i giudizi, inevitabilmente, finiscono per essere affidati alle sensazioni, ai nomi letti sui giornali e al passaparola da bar. Esiste però un metro che, piaccia o no, permette di mettere tutte le squadre sullo stesso piano: il valore di mercato che Transfermarkt, il più diffuso database calcistico del mondo, attribuisce a ogni singolo giocatore e che, sommato giocatore per giocatore, restituisce il 'peso' economico di ciascuna rosa. È da qui che conviene partire per capire dove si collochi la Lucchese nel Girone E di Serie D, e il responso è piuttosto netto: con 1,95 milioni di euro quella rossonera è la seconda rosa più ricca del girone, dietro soltanto alla Ternana (2,43 milioni) e davanti a Siena (1,84) e a quel Prato (1,73) che la gran parte degli addetti ai lavori indica come il favorito del girone. Per avere un'idea delle proporzioni basti pensare che il valore medio di una squadra del girone si aggira intorno a 1,15 milioni, cifra che la Lucchese supera di quasi il 70%; insomma, da sola vale poco meno di un decimo dell'intero campionato, che complessivamente arriva a 20,76 milioni.

Il totale, però, da solo dice poco se non lo si legge insieme alla composizione della rosa. Quella della Lucchese è fra le più ampie del girone, con 32 giocatori, ma soltanto 21 hanno un valore assegnato, mentre gli altri 11 risultano a quota zero; niente di anomalo, si noti bene, perché in tutto il girone i giocatori senza valutazione sono 205 su 490 e tre su quattro hanno vent'anni o meno: si tratta per lo più dei giovani 'fuori quota' imposti dal regolamento, che Transfermarkt raramente si prende la briga di quotare. Se infatti si considerano soltanto i giocatori valutati, la media rossonera sale a 93 mila euro a testa, di nuovo seconda solo a quella della Ternana. C'è poi un dato che parla di equilibrio: i tre giocatori più quotati valgono il 26% del totale, il che significa che la forza della squadra non poggia su due o tre nomi, a differenza di formazioni come Tau Altopascio o Scandicci, dove un terzo del valore è concentrato su pochi elementi. Discorso a parte merita proprio il Prato, che ha la rosa più corta del girone, appena 23 giocatori, ma con soli 4 elementi a quota zero e la seconda media per giocatore dell'intero campionato: poca panchina, insomma, ma una rosa densa, costruita con criterio.

E i reparti? Qui la Lucchese si toglie una soddisfazione che nemmeno la Ternana può vantare, perché possiede l'attacco di maggior valore del girone: con Davide Lorusso (175 mila euro, fra i giocatori più quotati del campionato) e Dorin Sirbu (150 mila), il reparto offensivo rossonero vale complessivamente 625 mila euro, più di quello umbro, fermo a 550 mila. A centrocampo è seconda, trascinata da Marco Amadio, anche lui a quota 175 mila e tra i primi otto del girone, mentre in difesa è quarta, con il giovane terzino Catello Esposito (150 mila) come elemento di punta; in mediana, va detto, la Ternana resta nettamente avanti, visto che Falletti e Hraiech da soli valgono mezzo milione.

Fin qui la fotografia 'oggettiva', che però va maneggiata con cautela, perché si tratta sì dell'unico parametro uniforme a disposizione, ma pur sempre di un indicatore economico e non di una certezza tecnica. Il rendimento di una squadra dipende da molto altro, e lo sa chiunque abbia visto almeno una stagione di Serie D: l'allenatore, gli infortuni, la tenuta atletica, il peso dei fuori quota, l'esperienza nei momenti che contano e, soprattutto, l'amalgama del gruppo, che nessun database è in grado di quotare. Non è un caso che il favorito sia il Prato, forte di valori tecnici importanti e di un gruppo che in buona parte lavorava insieme già la scorsa stagione; e subito dietro, nelle previsioni, c'è il Siena, anch'esso un gruppo in parte consolidato. Lucchese e Ternana, pur considerate forti, sono invece squadre completamente nuove: la Lucchese, reduce dalla promozione, ha cambiato praticamente tutta la rosa e anche l'allenatore, mentre la Ternana è ripartita da zero dopo il fallimento, con giocatori di grande nome ma un'identità tutta da costruire, tanto da restare, almeno per ora, un po' un'incognita. Soprattutto, il valore di mercato dipende in modo decisivo dall'età anagrafica, con la conseguenza che un ventenne con margini di crescita vale più di un trentacinquenne di grande qualità ma senza prospettive di rivendita, anche quando è quest'ultimo, in campo, a spostare gli equilibri.

