Galleria Rossonera

“Alla Lucchese tornerei di corsa, anche in Serie D”

venerdì, 15 febbraio 2013, 14:04

di diego checchi

“Alla Lucchese tornerei di corsa anche se in Serie D”. Queste le prime parole nel corso di un’intervista ad Alessio Mariotti adesso giocatore dell’Aprilia, società vicino Roma che sta lottando per arrivare nel grande calcio e vuole quanto meno centrare i play off nel girone B della Lega Pro di Seconda Divisione. Le parole di Mariotti non sono mai scontate e questa intervista è giusto leggerla perché tocca argomenti che sono centrali nel mondo rossonero e che vanno a toccare anche la nostra tifoseria.

Come si trova ad Aprilia?

“Bene, ho accettato questo trasferimento perché penso sia una società seria con ambizioni assai importanti. Abito nel centro di questa cittadina e in questi giorni andrò a visitare la capitale, una cosa che fino ad ora non mi è mai capitato di fare. Sto in un ambiente tranquillo che mi permette di dare tutto ciò che ho dentro”.

Per quale motivo ha deciso di lasciare Catanzaro?

“Sapete come sono fatto e che tipo di carattere ho. Non volevo sentirmi in disparte in una squadra dopo che lo scorso anno ho vinto un campionato e che anche all’inizio di quest’anno sono stato protagonista. A gennaio le scelte della società sono state altre, quindi, alla prima opportunità seria e che mi stuzzicava, ho deciso di cambiare aria”.

Sappiamo che lei non è molto incline ad accettare l’esperienza al sud. Perché lo scorso anno decise di approdare a Catanzaro?

“Dopo il fallimento della Lucchese mi sono trovato senza squadra. Con i rossoneri avevo ancora due anni di contratto e a quel punto, quando mi è arrivata la proposta del Catanzaro, ho valutato tutto capendo che c’erano persone serie che si sono comportate bene con me dal primo all’ultimo giorno, compreso l’ex giocatore ed ora allenatore Ciccio Cozza”.

Parliamo degli anni di Lucca.

“Due anni e mezzo bellissimi dove abbiamo vinto due campionati ed ho disputato mezza stagione anche in Lega Pro 1 senza mai tirarmi indietro, onorando questa maglia fino all’ultimo. Gli anni con i rossoneri rimarranno per sempre indelebili nella mia mente”.

Vuol chiarire una volta per tutte ciò che successe con i tifosi rossoneri poco prima della sua cessione alla Carrarese?

“Non è che mi piaccia molto ricordare l’episodio in se, ma lo faccio ancora una volta per chiarire che dal mio punto di vista ho sempre dato tutto per questa città e per questa maglia. Negli ultimi mesi della mia permanenza a Lucca sono venute fuori delle voci che mi davano del traditore e del “venduto”. Una cosa fuori da ogni logica e nel match contro il Foligno (vinto 3 a 0) feci un gesto molto plateale verso coloro che mi avevano insultato fino a quel momento. Quel gesto sembrò indirizzato a tutti i tifosi. Subito dopo la partita chiesi scusa alla maggior parte del pubblico perché non ce l’avevo con loro ma soltanto con chi mi imputava queste cose che non fanno parte della mia persona e del mio modo di intendere la vita. Vorrei che si sapesse che fino all’ultimo minuto dell’ultima partita con la maglia rossonera ho dato il 100 per cento. Ricordo che giocai la prima gara di ritorno contro il Foggia sapendo già che sarei andato via due giorni dopo, ma in quella partita la mia testa era soltanto rivolta alla Lucchese”.

Qual è stata la sua miglior partita con la maglia rossonera?

“Ce ne sono state tante. Voglio ricordare quella con il Prato quando vincemmo 2 a 0 e l’ultimo gol fu di Marino Taddeucci”.

Una parola per Paolo Giovannini.

“Un grande direttore. Una splendida persona con la quale ho avuto la fortuna di lavorare e di vincere quattro campionati. Chissà che da qui alla fine della mia carriera possiamo tornare a lavorare per un obiettivo comune. Intanto spero che sia lui che Indiani facciano molto bene a Pontedera perché se lo meritano, anche se questo potrebbe andare a scapito dell’Aprilia in chiave play off”.

Quali sono stati gli amici con i quali ha condiviso più gioie nel calcio?

“Dico tre compagni di vita: Chadi, Vannucci e Pera. Con quest’ultimo ho condiviso una bella vacanza quest’estate”.

Che cosa non le piace nel calcio?

“Il calcio ormai è diventato solo un business e tutti sono attaccati troppo ai soldi. Spero anche che venga tolta la regola sui giovani che vige in Lega Pro. Sono favorevole a mettere in campo i ragazzi, ma soltanto se lo meritano e non perché una regola lo impone”.

È favorevole alla riforma dei campionati di Lega Pro?

“Per certi versi sì, per altri no. Con la riforma dei campionati di Lega Pro ci saranno più controlli sui contratti e sarà minima la possibilità di non prendere i soldi pattuiti. Dall’altro lato molti giocatori rimarranno a casa e questa non è una bella cosa”.

Segue le vicende rossonere di adesso?

“Intanto ci tengo a sottolineare che non mi aspettavo un altro fallimento della Lucchese. Per quanto riguarda adesso, seguo il campionato, non le vicende in sé per sé dei colori rossoneri. Posso soltanto dire che prima o poi la Lucchese tornerà grande. Non so in quanto tempo, ma lo farà certamente”.

 

 



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