Galleria Rossonera

Inglese, un'esperienza in rossonero tanto breve quanto bella

giovedì, 16 gennaio 2014, 11:53

di diego checchi

Francesco Inglese parla a ruota libera di tutto quello che gli è successo in questi anni e dice che a Lucca ci ha lasciato il cuore. Adesso gioca in Promozione a Seravezza ma la sua aspirazione è sempre quella di salire di categoria. Il difensore ex rossonero è stato uno dei giocatori che Favarin nel primo campionato di Serie D metteva in campo sia nel ruolo di difensore sinistro nella difesa a tre, ma anche come esterno nel centrocampo a quattro. Inglese è uno di quei giocatori che si è fatto trovare sempre pronto quando è stato chiamato in causa.

Come è proseguita la tua carriera dopo l’addio di Lucca?

“Sono andato alla Villacidrese in C2 dove mi avevano offerto due anni di contratto. Dopo cinque mesi ho subito delle minacce perché la società sarda mi voleva mandar via e sono stato messo fuori rosa. A quel punto la mia unica aspirazione era quella di tornare in Toscana e sono andato al Calenzano in Serie D prima e a Forte dei Marmi poi. Successivamente mi hanno cercato tante squadre siciliane ma io non volevo tornare nella mia regione. Allora ho accettato il Seravezza in Promozione dove mi chiamò mister Bertocchi che adesso hanno esonerato”.

Quali sono i vostri attuali obiettivi?

“Abbiamo una squadra molto forte e a dire la verità il nostro obiettivo sarebbe stato il primo posto ma siamo un po’ indietro rispetto alla tabella di marcia, anche se dobbiamo giocare la semifinale di Coppa Italia. Questa è una squadra che secondo me anche in Eccellenza e in Serie D potrebbe dire la sua. La scorsa settimana per esempio, abbiamo giocato contro la Massese e nel primo tempo vincevamo 3 a 1. Dopo tutti i cambi i nostri avversari sono riusciti a pareggiare 3 a 3”.

Che ricordi ha di Lucca?

“A Lucca ho lasciato il cuore, tanto è vero che due o tre volte alla settimana vengo a fare una visita perché in questa città ho tanti amici e tante persone che mi vogliono bene. Dell’esperienza di Lucca ho soltanto ricordi belli perché in durante quell’anno ho imparato molte cose, sia dal punto di vista umano che tecnico. Posso dire che Favarin è stato il mio maestro e lo devo ringraziare così come Paolo Giovannini. Dal punto di vista umano l’esperienza di Lucca mi è servita per capire come arrangiarmi da solo e risolvere anche i più piccoli problemi dei quali prima non dovevo occuparmi perché avevo vicino i miei genitori, tipo stirare, lavare, ecc, ecc. A Lucca ho capito anche che ci voleva molta più cattiveria per giocare a calcio dato che in fin dei conti ero abituato a giocare con elementi della mia stessa età. Ricordo volentieri tutti coloro che mi hanno aiutato, dal magazziniere Lido al custode Reni”.

Quali sono state le partite più belle che ha giocato a Lucca?

“Due in particolare che ricordo con maggior piacere: la trasferta di Ponsacco perché feci gol e soprattutto perché da molto tempo non scendevo in campo. Inoltre fu una partita particolare perché provenivo da un periodo dove non giocavo e quindi dovevo esser ceduto. L’unica squadra che mi voleva era proprio il Ponsacco ma io mi impuntai dicendo alla società che non sarei voluto andarmene per nessun motivo e uscire a testa alta da questa esperienza. Per me fu come sfogarsi dato che fino a quel momento non avevo parlato ancora con nessuno di queste cose. Da lì cambiò la mia stagione in modo radicale. L’altra partita che ricordo è la vittoria del campionato contro il Gavorrano davanti a seimila spettatori, i palloncini in aria e la festa che ci fu in seguito”.

Ha dei rimpianti particolari?

“Sì, il fatto di non esser rimasto a Lucca dopo il primo anno e di aver accettato l’offerta della Villacidrese. Forse la giovane età e la voglia di salire di categoria mi hanno tradito. Sarei potuto rimanere a giocarmi le mie carte a Lucca. L’anno successivo di Villacidro mi volevano a Carpi e Latina ma non accettai pur di rimanere in Toscana. Con il senno di poi ho capito di aver fatto male”.   

Da quello che abbiamo capito lei si è stabilito in Toscana? “Ormai in Sicilia torno soltanto per le vacanze. Qui ho amici, ho la ragazza e la mia casa. Per adesso vivo soltanto con il calcio ma sono cosciente di dover trovare un lavoro, soprattutto d’estate”.

Ritornerebbe a Lucca?

“Anche a piedi”.



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