Rubriche : romanzo rossonero
domenica, 24 marzo 2019, 15:00
di emanuela lo guzzo
Al Porta Elisa, contro la Pro Patria, arrivano i tre punti che a Lucca mancavano dal 20 gennaio. Non li ha portati la primavera e non sono sbocciati insieme alle margherite a bordo campo. Sono una goccia in mezzo al mare di guai in cui versa la Lucchese, ma profumano di orgoglio e di pulito. E quando i calciatori si uniscono ai propri tifosi nei festeggiamenti, emozioni e rabbia si fondono in un unico grande magone. Non appena quei ragazzi, che continuano a svolgere con serietà il proprio compito senza stipendio né garanzie per il futuro e nemmeno per il presente, sfilano sotto la curva ovest, all’improvviso smettono per un attimo di essere calciatori professionisti in un sistema marcio e malandato per tornare semplicemente a essere Marco, Mattia, Mariano, Vladimiro, Gianmarco, Matteo, Roberto, Alessandro, Lorenzo, Saverio, Stefano, Riccardo, Giulio, Gianni, Simone, Andrea. Un gruppo di giovani seri che seguita a rispondere con dignità e a schiena dritta alle difficoltà e agli inganni di una stagione surreale. La vittoria porta il nome di battesimo di chiunque abbia contribuito al risultato, dentro e fuori dal campo, da chi ha messo la palla in rete a chi c’è sempre stato e a chi ha permesso, attraverso sforzi e contributi economici, che la partita venisse disputata e che il campionato prosegua.
È il compleanno di Sara e, come per tradizione in questa data, il risultato arriva e non delude. Lo stadio è vuoto in termini di numeri, ma i pochi rimasti sono quelli belli, fieri e rumorosi a cui poco importa il tipo di palcoscenico. La Lucchese è un’idea suprema e va sostenuta oltre le categorie.
In una situazione sfibrante come questa, prima o poi era inevitabile che si arrivasse al punto in cui si è troppo stanchi e avviliti per continuare a inseguire colpe e colpevoli. Tutto è ormai talmente chiaro e palese che l’unica soluzione possibile pare essere quella di aspettare. Che la Guardia di Finanza faccia finalmente il suo ingresso, che la procura apra un fascicolo, che tutti i protagonisti del gioco delle tre carte, con relativi pali, compari e complici, spariscano definitivamente dal radar del calcio in genere e di quello rossonero in particolare. Che la Lucchese venga liberata dall’estenuante prigionia in cui è stata rinchiusa. Perché mentre i soloni si lanciano in nuovi e maldestri tentativi per distrarre la gente dalla verità, i pezzi del puzzle trovano di giorno in giorno la propria collocazione. E quello che sembrava immobilismo istituzionale si rivela invece il prodotto di un abile calcolo. Mentre cadono le maschere prendono forma i lineamenti del regista, degli attori e delle comparse, fedeli interpreti di quel copione intriso di complicità sottile e strisciante - per usare un termine caro al primo cittadino di Lucca – che appoggia da tempo il disegno del delitto perfetto. Incantare i tifosi però è difficile quanto convincere un fervente cristiano che quest’anno Cristo forse morirà di infarto e in una data imprecisata che non è il venerdì santo ma che risorgerà più bello, in una grotta più elegante e con un sacco di fedeli in più.
Il garbo lucchese in questo caso è andato a vuoto lasciando trasparire l’ipocrisia e le bugie che da anni avvolgono il club e la città.
Il popolo rossonero non ne può più, ma la corsa di Zanini sotto la tribuna per baciare il figlioletto dopo la rete del 2-1, il ritorno in panchina di Aiolfi voluto dal ragazzo per essere accanto ai compagni di squadra, la presenza e l’esultanza dei tanti bambini allo stadio nonostante tutto, lo striscione in curva in ricordo di Marco, il tifoso andriese scomparso un anno fa, il cinque a mano aperta dato da Falcone ai piccoli raccattapalle dietro la porta a pochi minuti dalla fine, l’attesa collettiva e nervosa del triplice fischio nel corso di un recupero più lungo di Musica è di Eros Ramazzotti, sono tutti segnali che lasciano accesa la speranza dei sognatori che a Lucca il calcio possa ancora essere solo della gente e non più dei banditi e dei pupazzi, locali o forestieri.
Chi non vive il Porta Elisa non lo può sapere: in quei novanta minuti in cui i rossoneri sono in campo, la Lucchese non è di Moriconi, Castelli, Nuccili, Belardelli. Scompaiono Bini, Martinelli, Anca Moldovan, Romani, Ceniccola, Ottaviani. Questi sono solo nomi su cui fare chiarezza e poi cancellare per sempre. La Lucchese è di chi la ama e basta.
giovedì, 3 settembre 2026, 12:01
Dopo le prime settimane di allenamenti, per il Basketball Club Lucca arriva il primo vero test sul parquet con di fronte un avversario come la PL Livorno, già additato come una delle squadre pretendenti al passaggio di categoria, che si impone per 76-70
mercoledì, 2 settembre 2026, 17:09
Nuovo capitolo, relativo alla classifica per società, per il criterium Podistico Toscano attraverso la seconda edizione della Staffetta 2 Miglia per la Vita, manifestazione alla sua seconda edizione che Lunata, frazione del comune di Capannori ospiterà venerdì sera
mercoledì, 2 settembre 2026, 17:05
Donyell Malen ha iniziato la Serie A 2026/27 con un ritmo impressionante. L’attaccante della Roma ha segnato 5 reti nelle prime due giornate, diventando subito il capocannoniere del campionato e confermando l’impatto avuto nella seconda parte della scorsa stagione, quando aveva chiuso al secondo posto con 14 gol
venerdì, 28 agosto 2026, 18:29
Prima squadra, staff tecnico, staff sanitario, dirigenza e la mitica pantera, tutti quanti insieme sul palco dell’area garden della Ego Wellness Resort.Una serata in cui il Basketball Club Lucca ha messo giù tutte le sue carte, ovvero un potente gruppo di lavoro