Rubriche

"Ecco perché Paolo Rossi era davvero speciale"

martedì, 15 dicembre 2020, 14:38

di mario santini (capello)

Di PAOLO ROSSI ci sarebbe troppo da dire, tante erano le sue qualità positive sia come uomo sia come calciatore. Quel 16 maggio 2011 andai, come faccio ogni anno, al campo di calcio della Sales di Firenze per le finali del Torneo DOMMO CUP (in memoria di don Marcello Morelli fondatore negli anni '50 della Società Sales Calcio) e per la premiazione delle squadre dopo la finale. Avendo l'accesso al terreno di gioco dopo le partite e sapendo con largo anticipo chi sarebbe stato l'Ospite d'Onore, cioè il Testimonial del Torneo, quel giorno non potevo assolutamente mancare l'appuntamento: sarebbe venuto PAOLO ROSSI,  uno dei Campioni del Mondo della Nazionale di Calcio vittoriosa in Spagna nel 1982.

Ancora non lo conoscevo di persona e mi vengono i brividi anche adesso a pensare cosa provai durante quell'incontro inaspettato. Terminata la gara conclusiva del Torneo (vinse il Torino) e le premiazioni mi precipitai verso Paolo Rossi senza pormi il problema di come "avvicinarlo"; per l'emozione ricordo che non mi presentai neppure, gli dissi semplicemente: "Paolo sei un grande...il più grande!!!". Se avessi incontrato un amico avrei provato la stessa soggezione che, grazie a lui, fu pari a zero. Non gli detti la mano perché dopo trent'anni che aspettavo quel momento del tutto fortuito volevo abbracciarlo come si fa con un parente che non vedi da tanto tempo e così fu. Ci mettemmo subito a chiacchierare come due vecchi amici del Mondiale vinto dall'Italia nel 1982 e a lui gli brillavano gli occhi mentre gli esprimevo l'idea che gran parte del merito fu suo e dei suoi goals "fantastici". Ne venne fuori un dialogo, allora gli raccontai che la sera in cui l'Italia vinse col Brasile, messo K.O. dai suoi tre goals "da fuoriclasse, a fine partita esplose una festa di popolo che coinvolse ogni paese e ogni città. Alle quattro e mezza di quella notte nessuno voleva decidersi di andare a dormire e anch'io ero in centro a Firenze con la città ancora piena di gente e di canti che risuonavano a squarciagola in ogni strada; quando il corteo di noi pazzi scatenati passò da via Tornabuoni rimase bloccata nella ressa umana una Spider bianca scoperta con un signore e una bella ragazza seduti dentro; il signore mi chiese come era andata: "L'Italia ha battuto il Brasile 3 a 2"... Quel signore era l'attore Giorgio Albertazzi in persona che tornava da uno spettacolo, ci chiese spiegazioni della partita e si unì ai nostri schiamazzi. Paolo Rossi si squagliava mentre parlavo e anch'io, vedevo che quei ricordi gli facevano bene, ma facevano bene anche a me perché, anche se differenti dai suoi, erano ricordi rimasti vivi e forti nelle nostre menti e nei nostri cuori. Continuai: forse quella settimana delle finali del Campionato del Mondo del 1982 è stata una delle settimane sportive più belle della vita di tante persone, anche chi non segue il calcio fu contaminato (ad esempio il mio papa' "una tantum" lo misi in macchina a sventolare la bandiera dell'Italia dal finestrino). Il sorriso di Paolo Rossi che in questi giorni abbiamo visto nei filmati di repertorio in televisione era la sua faccia abituale e anche il suo ascoltare o parlare era sottolineato dal sorriso: poterlo ammirare nella sua semplicità a pochi centimetri dal mio naso fu sconvolgente... e pensare che la persona che avevo davanti rappresentava per me un vero idolo calcistico nonostante non facesse parte della squadra per cui facevo il tifo. Parlammo anche della finale vinta e gli dissi che dopo avere sconfitto anche la Germania ed essere diventati i Campioni del Mondo l'Italia impazzi letteralmente: in quei giorni tutti gli italiani sentirono forte l'appartenenza alla loro Nazione più che dopo l'Unità d'Italia e il tricolore sventolava ovunque.

E' proprio vero, dopo la vittoria di un Mondiale di Calcio ci si sente più forti psicologicamente e soprattutto oltremodo euforici: tutto ciò lo posso testimoniare perché quelle incredibili sensazioni le ho provate anch'io e in quel momento fantastico le stavo condividendo con uno dei Campioni del Mondo che le aveva rese possibili. Paolo Rossi avrà avuto tanti amici che gli hanno raccontato nel tempo le grosse emozioni indimenticabili che tutti abbiamo provato durante il Mondiale del 1982, ma penso che per lui ogni volta che le sentiva ripetere era come fosse la prima volta, infatti notai che alle mie parole era veramente emozionato e felice di ascoltare l'ennesima ripetizione di tali ricordi.

Un aneddoto che memorizzai bene fu quando mi raccontò che terminata la finale di Madrid vinta dall'Italia per 3 a 1 con la Germania, lui, PAOLO ROSSI, venne eletto il miglior giocatore del Mondiale; mentre ne parlava più che un vanto mi sembrò che provasse ancora oggi un senso di incredulità per il grosso traguardo personale raggiunto e da lui quasi inaspettato: per un attimo lo accomunai a quei ragazzini che aveva appena premiato. Quello che stava accadendo in quei minuti era per me eccezionale: la sua umiltà così naturale, la faccia da eterno ragazzino, quel sorriso sbarazzino, quello scherzare da toscano e la sua affabilità nei miei confronti sono le caratteristiche che non ho mai dimenticato: eppure ora tutto il mondo sa che Paolo Rossi è sempre stato una grande bravissima persona oltre che ad essere per sempre uno dei più grandi campioni della Storia del Calcio.

Parlammo per diversi minuti che passarono in un attimo, poi le foto di rito e un altro grosso abbraccio amichevole per saluto: quel giorno ebbi subito la sensazione che una persona così squisita capita raramente di incontrarla, specialmente ad altissimi livelli di popolarità come lui aveva raggiunto. Purtroppo PAOLO ROSSI dal 9 dicembre 2020 non lo avremo più: non avremo più il suo sorriso, la sua faccia simpatica, la sua bonarietà verso gli altri, le sue apparizioni in televisione: tutte queste sue straordinarie peculiarità, in pochi giorni hanno lasciato un vuoto incolmabile e una grande amarezza nell'animo di chiunque ami le persone vere, belle, sincere e genuine. Ciao Pablito...sarà un vero peccato dover ammirare i tuoi goals soltanto nei video "strappalacrime" che tu ci hai lasciato per volerci consolare a modo tuo della tua mancanza! R.I.P. Paolo.

 



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