Detto tra noi
domenica, 8 luglio 2018, 07:35
di fabrizio vincenti
Pochi giorni e la Lucchese sarà scomparsa, ancora una volta, dall'orizzonte calcistico nazionale. Un epilogo che lascia senza parole, senza fiato, senza forze. Eppure già dalla prossima settimana lo scenario che si materializzerà sarà questo dopo che la sceneggiata messa in piedi da una persona che dovrebbe solo tenere fisso il cappuccio sul volto dalla vergogna, avrà finito di compiere i suoi effetti. Quanto compiuto da Lorenzo Grassini rende unico il caso della Lucchese. Di società finite in mano a gente che le hanno poi fatte tracollare sono pieni gli annali. Ma di un caso in cui, dopo aver mostrato il proprio conto corrente a mezza città, reiterato promesse, ostentato totale sicurezza e assicurato pagamenti con tanto di dichiarazioni scritte, i nuovi proprietari non siano nemmeno partiti, crediamo rappresenti per Lucca calcistica l'ennesimo record negativo. E' una vicenda che dà solo disgusto, anche perché coltivata carpendo la buona fede di molte persone, alcune delle quali, che conosciamo, vogliono bene come pochi alla Lucchese e in questi giorni abbiamo avuto modo di verificare in che abisso emotivo siano finite. Resta, comunque, oscuro il movente di quella che solo pochi giorni fa avevamo definito un'eventualità da neurodeliri. Le spiegazioni azzardate da taluni, in una città dove il chiacchiericcio degli esperti è spesso l'unico rumore, non convincono. Forse non sapremo mai le vere ragioni. E a questo punto conta relativamente, presi come siamo dall'emergenza. Grassini lo dovevamo giudicare sui fatti, ecco i fatti. Che non parlano, urlano.
Conta comunque poco capire le responsabilità precise di tutti i protagonisti. A partire da Arnaldo Moriconi che questo club ha amministrato per un anno e mezzo e che, oltre a aver proposte periodicamente soluzioni di vendita (anche in questi giorni) inaccettabili, rimane comunque il personaggio chiave, nel bene e nel male, dei conti della società e del suo stato di salute. Come pure della vendita. Conta poco, dicevamo, perché il tracollo è a un passo. E l'unico obiettivo dovrebbe essere quello di salvare il salvabile. Crediamo che l'unico che possa, nell'immediato, salvare il salvabile sia Moriconi stesso, senza mettere in pista soluzioni che puzzano di sciacallaggio a chilometri. A lui tocca, e crediamo ne abbia interesse, togliere la Lucchese da questo abisso e da una vicenda che lo ha di sicuro profondamente turbato. Due parole anche su Alessandro Tambellini, sindaco della Lucca Buona, la definizione è sua. In diciotto mesi il Comune non ha mai alzato la voce, non ha fatto altro che riunioni che non hanno prodotto nulla di concreto, pur ammettendo le difficoltà di rapportarsi a Moriconi, a parte qualche comunicato, l'ultimo dei quali in queste ore dove la frase, scontata si direbbe, "mi impegno con tutte le mie forze" non figura nemmeno. Solo l'ennesima ricostruzione con tanto di appello, roba buona per il parroco di Sant'Alessio, con tutto il rispetto. Un po' poco, ne converrete.
Se nelle prossime ore verrà trovata una soluzione pulita, lo sottolineiamo: pulita, ci sarà modo di vedere la Lucchese ancora tra i professionisti sia pure con una forte penalizzazione. Altrimenti la strada dell'esclusione, ma anche del fallimento in tribunale, sarà tracciata. E forse ne vedremo delle belle. E le reali responsabilità saranno probabilmente più chiare. Ma non sarebbe, almeno per noi, una consolazione. A proposito, tra gli effetti collaterali più squallidi di questo ennesimo strazio registriamo il coro degli esperti, di quelli che sorridono sotto i baffi, e passeggiando per strada arrivano a dire "sono contento, perché lo avevo detto". Autoreferenziali da lettino di uno psicologo, arrivano al punto di gioire in omaggio al loro ego e a scaricare sulla tifoseria responsabilità che non ha. Ha solo, a partire dalla Curva Ovest e da Lucca United, il peso, che ormai sembra un macigno, di amare la Lucchese. Come tanti di noi, che ora provano rabbia e orgoglio, perché quest'ultimo non ce lo toglierà mai nessuno. Sentimenti, capiamo perfettamente, sconosciuti a taluni. Non basta certo essere nato a Lucca per amare la Lucchese. E farne un orgoglio. Anche ora, anche nelle notti più buie come queste. Forza Lucchese. Comunque vada.
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