Detto tra noi

Se c'è uno spiraglio, obbligatorio non lasciarselo sfuggire

martedì, 29 giugno 2021, 19:46

di fabrizio vincenti

Non abbiamo la più pallida idea delle reali possibilità che la Lucchese ha di venire ripescata in C. Detto che la società rossonera è prima nella graduatoria delle aventi diritto al ripescaggio tra le formazioni di terza divisione retrocesse, il resto del quadro è ancora nebuloso. In primis, perché non è chiaro  – e non lo sarà sino al verdetto della Covisoc – se le società che hanno diritto a iscriversi in Lega Pro abbiano tutti i requisti. Il consiglio federale della Lega Pro ha infatti annunciato che una compagine non ha presentato la fideiussione, e dunque è a rischio esclusione. Ci saranno poi da esaminare i casi di chi potrebbe aver presentato l'incartamento completo, ma che potrebbe non essere sufficiente. I nomi delle squadre pericolanti sono sulla bocca di tutti: inutile, anche per una questione di stile, ricordarli. 

Accanto alle possibili società non in grado di iscriversi, ci sarà anche da capire se qualche formazione di Serie A intenda allestire la formazione under 23 (non parrebbe, ma non è certo) e se ci saranno richieste di ripescaggio dalla Serie D, in quel caso la Lucchese, in base alle disposizione federali, sarebbe sopravanzata. Tutto questo per dire che serviranno ancora giorni per avere un quadro chiaro. Quello che invece è senza dubbio, almeno a parere nostro, chiaro è se la Lucchese – qualora si creino le condizioni per chiedere il ripescaggio – debba presentare domanda e dunque pagare svariate centinaia di migliaia di euro per essere di nuovo tra i professionisti. La risposta è sì. Assolutamente sì. Certamente sì. Anche a costo di compromettere parzialmente il budget per la campagna acquisti. Premesso che se la società rinunciasse, perderebbe agli occhi di una piazza stanca, sfibrata, sfiduciata, gran parte se non tutta la credibiltà, riteniamo che tra il certo e l'incerto convenga sempre fermarsi al primo.

Cosa intendiamo dire? Semplice: tra un campionato di Lega Pro condotto senza grandi mezzi per provare a salvarsi e uno di Serie D speso nel tentativo di allestire una formazione in grado di vincere, scegliamo senza dubbio la prima ipotesi. A retrocedere un'altra volta, si è sempre a tempo. Nel calcio, peraltro, non ci sono automatismi, non c'è scritto da nessuna parte che anche allestendo una buona formazione in D la Lucchese sia in grado di vincere il campionato. RIuscite a immaginare cosa vorrebbe dire rimanere due anni (minimo) in D? Sarebbe la passata finale di diserbante su quello che resta della tifoserie sempre più ridotta a un manipolo di irriducibili. Senza contare quello che sarebbe anche a livello di immagine: ma davvero qualcuno può pensare che rimanere in D non abbia peso sul progetto e sulla sua spendibilitò pubblica del rifacimento del Porta Elisa? E, infine, qualora andasse in porto la riforma dei campionati – che prevede la creazione di una categoria cuscinetto tra la C e la D – è chiaro che Lucca sportiva rischierebbe di rivedere la C con il binocolo. Ce ne è abbastanza perché ogni sforzo venga compiuto, ogni strada venga percorsa. Non ci sono alternative. 



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