Detto tra noi
mercoledì, 7 agosto 2013, 22:31
di fabrizio vincenti
Di ritorno dalla mini trasferta di Ponte a Egola, chi scrive, immerso nei suoi pensieri, ha rischiato di bucare l'uscita di Lucca Est tirando a diritto. Troppe le immagini, le frasi e i pensieri che si sovrapponevano. Al punto da non notare l'architettura dell'Acquedotto del Nottolini, il nostro personale benvenuto quando rientriamo a casa da scorribande o da lavoro lungo la Firenze-Mare. E' rassicurante vedere quelle arcate, che ci ricordano uno dei grandi lucchesi, mai abbastanza celebrato. Stavolta no. Avevamo ancora nelle orecchie le parole udite a Ponte a Egola. Dove eravamo arrivati trafelati e soddisfatti per l'ultimo arrivo in casa Lucchese, il difensore Calistri. Uno che ci sembrava un ottimo elemento per rendere impenetrabile la difesa rossonera.
A Giorgio Rosadini non abbiamo nemmeno fatto in tempo a fare i complimenti per il nuovo arrivo, che ci ha stoppato: "E' andato via, e non tornerà: ci sono state alcune cose che non ci sono piaciute". Basiti, abbiamo chiesto conferma per evitare di aver capito male. Non più tardi di qualche ora prima Bruno Russo al nostro Diego Checchi, ma anche ad altri colleghi, aveva dato per fatto l'acquisto. Rosadini ha confermato e ci ha chiesto di rivolgerci a Russo per i dettagli.
Bruno era a pochi passi: non abbiamo fatto altro che spostarci di qualche metro e chiedere. "Chi te l'ha detto? Non è così". Siamo trasecolati. "Ce l'ha appena detto Rosadini". Che nel frattempo si era unito a noi. A quel punto, vi risparmiamo le uscite colorite e dure per quanto civili di Russo verso di noi. Non portiamo rancore né siamo permalosi. Anche se una cosa dev'essere chiara a lui come a chiunque: siamo lì a lavorare, magari forse con il sorriso sulle labbra perché ci piace il lavoro, ma pur sempre al lavoro. Lavoro e passione. Siamo privilegiati, lo ammettiamo.
Dunque non raccontiamo l'episodio per una sorta di permalosità che non ci appartiene, né per unirci al coro di chi pensa che questa Lucchese non abbia nulla di buono. Lo abbiamo detto e scritto. Valuteremo solo sui fatti. Che per ora non hanno parlato solo con il segno meno. Anzi. Ma cosa non va abbiamo il dovere di segnalarlo. Non certo il caso nato sulle dichiarazioni di Bacci, ingigantito oltre ogni misura. E smentito nei fatti anche dai prezzi degli abbonamenti. Diciamolo chiaramente: in società paiono esserci troppe tensioni. Non è un mistero che il rapporto tra Rosadini e Russo non sia idilliaco e il punto di equilibrio nelle rispettive competenze fatichi a essere trovato. Senza essere cerchiobottisti, riteniamo che il contributo dei due sia utlle. Molto utile. A loro modo stanno dando tutto alla causa. Due persone molto diverse che danno l'anima. Ma dev'essere trovato un equilibrio. Altrimenti sono dolori.
E ancora: il team manager che se ne va dopo pochi giorni, Moreno Micheloni che continua a essere un separato in casa, Di Stefano tra coloro che sono sospesi. Le tensioni ci sono. C'è chi naturalmente le sta ingigantendo perché ormai è votato alla causa del "muoia Sansone e tutti i filistei". Idem sulla comunicazione. La società ha una delle colleghe più brave e professionali in giro sulla piazza di Lucca e dintorni. Una tosta. Se la comunicazione è carente, non è certo per colpa sua, ma perché manca una linea politica sulla comunicazione che non può che partire dalla società. Qualcosa dev'essere fatto per riportare serenità. Quanto di buono sta venendo costruito rischia di scontrarsi nella facce scure che troppo spesso incrociamo. E gli sguardi parlano più delle parole molte volte. Fate ordine, per cortesia. E lo diciamo perché vogliamo bene alla Lucchese.
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