Detto tra noi

Per Galderisi gli esami non finiscono mai

lunedì, 3 ottobre 2016, 14:42

di fabrizio vincenti

"Sembra quasi dispiaciuto di aver vinto, ma sbaglio o vuol far fuori comunque l'allenatore?": ecco la domanda che ci siamo sentiti rivolgere in sala stampa a Pontedera da un collega non lucchese al termine delle dichiarazioni del presidente Bacci. La voce dell'innocenza, perché non contaminata da pregiudizi di sorta, verrebbe da commentare. E della verità. Quanto sta succedendo a Lucca, dentro la società rossonera, è l'ennesima grottesca puntata di una incapacità cronica a gestire qualunque situazione che abbia a che fare con il mondo del pallone. 

L'anno scorso lo stesso Bacci, in occasione dell'esplosione di Raicevic al Vicenza, giocatore allontanato a tutti i costi, ebbe a dire di se stesso: "Non capisco una sega di calcio, è noto". Un giudizio che ci sentiamo di condividere. E che ogni giorno si arricchisce di una nuova puntata. Non ci spieghiamo come tutto questo si concilii con i risultati, che sono sotto gli occhi di tutti, che Bacci ha raggiunto come imprenditore in altri campi. Con le sue mani e senza aiuti esterni, naturalmente. Galderisi è da settimane sulla rampa di lancio, ovvero dell'esonero. Praticamente, a luglio si è confermato un allenatore che non godeva della stima del presidente e di una parte del suo entourage, e ogni occasione è buona per far precipitare, anche strumentalmente, la situazione. Noi non sappiamo se Galderisi è l'allenatore giusto per raggiungere grandi traguardi. Non abbiamo la sfera di cristallo, del resto.

Sappiamo però che merita una seria chance a Lucca dopo due salvezze, della sua carica umana, onestà e professionalità, oltre che del fatto che la squadra è con lui e non perde occasione per dimostrarlo. Come sappiamo benissimo che questa squadra, a onta di quello che dice il suo numero uno, non è da primissimi posti. Può aspirare a rientrare nei play off: per qualcosa di più servono i soldi. Quanti? Un dato per riflettere: la Reggiana, quest'anno, avrà un budget da 7 milioni di euro. Al Porta Elisa servono anni, non azzardiamo quanti, per spendere queste cifre. La Lucchese è, numeri alla mano, due-tre punti sotto le aspettative, ma in compagnia di Siena a un passo da Pistoiese e Como e poco sotto il Livorno che ha speso decisamente di più, basti pensare al caso Cellini. C'è un campionato davanti, se si ha fiducia in un progetto e nelle capacità del tecnico che la piazza, spiacerà a Bacci, ammira prima di tutto per le doti umane. 

Ma il punto non è solo questo: è, semmai, che a Lucca non esiste verso di programmare, siamo sempre alla situazione di precariato stabile, di perenne anno zero. Allenatori, direttori sportivi, responsabili settore giovanile che si susseguono come su una giostra da cui, in continuazione e senza nessun progetto di medio respiro, scendono e salgono nuovi carneadi. E' questo della vicenda Galderisi, che ha avuto l'ennesimo duro confronto alla vigilia della gara di Pontedera con Bacci, l'aspetto che disarma.

Si vive, tanto per cambiare, nella perenne precarietà, e viene quasi da pensare che i risultati che iniziano a arrivare dal campo vadano di traverso, perché allontanano scelte che nelle segrete stanze, si fa per dire visto che dalla Lucchese le notizie escono per bocca degli stessi massimi dirigenti alla velocità della luce in mille direzioni diverse, si stanno pianificando. In queste settimane sono spuntati nomi di allenatori a iosa, alcuni a dir poco imbarazzanti, che non riportiamo per rispetto di chi ci legge. E, a riprova che si va a vista, accanto a Antonio Obbedio, che ha fatto e sta facendo bene il suo lavoro dato il budget di partenza, spunta ora una nuova figura di consulente della società. L'ottuagenario Tito Corsi, una vita nel mondo del calcio con trascorsi vari, alcuni decisamente importanti ma datati, che affianca il vertice rossonero. Almeno per i consigli. Una diminutio per Obbedio? Non lo sappiamo. 

Una volta per tutte: se Bacci, Bettucci e company vogliono dare fiducia a un progetto, diano tempo a Galderisi, a maggior ragione ora che qualcosa inizia a muoversi. Altrimenti si assumano la responsabilità dell'ennesimo ribaltone-rovescio non aspettando, con il fucile spianato, un inciampo qualsiasi. Una cosa è pensare di essere sempre sotto esame, capita a tutti, ci mancherebbe, un'altra è quanto sta accadendo a Lucca. Anche in queste ore. Se arrivassero al cambio, certificherebbero, una volta di più, l'incapacità di costruire e creare i presupposti perché i tifosi possano credere di esser di fronte a una progettualità che guarda, se non lontano, almeno oltre le punte delle scarpe. Quasi una legge del contrappasso per chi, come i due, ha le mani nel campo dell'edilizia. Nel calcio, però, paiono preferire le costruzioni sulla sabbia. 



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