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Scandurra: "Salvarsi sarà un'impresa, ma la Lucchese ce la farà"

giovedì, 15 novembre 2018, 12:27

di diego checchi

Con Gabriele Scandurra facciamo un po'di amarcord, ma parliamo anche del presente e cioè della gara con il Siena. In un'intervista l'ex attaccante rossonero ripercorrere le sue tappe con la Lucchese ma fa i complimenti anche a Favarin, un tecnico che stima e che riuscirà a salvare la Lucchese nonostante i punti di penalizzazione.

"Tornare a Lucca è come tornare a casa. Sono arrivato a Lucca nel 1996 e ho fatto tutto il settore giovanile nella Lucchese. Sono diventato calciatore professionista con questa maglia. É la piazza a cui sono più legato. Mi dà bei ricordi sia da ragazzo che da giocatore più esperto".

Quanto le ha dato Lucca?
"Lucca è una piazza molto stimolante dal punto di vista calcistico, ho anche avuto fortuna di trovare amicizie valide rimaste al di fuori del calcio. Sia da giovane che quando sono tornato in Serie D, mi ha sempre consacrato e rilanciato. Ero in C1 e rifiutai un contratto importante con la Ternana perché ho sempre cercato di capire se il posto in cui stavo mi faceva stare bene piuttosto che pensare al lato economico. Infatti fu molto semplice trovare l'accordo con Giovannini. Me l'ha detto anche Favarin: quando Lucca ti chiama non ce la fai a dirgli di no, al di là di tutti i problemi che ci possono essere".

Tante soddisfazioni.
"Nel 2008/2009 vinsi il capocannoniere, il premio fair-play e anche l'anno successivo vinsi il premio di capocannoniere. Rimasi un po' male per la non riconferma in C1 ma dietro una grande societ ci sono progetti dietro che bisogna saper rispettate. L'importante è ciò che lasci".

Cosa ci può dire su Favarin?
"Mi ci sono sentito più spesso dal momento che ho cominciato ad allenare. Sono felice per il mister perché è un grande allenatore e sta facendo un grandissimo lavoro".

Domenica c'è il Siena.
"É una piazza simile a Lucca, ambiziosa. Le gare di Lega Pro vengono spesso decise dagli episodi come contro il Pisa. So che domenica i rossoneri dovranno fare i conti con mancanze difensive, ma secondo me dirà la Lucchese riuscirà a dire comunque la sua".

Com'è cambiato il calcio in Lega Pro?
"La differenza sostanziale è che le squadre sono imbottite di giovani. Oggi vedi ragazzi giovani giovani e mancano molto giocatori più esperti che possano anche innalzare il tasso di qualità della categoria".

Pensa che la Lucchese si possa salvare? 
"Penso di sì. Sarà un'impresa ma sono convinto che ce la farà".

Dal punto di vista personale vuole fare l'allenatore?
"Sto provando tutto, quando ho cominciato ho provato con una squadra di Promozione. Ma eravamo quasi a livello professionistico, ci allenavamo 4-5 giorni a settimana anche se le strutture sono più fatiscenti rispetto alla Toscana. L'anno successivo ho allenato in un settore giovanile a Roma. Succesivamente è iniziata l'esperienza da secondo nell'Olimpia Agnonese. É cominciata bene ma ci hanno esonerato alla quarta giornata. A parere mio non c'è stato il tempo materiale per dimostrare il nostro valore. Oggi vado a vedere allenamenti e mi tengo aggiornato sul mondo del calcio aspettando nuove chiamate". 


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