Detto tra noi
lunedì, 22 marzo 2021, 10:21
di fabrizio vincenti
La peggior difesa, il numero minimo di vittorie, un andamento che lascia molti rimpianti, ultimi dei quali le due partite con Pro Sesto e Giana: il destino della Lucchese, sotto la scure della forbice degli otto punti massimi per poter disputare i play out, è appeso a un filo. Ogni giornata, sempre più esile. La vittoria contro la Pistoiese, tra andata e ritorno forse la peggiore compagine affrontata dai rossoneri, lascia aperta solo una piccola fessura. Quasi che l'agonia calcistica possa andare avanti ancora per un po'. Eppure, non ci sono alternative. I rossoneri, in preda a tutti i loro limiti prima di tutto mentali, hanno comunque l'obbligo di provarci. Ha ragione Bruno Russo quando sostiene che è un dovere, così come non possiamo dichiararci d'accordo con lui che l'eventuale ricaduta tra i dilettanti sarebbe un disastro che tutti i protagonisti (tutti, ripetiamo) dovranno condividere ognuno secondo le sue responsabilità. C'è però ancora un po' di tempo prima di fare i conti: avevamo detto che sarebbe stati da fare a maggio, nella migliore delle ipotesi sarà quello il periodo, sempre nel caso di play out, altrimenti già nell'imminente mese di aprile si potrà e dovrà tirare un bilancio.
Nel frattempo, proviamo a salvare il possibile. I play out sono difficili, servirà prendere punti sulla carta quasi proibiti, servirà scuotersi una volta per tutte dai balbettii di una squadra che spesso sembra giocare direttamente da un lettino dello psicanalista. Contro gli arancioni qualche segnale di ripresa si è visto, così come contro la stessa Giana, non fosse stato per quei venti minuti finali da incubo. C'è solo una certezza: non ci sono più margini per errori. Tutti i bonus sono finiti. E a proposito di bonus, due parole sui tifosi.
Hanno pazientato anche troppo, oltretutto in un contesto davvero complicato che impedisce persino di tifare, di contestare, di sfogare la propria amarezza direttamente allo stadio. Che poi qualcuno abbia detto cose completamente prive di senso – tra esse segnaliamo l'ipotesi che questa dirigenza vorrebbe retrocedere: semplicemente assurdo, se c'è una certezza è che la Lucchese ha tutto l'interesse a rimanere in categoria – è un altro discorso. Ma se lo hanno fatto, è per troppo amore. Lo sfogo era inevitabile. Ora, però, anche i più critici devono provare, per qualche settimana – se andasse male anche meno – a accantonare la caccia ai responsabili, il tirare nel mucchio. La categoria è troppo importante, davvero troppo, è un bene primario. Proviamo a crederci, senza covare illusioni. Se non altro, durerà poco. Proviamo a guardare (con apparente distacco) se i rossoneri continueranno a lottare e alimentare la classifica. Poi potremo (tutti) tirare una riga e fare i conti.
martedì, 14 aprile 2026, 11:01
E festa sia. Composta. Con una esultanza adeguata alla categoria. Ma che festa sia. La Lucchese conquista con pieno merito e contro quasi tutti i pronostici la promozione in Serie D. Ancora abbiamo nella mente le previsioni dei sedicenti esperti che collocavano la squadra rossonera nemmeno nel ruolo di outsider.
sabato, 4 aprile 2026, 17:26
Se ne è andato come forse era nel suo stile, sottovoce. Al punto tale che solo ora apprendiamo della morte avvenuta a fine marzo di Graziano Puccioni, il titolare per tanti anni di una attività storica, "Il vecchio funaio" di piazza Anfiteatro, ma anche per lungo tempo accompagnatore delle giovanili rossonere.
martedì, 24 marzo 2026, 07:55
Il campionato è ormai al suo epilogo, ci sarà modo di analizzarne l'andamento a bocce ferme, quando la matematica decreterà il suo verdetto, ed ormai sembra davvero questione di poco, di pochissimo. Ma sin da ora crediamo ci sia invece di parlare del futuro rossonero.
sabato, 28 febbraio 2026, 08:27
Si scrive Vellutini, si potrebbe leggere Perini o Lazzareschi, perché il destino comune di alcuni dei più brillanti e capaci imprenditori della zona è stato quello di essere accostati coram populo alla Lucchese. Un accostamento che, nel corso dei decenni, è sembrato più un sogno proibito che una reale possibilità.