Detto tra noi

La nostra bandiera resiste al sole e soprattutto alla bufera

martedì, 15 marzo 2016, 17:42

di fabrizio vincenti

Cosa resta di una serata come quella di venerdì scorso dove si sono riuniti tutti i protagonisti della formazione che nel 1978, grazie a quel genio artigiano di Romeo Anconetani, trascinarono 6000 lucchesi a Ferrara? Resta l'orgoglio di avervi partecipato. Come pure di aver contribuito, nel nostro piccolo, all'organizzazione di un miracolo, fatto di emozioni purissime e di gioie che scaldano il cuore. Resta una serata che è magìa. E chi se l'è persa, essendone a conoscenza, può solo piangere se stesso.

Vedere centinaia di persone che con un passaparola esaltante si sono date appuntamento durante tutta la giornata per salutare quella squadra che è nel cuore di tutti i tifosi rossoneri, ha avuto un sapore impagabile. Di quelli che ti riconciliano con il calcio, con le tante piccolezze che sono anche accanto a noi, a volte davvero vicine, di chi non riesce a andare oltre il suo naso e oltre il suo ego.

Beh, oltre il nostro naso c'è la Lucchese. C'è, c'è stata e ci sarà. Sarà sempre davanti a noi. Al di là delle polemiche, che se sono costruttive crediamo servano eccome.  Venerdì si è respirata un'atmosfera da sogno, a partire dall'umanità con cui semplici tifosi, commercianti, una categoria tante volte vituperata per ideologia, o lo stesso Galderisi hanno accolto e dato una mano a far sentire a casa quei "ragazzi" che ci fecero esaltare tanti anni fa. Lucca, ancora una volta, si è superata, proprio quando sembrava caderle tutto addosso. Tra i balbettii di una società che pare non sapere davvero dove voglia davvero andare e una classifica che si stava facendo sempre più precaria tra un cambio e l'altro di allenatore. 

Lucca ha confermato, alla faccia di tutti, che se ti dà le chiavi, ben custodite, del suo cuore lo fa per sempre. E vedere quei "ragazzi" del 1978 commuoversi insieme a tanti di noi ci ha confermato, piaccia o no, che le emozioni che regala il calcio e le sue mille storie sono incommensurabili. Ci piace pensare che il giorno dopo, in campo, anche i ragazzi di oggi abbiano capito un pizzico di più cosa voglia dire indossare questa maglia. Se non lo hanno capito, probabilmente lo capiranno più avanti nella vita. Con l'augurio che almeno alcuni di loro possano far grondare di emozioni il cuore dei tifosi, come ha saputo fare la formazione di mister Meregalli, la cui statura umana ci è parsa semplicemente enorme. La nostra bandiera resiste al sole e soprattutto alla bufera, canta con le sue inconfondibilil melodie Skoll. E la nostra bandiera rossonera anche stavolta terrà duro.



Altri articoli in Detto tra noi


sabato, 2 maggio 2026, 09:21

Hanno vinto tutti

C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.


martedì, 14 aprile 2026, 11:01

Il secondo mattone

E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.



sabato, 4 aprile 2026, 17:26

In memoria di un gentiluomo in rossonero

Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.


martedì, 24 marzo 2026, 07:55

E' il momento di scrivere il futuro

Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.