Galleria Rossonera

"A Lucca ho capito che avrei potuto fare il calciatore professionista"

martedì, 22 gennaio 2013, 08:22

di diego checchi

Adesso è al Frosinone dove pare aver messo radici ma Nicholas Guidi è stato, per diversi anni, uno dei giovani difensori più forti che ha avuto la Lucchese fine al primo fallimento avvenuto nell’era Fouzi. Con lui abbiamo parlato dopo tanto tempo e abbiamo voluto ripercorre quegli anni ricordando anche che Guidi, è cresciuto nel settore giovanile della Lucchese ed ora è tra i migliori difensori di LegaPro.

Come si sta trovando a Frosinone?

“Bene... ormai sono 5 anni e quindi c'è un bel legame con tutto l'ambiente”.

Quali obiettivi avete per questa stagione?

Siamo partiti un po’ a fari spenti per cercare una salvezza tranquilla ma ora ci troviamo al terzo posto e faremo di tutto per entrare nei play-off”.

Ecco, quali sono i suoi obiettivi a livello personale per il futuro?

“Spero, per questo anno, di togliermi soddisfazioni con questa maglia… e poi vedremo”

Per quale motivo ha deciso di legarsi per così tanto tempo al Frosinone, magari rinunciando a qualche proposta dalla Serie B?

“Perchè dopo la retrocessione dalla B, la società mi ha proposto di allungare di due anni il contratto e io ho accettato perchè mi sentivo in debito per come era andata la stagione”.

Come si vive a Frosinone?

“Bene, anche se il mare ci manca”.

Come è cambiata la sua vita da quando ha lasciato Lucca? E quali ricordi ha della Lucchese?

I ricordi della Lucchese sono molti, dal settore giovanile alla prima squadra! L'anno del fallimento è stata una grande delusione perchè credevamo di poter fare qualcosa di importante invece sappiamo com'è andata e non per colpa nostra”.

Proviamo a ripercorre quegli anni, quando ha capito che sarebbe potuto diventare un calciatore importante?

“Penso che il primo anno di prima squadra alla Lucchese mi abbia fatto capire che avrei potuto giocare in questi campionati”.

Qual è l'allenatore che l'ha fatta crescere di più?

“Credo Piero Braglia, ma anche il mio allenatore attuale Roberto Stellone mi insegnato cose che a trent'anni nessuno ancora mi aveva insegnato”.

Quali?

“Intendo a livello tattico, a volte alcuni allenatori danno le cose per scontate ma invece non é così”.

Lei che ha lavorato per molti anni con Piero Braglia, può spiegarci che tipo di allenatore è? a volte tanti lo considerano un po' scorbutico...

“Effettivamente un po’ lo è, però fa parte del suo carattere ma sul campo è sicuramente un grande allenatore e i fatti gli stanno dando ragione”

Ha seguito le ultime vicende della Lucchese?

Si, domenica ho visto che ha pareggiato”.

E cosa pensa del fatto che sia dovuta ripartire per ben due volte dai dilettanti?

“Dispiace che non ci sia nessun imprenditore innamorato di questa Lucchese pronto a riportarla dove meriterebbe”.

Ma questi nuovi soci ce la stanno mettendo tutta, soprattutto Bruno Russo...

“Sinceramente non conosco i nuovi proprietari e non mi permetto di giudicare il loro lavoro”.

Un ultima domanda, per quale motivo la sua maglia numero 40 è al museo del calcio di Roma?

“Perchè ho conosciuto il ragazzo che gestisce il museo, mi hanno chiesto se volevo donare una maglia per il museo e ho accettato”.

Sappiamo che è diventato papà...

“Sì, si chiama Matias e trà pochi giorni compirà tre anni”.

 



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