Il caso più eloquente, guarda caso, è proprio in casa rossonera. Federico Dionisi ha 39 anni e Transfermarkt lo valuta 100 mila euro, meno di diversi ventenni del girone che probabilmente non hanno mai visto un campo professionistico nemmeno dalla tribuna; eppure, nello stesso database, il suo curriculum conta 45 presenze e 10 gol in Serie A, 381 presenze e 118 reti in Serie B, oltre a una stagione nella massima serie portoghese: numeri che nessun altro giocatore del girone può nemmeno avvicinare. Ancora più clamoroso è il caso di Francesco Fedato, 33 anni e fuori rosa, al quale il database non attribuisce alcun valore nonostante alle spalle abbia 10 presenze in Serie A, 120 in B con 16 gol e oltre 150 in C; a completare il quadro dell'esperienza c'è poi Bryan Gioè, con più di 70 gare tra i professionisti.

A scanso di equivoci, il fenomeno non riguarda solo la Lucchese, e anzi aiuta a leggere meglio le avversarie. La Ternana ha Stefano Pettinari (34 anni, 125 mila euro), oltre 360 presenze e 70 gol in Serie B, e Stefano Scappini (38 anni, 50 mila), autore di più di cento reti in Serie C. La Flaminia schiera Alessandro Tuia, 36 anni, con 35 presenze in Serie A e oltre cento in B, oggi valutato 75 mila euro. Lo Scandicci può contare su Nahuel Valentini, anche lui con un passato in Serie A e più di 130 gare in B, e su Andrea Arrighini, oltre 60 gol tra B e C, entrambi quotati appena 50 mila euro. Al Siena gioca lo svedese Marcus Danielson, che alle spalle ha più di 240 partite nella massima serie del suo paese. Tutti giocatori che, in una lettura puramente contabile, finiscono per essere sottostimati, ma la cui incidenza sul campo è tutt'altra cosa.

Ed è proprio questa distorsione a rendere il dato della Lucchese ancora più significativo: la rosa rossonera è seconda per valore pur contando su veterani che il mercato 'sconta' pesantemente, e se l'esperienza di Dionisi e Fedato fosse tradotta in cifre con lo stesso metro usato per i più giovani, il divario con la vetta si ridurrebbe ulteriormente. Letti nel loro insieme, questi numeri raccontano una società che ha investito in modo importante e mirato, costruendo l'attacco più ricco del campionato, un centrocampo di prima fascia e una rosa profonda, dove i giocatori nel pieno della carriera sono affiancati da un patrimonio di esperienza che nessun'altra squadra del girone può esibire. È il profilo di chi non si accontenta di un campionato di assestamento, ma si iscrive a pieno titolo nel ristretto gruppo delle pretendenti alla vittoria finale, accanto al Prato favorito, al Siena e a una Ternana tutta da scoprire. Certo, alla Lucchese manca ancora ciò che al Prato e al Siena è già in dote, ovvero il tempo trascorso insieme, e la vera sfida sarà trasformare in fretta un insieme di buoni giocatori in una squadra; poi, come sempre, sarà il campo a dire l'ultima parola. Ma che la società rossonera abbia fatto un investimento all'altezza di chi vuole vincere il campionato, numeri alla mano, è difficile metterlo in dubbio.




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