Rubriche : lettere alla gazzetta

Gustavo Micheletti: "Mi pare una squadra senza capo né coda"

lunedì, 9 settembre 2013, 19:52

Da Gustavo Micheletti riceviamo e volentieri pubblichiamo.

"La Lucchese di queste prime due partite di campionato mi è parsa una squadra senza capo né coda: fa un pressing intenso, ma gioca lunga, con la difesa bassa, che non asseconda il pressing dei centrocampisti, il che mi sembra un'eresia calcistica. Non cambia mai ritmo: gioca sempre in modo trafelato. Manca qualcuno a centrocampo che sappia dare ritmi diversi e fornire qualche palla pulita agli attaccanti, che arrivano sempre sui lanci più invitanti in affanno. Da qui le molte occasioni sbagliate".

Risponde Diego Checchi

Sono convinto che la squadra abbia un'identità ben precisa perchè Pagliuca sta lavorando su un modulo tattico dal 13 di Luglio, ovvero il 4-3-1-2 e lo sta portando avanti giorno dopo giorno. Poi è vero che, a seconda degli interpreti, una certa situazione di gioco si possa leggere in maniera diversa da un'altra, ma credo che tatticamente la squadra sia ben messa in campo. Se andiamo ad analizzare le prestazioni di ogni singolo giocatore vediamo che in alcuni casi, soprattutto in difesa, sono stati commessi errori individuali da non ripetere più perchè sui calci piazzati a sfavore la squadra ha perso più volte le marcature. Per quanto riguarda la difesa bassa dico che è un dettame ben preciso di Pagliuca, considerando che un attento conoscitore di calcio come sarai tu, avrà notato che la Lucchese non attua mai la tattica del fuorigioco, tendendo sempre a “scappare” indietro. Hai fatto un’osservazione sui mancati rifornimenti agli attaccanti: ebbene, il problema non è questo ma la poca presenza in area di rigore dei giocatori preposti a “buttarla dentro”. In termini più tecnici la Lucchese attacca poco la porta in maniera frontale, visto che le due punte tendono sempre ad allargarsi e a venire fuori a prender palla. In questo caso dovrebbe essere la mezzapunta (Lima o chi per lui) ad occupare la zona centrale. Questa cosa è accaduta in circostanze alterne. Lasciamo lavorare il tecnico e non facciamo drammi soltanto dopo una sconfitta ed un pareggio, come non bisognava esaltarci dopo la vittoria per 4 a 1 di Coppa Italia a Pistoia.

Controreplica di Gustavo Micheletti

Gent.ssimo Diego Checchi,
nel rispondere al suo commento alle mie osservazioni che ha avuto la gentilezza di pubblicare sul sito, mi preme innanzitutto farle presente il mio apprezzamento per come si possa, su “Gazzetta Lucchese”, conversare di calcio in modo argomentato e non “urlato”. Personalmente, non sono molto preoccupato ora così come non ero entusiasta dopo la vittoria per 4 a 1 sulla Pistoiese: anche per questo vorrei qui integrare la sua analisi della situazione, che in parte condivido, e chiarire meglio la mia. Lei fa giustamente notare come le nostre punte entrino poco in area di rigore: è vero, ma questo non sarebbe di per sé un difetto pregiudizievole se i centrocampisti si inserissero da dietro per concludere. Purtroppo, questa strategia di gioco – realizzabile in maniera efficace da squadre che riescono a rimanere “corte” (La Juve di Conte docet) – produce scarsi effetti quando i centrocampisti, dovendo rientrare rapidamente od occupare una zona di campo molto ampia, non possono effettuare incursioni efficaci con la frequenza che sarebbe opportuna. Per quanto riguarda poi gli errori “individuali” della difesa, credo che questi siano in buona parte fisiologici ed eliminabili solo in parte quando, giocando “lunghi” senza rinunciare ad un pressing alto, si finisce spesso col lasciare una zona di campo scoperta davanti alla difesa. Credo che, a questo punto, una svolta tattica sarebbe auspicabile: o si sceglie di conservare la difesa bassa, e allora si dovrebbe accorciare di più la squadra nella fase difensiva e giocare più di rimessa; oppure, se si vuole conservare un pressing alto, sarebbe preferibile rendere più mobile la linea difensiva, avanzandola almeno in alcune fasi della partita, per supportare con più continuità il lavoro dei centrocampisti e delle punte nella fase offensiva. Prescindendo qui da una valutazione delle capacità delle punte nel gioco aereo (sotto questo aspetto non mi hanno fino ad oggi favorevolmente impressionato, e temo che questa lacuna possa anche in futuro vanificare la buona disposizione offensiva degli esterni) – è chiaro che con il rientro di Chianese (il centrocampista che fino ad oggi ha mostrato di sapersi inserire meglio centralmente) le cose siano destinate a migliorare, sebbene non sia ancora possibile stabilire quanto. Augurandomi infine che le mie impressioni possano risultare errate e che la squadra smentisca presto il mio moderato e momentaneo pessimismo, saluto cordialmente lei e tutta la redazione.



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