Detto tra noi

Monaco paga per tutti

venerdì, 23 ottobre 2020, 14:13

di fabrizio vincenti

Era l'unico epilogo possibile. Inutile girarci intorno. I pochissimi, e noi siamo tra quelli, che erano a Busto Arsizio, hanno potuto constatare di persona lo scollamento totale della squadra rossonera. Già chiamarla squadra, in questo contesto, è fuorviante – si è trattato di undici giocatori (più i panchinari subentrati) che con soluzioni improbabili e un volontà solo di carattere nervoso – hanno provato a buttare i palloni in avanti. Quando fuori dalla propria area, quando qualche metro più avanti. Nessuna traccia di gioco, nessun coordinamento, nessuna reazioni alle indicazioni che arrivavano dalla panchina. Undici atleti in maglietta e calzoncini che facevano attività fisica. Quanto è così, le sorti dell'allenatore, da che mondo è mondo e a maggior ragione dopo cinque sconfitte consecutive, sono segnate. Monaco paga per tutti.  Per i giocatori e per la società. Spiace, spiace da morire che una simile forca caudina sia toccata a un galantuomo e un professionista del calibro di Francesco Monaco. Ma è così.

La l'esonero dell'allenatore non può, e non deve, poter passare come la soluzione di tutti i problemi. La squadra è molle, imbarazzante in alcuni suoi interpreti anche accreditati. Ha subìto più gol di tutti i campionati professionistici italiani e, chissà, forse europei, non ci siamo presi la briga di fare questo ulteriore controllo. Uno sfacelo. "Ci sarebbero da mandare via 10-12 giocatori", ha tuonato nel dopopartita il diesse Deoma. Facciamo pienamente nostre le sue parole: questa squadra presenta limiti preoccupanti. Magari solo caratteriali, o forse non solo. Magari perché il budget era quello che era o semplicemente perché alcuni hanno deluso le attese. Sta di fatto che ha dato la sensazione – e non solo quella vista i risultati – di essere nettamente la più debole tra quelle osservate in questo inizio di stagione. Basterà il cambio di manico? Abbiamo molti dubbi. E in questo senso ci viene in soccorso quanto già passato nell'ormai lontana stagione 2014-2015 quando la Lucchese si riaffacciò tra i professionisti. A prescindere dal cambio in panchina (in quel caso Galderisi subentrò a Pagliuca) la squadra fu rinforzata con Di Masi, Mingazzini e, a gennaio, Forte: senza quei tre, difficilmente sarebbe arrivata la salvezza. Anche per mancanza di giocatori avvezzi alla categoria. 

C'è un altro aspetto da tenere presente: sarà cruciale non sbagliare il nome del nuovo tecnico, visto che Di Stefano dovrebbe traghettare soltanto la squadra. Sbagliare nome potrebbe essere il colpo di grazia. E siamo certi che chi verrà interpellato chiederà ampie garanzie tecniche prima di accettare, in caso contrario sarebbe da preoccuparsi. La strada è dura, si sapeva al netto degli entusiasmi post-promozione. Un'ultima cosa per coloro che, sui social, hanno ipotizzato che il percorso in rossonero di Monaco si sia macchiato dopo questa annata. Monaco è e resta nella Storia della Lucchese, anzi al suo straordinario curriculum si aggiunge una promozione in un campionato che, per molti motivi, non era semplice. Finchè il calcio avrà memoria, Francesco Monaco sarà nella Storia della Lucchese per la sua professionalità che non ha mai perso nei tanti ruoli ricoperti. Grazie, ancora una volta, mister. 


Altri articoli in Detto tra noi


giovedì, 26 novembre 2020, 09:46

Restare in piedi sino al mercato invernale

C'è un numero – in mezzo a tanti altri, prima di tutto quello relativo ai punti messi in carniere in campionato – che certifica la gravissima crisi rossonera. E' ventinove. Come ventinove sono i giocatori sin qui impiegati i campo dai due tecnici Monaco e Lopez, che si sono seduti...


lunedì, 16 novembre 2020, 09:31

Segnali di risveglio

Una rondine non fa primavera, si dice, e a maggior ragione in questa maledetta stagione che sta di nuovo facendo precipitare l'Italia nel caos grazie a un governo totalmente incapace e imbarazzante quasi in ogni suo rappresentante.



mercoledì, 28 ottobre 2020, 08:32

Bene Lopez, ora gli acquisti

Un po' tutti, in cuor loro, ci speravano. Noi per primi. Dopo l'esonero di mister Monaco, guardando il panorama dei tecnici a disposizione, sono stati davvero in tanti a pensare che l'unico in grado di fare al caso della Lucchese fosse Giovanni Lopez.


giovedì, 8 ottobre 2020, 16:46

Stare vicini alla squadra

Dire che la Lucchese ha offerto un bello spettacolo nelle gare sinora disputate, significherebbe davvero travisare la realtà. La sensazione, dopo averla vista all'opera con formazioni di diversa caratura, è quella di un cantiere ancora lontano dall'essere pronto per essere smontato e lasciare ammirare la costruzione mattone dopo mattone realizzata.