Detto tra noi
giovedì, 19 dicembre 2019, 16:06
di fabrizio vincenti
Toc. O deng. Non lo ricordiamo nemmeno più quel suono di un pallone che cozza in un palo metallico di una porta. Era il 2002, e insieme a un maledetto gol, anzi un golden gol, di un maledetto francese di due anni prima, è la più grande delusione sportiva della nostra vita. A sbattere quel pallone sul palo, il nostro eroe, quello da cui ogni domenica ci attendevamo una magìa, un gol da lasciare a bocca aperta, come quello realizzato solo pochi giorni prima a Treviso nella semifinale play off. Eupremio Carruezzo, per tutti Toni.
Una delusione atroce. Un mondo che ti cade addosso proprio quando pensavi che la Serie B, quasi per diritto divino, dovesse tornare a Lucca. Una Serie B, peraltro, svanita per sempre. O almeno sinora. E oltretutto per mano di un idolo, che la sera si vide piombare davanti casa tanti tifosi intenti a consolarlo. Una storia che solo qui e da poche altre parti poteva essere scritta. Lucca non ha mai dimenticato Toni Carruezzo, ne abbiamo avuto conferma anni dopo, ce ne siamo accorti anche noi di Gazzetta: ogni sua intervista, ogni sua parola ha sempre raccolto tantissimi lettori. E, particolare non secondario, Toni non ha mai dimenticato la Lucchese. Il calcio è un mondo strano, o forse è come la vita che è essa stessa strana, dove molto spesso, una volta chiuso il rapporto, si chiude un capitolo. Ci si dimentica. Si fanno cadere nell'oblio i trascorsi, magari talvolta con una malcelata insofferenza per non esser più parte di una avventura, di un progetto. Sentimenti che non hanno mai toccato Toni. Andatevi a rileggere le interviste in questi anni per conferma. E capirete che non è da tutti maneggiare buosenso e affetti.
Mentre la sua carriera post calcio giocato è andata avanti in modo non certo facile, a Toni nessuno ha mai regalato nulla, ci siamo chiesti tante volte se le strade si sarebbero mai rincrociate. Il suo arrivo nella compagine messa su da Santoro e C. nell'estate scorsa, al termine dell'ennesimo travaglio, ha fatto piacere a tutti, perché lui è una bandiera. Di quelle che continuano a sventolare. Vederlo domenica su quella panchina, visibilmente emozionato nelle vesti, sia pure temporanee, di primo allenatore, ci è arrivato al cuore. Quel rumore del palo si è un pizzico attutito. L'augurio è che, anche attraverso lui, diventi, prima o poi, solo un ricordo e non un incubo per tutti noi.
sabato, 2 maggio 2026, 09:21
C'è un'immagine che conserviamo con emozione della serata di Agliana dove la Lucchese ha centrato la vittoria in Supercoppa di Eccellenza, un trofeo, si dirà, dal sapore platonico. Eppure, ci pare, che a nessuno piaccia perdere, e comunque resta una coppa che arricchisce la bacheca del club.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.