Galleria Rossonera

Mocarelli: "La maglia della Lucchese mi è rimasta attaccata addosso"

martedì, 24 marzo 2020, 15:28

di diego checchi

Era veramente tanto tempo che non parlavamo con Francesco Mocarelli, un pezzo di storia della Lucchese. Il centrocampista ha iniziato nel settore giovanile rossonero e ha fatto tutte le categorie con questa maglia a parte la Serie A e l’Eccellenza. Un onore che non hanno tutti. L’intervistiamo in un momento dove il campionato è fermo e dove c’è spazio per fare un po’ di amarcord e per respirare sensazioni diverse dal quotidiano perché, in fondo, ricordare i momenti belli del passato è un esercizio che fa bene alla mente di tutta la tifoseria rossonera. 

Cosa sta facendo adesso Mocarelli?

“Lavoro alla CNA, la confederazione nazionale dell’artigianato e mi occupo dell’apertura del credito agli artigiani. Quando mi è capitata questa opportunità sei anni fa, mi ci sono buttato a capofitto e ho lasciato il calcio in un cassetto. Sono stato anche per due anni nella Federazione Provinciale qui vicino al mio paese, ma non era un’attività che mi stimolasse più di tanto. Sono entrato anche in politica come consigliere comunale della maggioranza e sono anche capogruppo della mia lista civica. Come vedete sono sempre dietro a una scrivania”.

Le piacerebbe rientrare nel calcio?

“Quel mondo sarebbe il mio habitat naturale dato che ho giocato molti anni e adesso mi manca l’odore dell’erba. Alla fine non mi dispiacerebbe anche fare qualcosa per stare all’aria aperta, tipo l’allenatore, ma anche il dirigente visto che sono laureato in economia aziendale e ho fatto un master post laurea sullo sport. Mi arrivasse una proposta interessante a livelli discreti ci penserei. Però non è semplice perché c’è bisogno di tanto tempo a disposizione anche se ho diversi canali aperti, avendo mantenuto buoni rapporti con tutti”. 

Segue il calcio?

Lo guardo. E più volentieri guardo quello di categorie più basse rispetto alla Serie A, anche perché sembrano due sport diversi. Tipo la Serie D o la Serie C sono categorie “normali”, dove ci sono ragazzi con la loro storia, dove ci sono situazioni di normalità dove nessuno si può comprare l’aereo ma dove si fanno sacrifici per comprarsi una macchina”. 

Segue ancora la Lucchese?

“Come potrei non seguirla? Ci sono rimasto 9 anni nella Lucchese, ho svolto tutto il settore giovanile e poi ho giocato in prima squadra, ho fatto quasi tutte le categorie con la maglia rossonera a parte la Serie A e l’Eccellenza. Ricordo di aver esordito in Serie B a Cosenza con Salvemini in panchina e quella maglia ce l’ho sempre incorniciata, la maglia della Lucchese mi è rimasta attaccata addosso, non può essere altrimenti. Ho anche donato un contributo per l’ospedale San Luca e fatto un video-messaggio perché tutti possano aiutare questa iniziativa dei tifosi. Hanno raggiunto cifre impensabili. Quando mi hanno cercato non ho pensato ci ho pensato due volte a dire di sì. Ho visto che anche altri ex si sono adoperati per questo e mi fa molto piacere. È stato anche molto bello mi abbiano ricercato perché in fin dei conti sono andato via 10 anni fa e ciò vuol dire che ho lasciato un bel ricordo”. 

Quando tornò alla Lucchese che emozione è stata vincere due campionati di fila?

“A Lucca ho passato un pezzo importante della mia vita e quando sono tornato con Giovannini direttore Generale e Favarin allenatore, abbiamo vinto due campionati consecutivi. Ma eravamo una squadra che vinceva il campionato con 5 giornate di anticipo. Abbiamo vinto sia la Serie D che la Serie C2 e non dimenticherò mai la festa della vittoria quando tornammo da Carrara, con Piazza Napoleone invasa dai tifosi. Questo evento può essere paragonabile soltanto a quello di Correggio. L’unica situazione brutta che mi capitò fu in Serie D quando a Gavorrano mi ruppi il ginocchio e devo essere sempre grato a Giovannini che la settimana successiva mi rinnovò il contratto. Non è una cosa che accade tutti i giorni”.

Conosce qualcuno della società di oggi?

“Conosco quasi tutti. Russo, Carruezzo, Baraldi, il professor Guidi, Mister Monaco, Deoma. Sono stati anche miei compagni di squadra con i quali ho condiviso diversi allenamenti. Io ero aggregato alla rosa. E penso stiano facendo una grande stagione, con una squadra e una programmazione fatta in poco tempo. Superato il momento difficile iniziale hanno cominciato a vincere, e credo sia una squadra anche più attrezzata del Prato”.

Che cosa ne pensa di questo momento che sta vivendo l’Italia?

“Questo è un momento drammatico, difficile, fino a un mese fa nessuno l’avrebbe immaginato. Purtroppo non tutti seguono queste regole emesse dal governo, ma se vogliamo uscirne dobbiamo rispettarle. E sono convinto che non sarà una parentesi breve”.

Pensa che il campionato riprenderà?

“Non lo so, però in un momento così difficile il calcio passa in secondo piano. Prima dovranno riprendere le scuole, le attività commerciali. Non credo che se le scuole non riaprono, possano riprendere i campionati”.


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