Detto tra noi

Dov'è finito Vittorio Tosto?

mercoledì, 5 settembre 2012, 20:11

di aldo grandi

Ci pensavamo, giustappunto, domenica pomeriggio a Pavullo nel Frignano. In campo, al centro della difesa, mancava, rispetto all'anno passato e accanto ad Aliboni ed Angeli, Vittorio Tosto. Già, che fine ha fatto l'ex difensore rossonero? Da quando vinse il Gazzettino d'argento come miglior giocatore a insindacabile giudizio dei cronisti sportivi per la passata stagione, se ne erano perse le tracce. Nessuno lo aveva più cercato né lui aveva cercato qualcuno. Con la Lucchese, a quanto pare, tanti saluti e ognuno per la sua strada. Non una parola di biasimo né di rancore né, tantomeno, di circostanza. Tosto è scomparso dalla vita della società rossonera nonostante, fino a qualche mese fa, ne fosse, indiscutibilmente, la bandiera. Perché, quindi, parlare di Vittorio Tosto, uno che, ormai, con la squadra rossonera impegnata in serie D c'entra come il cavolo a merenda? Per un semplice motivo, anzi, per due: il primo è che, a nostro modesto avviso, avrebbe ancora fatto comodo ai colopri rossoneri sotto il profilo sportivo. Certo, non è più un giovincello, ma in questa serie D non avrebbe avuto grandi problemi. Secondo e più importante, il fatto che uno come lui, da solo, avrebbe portato allo stadio almeno un centinaio di abbonamenti o giù di lì se non altro per quella sorta di invidia ammirazione che ognuno ha verso chi, a dispetto dell'anagrafe, riesce ad affrontare e a vincere, nell'immaginario collettivo, l'incedere del tempo. Ma tant'è. Russo e la società hanno deciso diversamente e Tosto è rimasto a casa.

Oggi il direttore tecnico Bruno usso ci ha chiamato per rilasciare una dichiarazione affinché le sue parole non venissero fraintese. Lo abbiamo fatto volentieri, ma ci avrebbe fatto piacere anche sapere chi aveva frainteso le sue parole. Comunque sia ci sembra che la situazione, in generale, stia un po' sfuggendo di mano a troppi. La Lucchese ha vinto una partita, il campionato è appena all'inizio, che Russo e la squadra pensino a fare quel che devono fare e che i tifosi pensino a fare i tifosi. La medicina migliore, in questi casi, è rappresentata dalle vittorie. Certo, vittorie o Vittorio non è la stessa cosa, ma, in fondo, cambia solo una vocale. Quanto allo scioperio dei tifosi, noi stiamo con Bruno Russo: se si va allo stadio si va per tifare se si deve stare zitti, allora è meglio restare a casa.



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