Detto tra noi
domenica, 28 aprile 2013, 19:52
di fabrizio vincenti
Abbiamo pazientato per otto, e passa, lunghi mesi. Oppure, fate voi, per 17 gare casalinghe. Da quella sera in piazza Anfiteatro, quando in occasione della presentazione della squadra rossonera, sul palco, nello splendido scenario famoso come pochi altri al mondo, salì il sindaco Alessandro Tambellini per intrattenere i numerosi tifosi sull'importanza dell'etica sportiva, un'etica che lui sentiva sua. Non andò male al sindaco, andò molto peggio al presidente della Provincia Baccelli che quasi non fu fatto parlare, tanti furono i fischi e i brusii. Verso Tambellini, in mezzo a qualche battuta salace, si alzò una voce: "Vedi di venire allo stadio, piuttosto che non ti c'ho mai visto!". Il sindaco, che non eccelle per sense of humor, puntò il dito verso la folla e con il suo fare, carico di enfasi, arringò solennemente, rispondendo seccato: "State tranquilli che verrò, mi vedrete!". Sono passati otto mesi, 17 gare casalinghe, appunto, del primo cittadino in tribuna di onore nemmeno una traccia. Di Tambellini, al Porta Elisa, conoscono solo l'appassionato dirigente ed ex portiere rossonero Michele. Tambellini (Alessandro) bla bla bla? Giudicate voi.
Certo, d'accordo: Tambellini (Alessandro) ha avuto e avrà cose più urgenti da fare e poi, francamente, a lui, della Lucchese, al di là della retorica, importa poco. Se ne erano resi conto prima del fallimento targato Giuliani e Valentini i tifosi che avevano avuto occasione di sentirlo alla fondazione Ragghianti durante un animato dibattito. Probabilmente preferisce il ciclismo. O ll teatro. Libero di farlo, ci mancherebbe. O forse, ci viene il dubbio, anche il basket visto che almeno due volte si è aggirato al Palatagliate quando erano di scena le splendide ragazze di coach Diamanti. Una in semifinale scudetto lo scorso anno con Taranto, in piena campagna elettorale, l'altra quest'anno nella finale teletrasmessa di coppa Italia. Due sconfittte. Sicuramente una coincidenza, ma, da scaramantici quali siamo, ci auguriamo che il primo cittadino desista dal presentarsi al palazzetto in occasione della finale scudetto con Schio.
La questione, però, va oltre la mancata presenza allo stadio e coinvolge la politica sportiva tenuta dall'amministrazione comunale. Il povero, ci perdoni perché lo diciamo senza ironia e senza fargliene una colpa, delegato allo Sport Massimo Tuccori ci sembra cerchi di mettere delle toppe a un quadro che manca di una visione strategica. E di risorse anche minime. Sulla Lucchese, come sul mondiale di ciclismo e, in generale, sullo sport lucchese che, bene ricordare, annovera centinaia di società. Del resto questa giunta ha ritenuto opportuno istituire assessorati anche alla Partecipazione, ma non allo Sport. Non crediamo sia un caso. La Lucchese, ci perdonino gli altri, ci pare una situazione limite.
Zero contributi, a differenza di altre realtà anche vicine che pure fanno i conti con la spending review; zero ristrutturazioni in programma; zero ipotesi per far crescere una realtà tutta lucchese, per ora almeno, e non animata dal business; zero, o quasi, indicazioni su un possibile nuovo centro sportivo per sopperire alla croniche carenze dell'Acquedotto; zero manutenzione straordinaria allo stadio, per ora pagata dalla Lucchese, come nel caso dell'impianto elettrico. Una marea di tasse di pubblicità come regalo per l'anno nuovo.
Poche indicazioni anche sulla convenzione sul Porta Elisa. L'ipotesi di far passare la gestione dello stadio, per economizzare i costi delle utenze, alla Gesam è ancora da venire per quanto interessante. Nel frattempo la Lucchese, in trattativa con alcuni imprenditori, non sa che pesci prendere e c'è da giurare che se questi ultimi sbarcheranno a Lucca non sarà per il comportamento fattivo dell'amministrazione comunale. Serve uno scatto, al di là dell'interesse per le sorti rossonere mostrato nel corso di alcuni incontri con la cooperativa di Lucca United e con i dirigenti rossoneri. Serve subito. La stessa iscrizione al prossimo campionato incombe.
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