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Casotti: "Nuovo Porta Elisa? Non so come andrà a finire..."

giovedì, 9 dicembre 2021, 08:56

di diego checchi

Guido Casotti parla a ruota libera del momento della Lucchese. il giornalista di NoiTv e conduttore della trasmissione Curva Ovest, centra tutti i temi che riguardano la squadra rossonera partendo ovviamente dalla sfida rinviata contro la Carrarese. 

Era giusto sospendere la partita o più giusto non giocarla?

“A dire il vero non ho capito il motivo per cui questa partita si è cominciata. Poi mi è parso che sia stato il provvedimento minimo quello di sospenderla alla fine del primo tempo. Sono rimasto perplesso sulla volontà dell’arbitro di iniziare la gara. Anche le società potevano far ragionare l’arbitro e pensare al pubblico costretto sotto la pioggia e il freddo. Praticamente il derby è stato danneggiato ma io non condivido nemmeno il nuovo regolamento che prevede di ripartire dal punto in cui è stata interrotta. Poi il fondo del Porta Elisa ha ribadito il problema dello stadio, quindi se qualcuno avesse ancora dubbi, adesso non ce ne dovrebbero essere più”.

A livello di gioco è contento di come si sta esprimendo la Lucchese?

“Su come si è espressa la Lucchese e di come è cresciuta direi molto bene. Adesso è una squadra, ha un assetto tattico, una sua fisionomia, un equilibrio giusto dato da Pagliuca, magari non ha segnato moltissimo ma ha subito pochissimo. Per quanto riguarda la salvezza non è ancora stato fatto niente perché il campionato è lungo, quindi è vietato abbassare la guardia, ma dobbiamo essere contenti di ciò che è riuscito a fare Pagliuca ripartendo da zero dopo le macerie lasciate l’anno scorso”.

Tornando sullo stadio. Che impressioni ha?
“Nella mia vita sono stato un sognatore, ma andando avanti negli anni subentrano il pragmatismo e il realismo: i discorsi dicono che c’è un buon proposito sul rifare uno stadio che abbiamo visto sabato scorso in che stato si trova, come, per esempio, il Palazzetto dello Sport, ma adesso mi aspetterei dei fatti.”.

Se non venisse manifestato l’interesse pubblico, che fine farà la Lucchese?
“Questa è la domanda da 100 milioni di dollari. Però le risposte non state univoche da parte dei dirigenti della Lucchese. E non so se tra loro c’è l’unità di intenti. Comunque prendendo in considerazione questa ipotesi che sarebbe nefasta, sia per la Lucchese ma per tutta la città, penso sarebbe difficile andare avanti per questi dirigenti. Il discorso che addirittura non presenterebbero la squadra dopo la sosta a Cesena, mi sembra assurdo, perché conoscendoli sono persone serie. Però potrebbe essere plausibile l’ipotesi del “ci facciamo da parte, venga qualcun altro”. Sicuramente ci sarebbero ombre sinistre sul futuro della Lucchese”.

Come tifoseria è tornato l’amore per questa squadra?
“Ripartendo sempre dalla serataccia di sabato, credo che i tifosi, per coloro che hanno a cuore la sorte della Lucchese, non siano mille, mille e cinquecento, ma siano molti di più. Il potenziale della Lucchese è più elevato, anche se è chiaro che questi anni sono stati difficili, pieni di fallimenti. Qui a Lucca si è visto di tutto e di più. L’importante è sapere che c’è una società seria, la possibilità di avere un nuovo impianto e l’amore per la Lucchese ci sarà sempre ma non va fatto appassire. Qui ci sono anche le grosse responsabilità dei politici che non hanno ancora capito che lo sport ha una grande funzione sociale. Spero che tra un giorno si possa risolvere la questione dell’interesse pubblico dello stadio. So che in queste ore i dirigenti rossoneri stanno ancora mandando della documentazione al comune e spero si capisca che tutta Lucca sportiva ha l’esigenza di un impianto nuovo come vanno dicendo da tempo i nostri dirigenti. La situazione di sabato scorso è stato l’esempio lampante”.



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