Galleria Rossonera
venerdì, 4 settembre 2026, 08:28
di fabrizio vincenti
Gioele Vespier, classe 2008, ultima stagione al Saluzzo con venti presenze da titolare, è uno dei due portieri rossoneri della stagione che va a cominciare. Si sta giocando, insieme a Guacci, il posto da titolare nella Lucchese guidata da mister Bernardini. E vuole mettere in campo tutte le sue carte.
Vespier, nasce portiere o è uno dei tanti giocatori costretto a mettersi nei pali dopo aver provato in altri ruoli?
“Inizialmente facevo l'attaccante, ma anche quando giocavo in quel ruolo, chiedevo di andare in porta. Non mi hanno accontentato sino a che il portiere si è fatto male e hanno chiesto un volontario, mi sono offerto volentieri e sono rimasto da allora tra i pali”.
Che tipo di portiere è Gioele Vespier?
“Agile, parlo tanto in campo, ho fame di dimostrare quanto posso valere, sono bravo nelle uscite alte e con i piedi”.
Cosa le chiede il preparatore dei portieri Di Masi?
“Di migliorare nella comunicazione con i difensori vuole che anche se sono giovane dica la mia. Poi ovviamente mi chiede di migliorare in tantissime altre cose, sia tra i pali che nelle uscite e con i piedi anche considerando che giochiamo alti”.
C'è un portiere a cui si ispira?
Direi Sommer e Raya, entrambi, come me, non sono molto alti, un requisito che viene sempre più richiesto al giorno d'oggi, e devono compensare con altre qualità come l'agilità, la reattività”.
Impatto con Lucca?
“Bellissimo, la città è meravigliosa ed è una piazza importante con tifosi clamorosi. C'è un affetto intorno alla squadra che è bellissimo”.
Lo scorso anno era già in Serie D: in cosa pensa sarà diversa questa stagione?
“Intanto per i compagni di squadra, sono davvero molto forti, posso solo migliorare stando vicino a loro, poi per gli obiettivi societari, è stata costruita una squadra importante e poi per la presenza dei tifosi”.
C'è un giocatore che ha impressionato più di altri?
“Dionisi per il carattere, Biasiol e Gioè per la disciplina con cui fanno tutto, Santeramo per il carisma, ci chiede di dare sempre il massimo, in ogni momento, in ogni allenamento”.
Dualismo in porta con Guacci: come pensa di convincere mister Bernardini?
“Credo che si debba cercare di essere se stessi e divertirsi a giocare, siamo stati scelti per le nostre caratteristiche, sta a noi dimostrare quello che si vale. Poi penso sia importante apprendere tutto quello che è possibile, dai compagni, dal mister, dallo staff”.
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