Detto tra noi

Porta Elisa, la verità è forse più semplice

domenica, 26 luglio 2026, 15:32

di fabrizio vincenti

Si fa un gran parlare del progetto che il presidenti Brunori ha in mente per riammodernare in modo sostanziale lo stadio Porta Elisa e soprattutto delle polemiche che sono sorte intorno ad esso. E' stato lo stesso Brunori a raccontare di una "interlocuzione infinita" che ormai va avanti da mesi. Al di là di alcuni commenti totalmente fuori luogo affidati ai social da gente che non ha la benché minima di idea di cosa sia questo progetto ma anche della sua complessità, il presidente, siamo convinti, ha fatto bene a uscire allo scoperto, provocando le reazioni dei vertici del Comune: dal sindaco Pardini al vice Barsanti hanno ribadito che è interesse dell'amministrazione arrivare alla meta. Partiamo da qui: è innegabile che lo stadio è in pessime condizioni e l'impianto, vale appena ricordarlo, è di proprietà pubblica: dunque toccherà, prima o poi, a Palazzo Orsetti risistemarlo se non dovesse decollare un progetto con i privati. 

E qui serve una prima considerazione, perché abbiamo sentito di tutto in questi giorni: questa amministrazione, a partire dal suo assessore allo Sport, ha dimostrato con i fatti e le scelte politiche di avere più a cuore lo sport, a cominciare dal calcio, rispetto alle precedenti. Alzi la mano chi si ricordava da quanto tempo non veniva rifatto il manto erboso, ne alzi un'altra chi riesce a non ricordare che le torri faro andavano abbattute e sostituite da decenni, come peraltro fatto dalla Pardini, senza gettare centinaia di migliaia di euro per un impianto a noleggio; alzi ancora la mano chi si ricorda che tutti o quasi gli assessori hanno sottoscritto l'abbonamento al Porta Elisa, alzi infine (ne avreste già quattro) chi ricorda chi ha dato vita a una commissione per individuare il soggetto migliore per far ripartire il calcio dopo l'ennesimo fallimento. Non ricordiamo precedenti. Ci fermiamo, ma potremmo continuare, anche durante la gestazione dell'ultimo drammatico fallimento. Tutto questo per dire che l'attuale amministrazione ha mostrato una decisa e maggiore sensibilità verso la Lucchese e i suoi tifosi. 

In questa partita dello stadio, però, non tutti, all'interno della macchina comunale e probabilmente della stessa giunta, sono (o erano) allineati favorevolmente verso l'ipotesi di progetto. Attenzione: i dubbi, le richieste di chiarimento, le integrazioni, le riserve sono frutto di una onestà intellettuale che deve sempre caratterizzare chi svolge ruoli e mansioni pubbliche. Altra cosa, semmai, è se la percezione di contrarietà prende forme a dir poco inopportune e genera incrinature nel rapporto fiduciario. Non siamo complottisti e dunque non vogliamo dare agio a chi parla di poteri (ne potrebbero esistere ovviamente) che non vedrebbero di buon occhio l'intera operazione. A noi pare soltanto che, per la complessità e importanza, la stessa – che pare andare anche oltre lo stadio in senso stretto – possa incontrare soggetti che si mettono in posizione critica. Sia dentro che fuori dal Comune. Forse alcune voci (spesso inventate di sana pianta) che sono circolate in questa calda estate in città si spiegano anche così, alimentando sospetti di cui non si sentiva il bisogno.

Proprio per questo, bene hanno fatto sia Pardini che Barsanti a chiarire la direzione di marcia: il sindaco e il suo vice hanno ribadito che questa amministrazione è a favore della realizzazione dello stadio, lo hanno detto in modo chiaro, anche in qualche modo facendo capire che se ci fossero state o ci sono opinioni contrarie, la direzione di marcia non cambierebbe. E' quello che serviva, a nostro avviso, per provare a rasserenare l'ambiente e far capire una volta per tutte le intenzioni. Perché questo temporale nasce prima di tutto da un rapporto fiduciario che pare essersi incrinato nel corso dei mesi. Chiarito questo punto, il progetto non decollerebbe solo nel caso del suo mancato deposito oppure se, nell'istruttoria che verrà aperta e che coinvolgerà non solo il Comune ma una serie di enti (una pletora, siamo in Italia, bene non dimenticarlo) risultassero criticità insuperabili. Una ipotesi che ci pare solo accademica. Semmai nella Conferenza dei Servizi che ne scaturirebbe potrebbero uscire prescrizioni e correzioni. Non sarebbe la prima volta, del resto.  Ora tocca al presidente Brunori, che abbiamo visto sinceramente amareggiato, quando lo riterrà opportuno, depositare formalmente l'atto (per ora sono, appunto solo interlocuzioni sa pure rieterate), ovvero depositare il progetto completo e far partire ufficialmente l'iter. E farlo provando a dare fiducia alle dichiarazioni che arrivano da Palazzo Orsetti. Altre strade (costruttive), ma anche per scoprire tutte le carte di tutti, non ne vediamo. 



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