Galleria Rossonera

Mocarelli: "Una retrocessione che fa male, ma la Lucchese deve rialzarsi"

venerdì, 7 maggio 2021, 08:20

di diego checchi

Francesco Mocarelli ha sempre la Lucchese nel cuore ed è ovviamente dispiaciuto per la retrocessione, con l'ex centrocampista rossonero parliamo anche del futuro e del progetto stadio. Insomma, un'intervista che spiega come sia rimasto legato a tutti i tifosi rossoneri per la vicinanza e l'affetto che gli hanno sempre dimostrato.

Come ha preso la notizia della retrocessione?

"Devo dire che è una retrocessione che fa male, anche per come è venuta. La Lucchese ha avuto problemi continui per tutto l'anno e non si può dire che non sia meritata, se consideriamo che il Livorno ha preso punti di penalizzazione la Lucchese è arrivata ultima sul campo".

In fondo quando si cambiano tre allenatori in una stagione vuol dire qualcosa... 

Adesso bisogna far tesoro di quel che è successo e ripartire subito a pianificare la prossima stagione anche perché la Serie D dell'anno prossimo sarà molto impegnativa con tanti grandi toscane come Livorno, Pistoiese, Prato, Siena Arezzo".

Pensa che spezzeranno il  girone?

"L'ideale sarebbe almeno dividere in due la Toscana, così ci sarebbero troppi capoluoghi di provincia".

 Cosa servirebbe per fare una Serie D importante?

"Innanzitutto bisogna vedere se saranno riammessi in Serie C e quello sarebbe l'ideale. Altrimenti il problema della D è che arrivare primi è molto difficile, bisogna vincere tantissime partite, ricordo una volta che dopo una partenza così così facemmo un filotto di 10 vittorie e ancora non eravamo primi da soli...

Serve tanta continuità e anche un po' di fortuna, e una pianificazione accurata.

"Ricordo che durante la mia esperienza in D a Lucca, la squadra era già costruita per la C2, con valori tecnici e morali importanti, si vinse con 5 giornate di anticipo ma anche quell'anno il Gavorrano ci tenne testa fino a febbraio, per dire quanto è difficile arrivare primi in D. E non è nemmeno detto che chi spende di più arriva primo tante sono le variabili, bisogna tenere conto anche di infortuni".

Lei sceglierebbe un allenatore esperto della categoria oppure punterebbe su un giovane?

"Prima dell'allenatore bisognerebbe parlare della società e la cosa fondamentale è che i conti siano a posto, si vedono troppe squadre che non riescono a iscriversi, vedi la Sambenedettese che nonostante sia ai play off rischia il fallimento".

La Lucchese ha avuto 3 fallimenti negli ultimi 10 anni e per cui bisogna dare atto a quest'ultima società che ha lavorato bene almeno dal punto di vista economico.

"Ora per dire quale sarebbe l'allenatore adatto bisognerebbe capire che tipo di squadra avranno intenzione di allestire. Così su due piedi è difficile dare un'opinione, dipende molto dal progetto della società".

Qui si fa il nome di Lorenzo Vitale dell'Aglianese come possibile direttore sportivo...

"Lo conosco, ha lavorato molti anni nell'hinterland fiorentino, è una persona in gamba che sa il fatto suo ed ha un nome importante e conosciuto a Lucca perché suo padre Pino ha fatto le fortune della Lucchese insieme ad Egiziano Maestrelli e Aldo Grassi. Devo dire che sa lavorare bene e ha sempre avuto ottimi risultati e lo conferma anche quest'anno che è primo a pari merito con il Fiorenzuola, chiaramente il suo futuro dipenderà molto da come chiuderà questa stagione".

Il progetto stadio è importante?

"Se ne parla da tanti anni, certo che se si realizzasse sarebbe un bene per tanti motivi. Attirerebbe investitori e se fatto nel modo giusto, sul modello moderno tipo Juventus Stadium potrebbe anche sostenersi economicamente. Ovviamente sarei più che favorevole".

Vuole fare un saluto ai tifosi?

"Più che volentieri, Lucca è una seconda casa per me, ci sono cresciuto e ho ancora in camera la maglia rossonera dell'esordio in serie B. Ho valutato più di una volta se venirci ad abitare, ho tanti amici e tanti ricordi bellissimi che porto sempre nel cuore, spero che la Lucchese torni presto nel calcio che merita. Purtroppo negli ultimi 10 anni a parte qualche parentesi sono stati più dolori che gioie. Confesso che non mi dispiacerebbe vivere la Lucchese anche più da dentro, magari come dirigente".


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