Galleria Rossonera
mercoledì, 1 maggio 2013, 17:35
di diego checchi
Un ragazzo, abituato a guadagnarsi sul campo la pagnotta e a inseguire sempre la palla che sta per andare in porta cercando sventare la minaccia. Questo il ritratto di Leonardo Citti, portiere della primavera della Juventus che ha legato il proprio passato calcistico alla Lucchese ed è stato proprio nella società rossonera che è potuto crescere e migliorare fino a spiccare il volo verso Torino.
Fu Giovannini ad impostare la trattativa con il direttore generale bianconero Marotta ed il suo assistente Paratici un anno dopo aver già mandato in bianconero l’altro giovane della provincia di Lucca Federico Mattiello, anche lui uno dei punti di forza della primavera guidata da Marco Baroni che ha vinto da poco la Coppa Italia di categoria in cui proprio Mattiello ha messo il timbro sulla vittoria. Con Citti abbiamo parlato di tutto quello che ruota attorno al mondo bianconero ed è la prima volta che rilascia unìintervista a GazzettaLucchese.
Come si trova alla Juventus?
“Mi trovo bene. Giocare qui è il massimo e sono sempre stato bene, nonostante periodi un po' grigi”.
Si sta allenando con la prima squadra?
“Sì, spesso mi alleno con loro e confrontarsi con un livello altissimo di calcio ti fa crescere molto”.
Cosa ha imparato da Buffon, Storari e Rubinho e quali consigli le da il preparatore dei portieri Filippi?
“Da loro sono rimasto impressionato dalla facilità con cui interpretano il ruolo del portiere. Soprattutto Buffon fa tutto con una facilità incredibile, non per niente è il migliore al mondo. Filippi mi corregge molto sul piano tecnico e anche caratteriale: spesso mi dice che sono troppo perfezionista, che devo parare e basta”.
Che rapporto hai con i portieri della prima squadra?
“Mah, fuori dal campo ridiamo e scambiamo due battute ogni tanto, ma dentro il campo, sempre a testa bassa su quello che c'è da fare”.
Come funziona alla Juve essendo più portieri nella primavera, giocate un po' ciascuno?
“Siamo in quattro e no, non funziona così. Quest'anno sono stato impiegato poco, ma le volte che sono stato chiamato in causa ho risposto presente. È stato un anno un po' amaro, ma spero che il duro lavoro ripaghi”.
Perché dice così?
“Perché ovviamente vorrei giocare… però non sempre è possibile. Però cerco di allenarmi sempre al massimo”.
Abita a Torino insieme a qualche altro ragazzo? E come vanno gli studi?
“Abito in convitto con tutti gli altri ragazzi che vengono da fuori e gli studi vanno abbastanza bene, ma avendo due allenamenti anche la mattina il mercoledì e giovedì di tutte le settimane ho però saltato parecchi giorni di scuola.”.
Che differenze ci sono negli allenamenti tra primavera e prima squadra?
“Più che altro i ritmi sono decisamente diversi”.
Qual è stata la tua miglior partita con la primavera?
“La semifinale di andata di coppa Italia con il Torino fuori casa... Vincemmo 2 a 0”.
Per il prossimo anno pensa di rimanere alla Juve o andrà in prestito da qualche parte?
“Spero che la Juve mi riconfermi anche per il prossimo anno”.
Che emozione è stata essere chiamato in nazionale?
“È una bellissima emozione! Ma per essere chiamato in nazionale bisogna fare bene nel proprio club, facendo bene nel proprio club allora forse può arrivare la chiamata della nazionale”.
Quanto le manca la famiglia?
“La mia famiglia mi manca, anche se dopo quasi due anni che sono qua mi sono abituato a stare fuori di casa. Meno male che ogni tanto vengono su a Torino”.
Segue la Lucchese?
“Seguo la Lucchese ogni tanto, spero che riesca a fare i play off per l'eventuale ripescaggio”.
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