Detto tra noi

Ti vogliamo bene

giovedì, 14 novembre 2019, 20:58

di fabrizio vincenti

Di Lucca ha fatto la sua casa, a Lucca è di casa. E i lucchesi, sempre pudichi nel manifestare i propri sentimenti, lo sentono come uno di loro. Non serviva, lo sapevamo perfettamente per mille motivi, ma l'ondata di messaggi di vicinanza che sono arrivati sul nostro profilo Facebook a Enzo Biato dopo il grave lutto che lo ha colpito, sono solo l'ultima conferma. Il web, in pochi minuti si è riempito di messaggi di cordoglio, un cordoglio che, per quanto mediato da uno strumento impersonale, massificato e per certi aspetti disumano, si avverte sincero e pieno di rispetto per un uomo che ha dato una lezione a tutti noi.

“Vado, mi attende mia moglie”, la bocca leggermente increspata da un sentimento che, proprio perché autentico, non voleva essere esibito e tantomeno doveva essere destinato a cercare commiserazione. Lo abbiamo trovato tante volte in questi mesi, o forse sono anni e non ce ne siamo resi conto, nei pressi di un bar del centro storico. Intento a rammaricarsi per il destino che la Lucchese stava consumando, con una pasta in mano da portare alla moglie, distante pochi metri da lì, eppure già, purtroppo, incamminata verso un viaggio che l'ha portata lontano dai suoi affetti. Enzo Biato è questo. Enzo Biato è grande, non solo per il fisico, ma per come ha saputo farsi carico di un destino che aveva scelto lui e la sua famiglia. Al campo, a allenare, spronare, far crescere i suoi portieri. E poi a casa, accanto a lei. Sino che ha potuto non ha arretrato di un millimetro, poi, negli ultimi mesi dello scorso campionato, con discrezione, l'uscita di scena dalla Lucchese, perché la situazione, la vita, questa vita che ci dà e ci leva, non consentiva fare altrimenti. E tutti, con grande discrezione, hanno capito perfettamente. Senza bisogno di dire nulla. Perché nulla c'era da dire. Tutti sapevano.

Abbiamo ancora nelle orecchie e nel cuore l'applauso che Biato ha ricevuto alla festa del Gazzettino, a cui non ha voluto mancare, per riabbracciare ancora una volta i suoi ragazzi che pochi giorni dopo avrebbe fatto un altro miracolo salvandosi sul campo a Bisceglie. E il protagonista assoluto non poteva che essere uno dei suoi tanti allievi, quel Vladimiro Falcone che ha parato rigori su rigori. Ora è in serie A, e un pezzo della metamorfosi da bruco a farfalla di questo ragazzo, per sua stessa ammissione, è merito di Biato che come tutti i piemontesi sta sulle sue, ma che ha un cuore grande. Ed è un uomo vero. 

Lo abbiamo incrociato proprio stamani, quando il calvario di sua moglie era a un passo dal termine. Avremmo voluto dirgli tante cose, non ce l'abbiamo fatta. Per non invadere spazi, sensibilità, Per non dire banalità che in questi casi sono sempre dietro l'angolo, anche involontariamente. Una cosa gliela diciamo ora: "Ti vogliamo bene". Come tutti coloro che amano la Lucchese. 

 


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