Galleria Rossonera
giovedì, 15 aprile 2021, 08:09
di diego checchi
Alberto Francesconi, che oltre ad essere da sempre un grande tifoso rossonero è stato anche giocatore, allenatore della Juniores e anche socio della Lucchese, parla della sfida di Carrara e del cambio di allenatore che c'è stato in settimana. Sentiamo cosa ci dice in proposito...
Pensa che sia stato giusto il cambio in panchina?
"Bisognerebbe essere all'interno per sapere se un cambio può portare benefici oppure no. Da fuori penso che abbiano aspettato fino all'ultimo per vedere se si riusciva a invertire la rotta, speriamo che Lulù Di Stefano dia la scossa che serve per racimolare quei punti per raggiungere i play out, anche se mi sembra una situazione abbastanza disperata".
Conosce Di Stefano per averlo avuto come allenatore al Cuoio Cappiano in Serie D, cosa pensa di lui?
"Probabilmente è la persona più adatta per questo momento, è molto pacato e può riportare un po' di quella tranquillità che serve per raddrizzare la situazione. È valido tecnicamente e ha passato già tutta la stagione con la squadra, quindi conosce bene i ragazzi e saprà come fare i piccoli cambiamenti necessari".
Domenica c'è la sfida di Carrara, come va affrontata?
"Bisogna giocare tutta la partita per vincere e tenere sempre alto il ritmo e attaccare sempre, i ragazzi devono dimostrare anche coi piccoli gesti che voglio vincere, bisogna intimorire gli avversari già dal riscaldamento".
Ci vogliono almeno 7 punti per arrivare i play out, cosa ne pensa?
"Minimo 7, ovviamente fino a che la matematica non condanna bisogna crederci. Peccato che si sono persi alcuni punti anche domenica col Livorno che sarebbero stati utili adesso".
Ha seguito la Lucchese quest'anno?
"L'ho sempre seguita in TV, dispiace molto per come è andata la stagione, anche perché se si dovesse retrocedere, tornare tra i professionisti sarebbe molto dura. Ma intanto affrontiamo un passo alla volta, domenica c'è la Carrarese e bisognerà moltiplicare le forze per vincere".
Lei è sempre stato legato alla Lucchese, che ricordi ha?
"Mi spiace solo di averci giocato un anno solo e a fine carriera. Ero un tifosa della curva, mi ricordo che quando feci gol contro il Pisa saltai la recinzione per andare a sotto la curva dove da ragazzo suonavo il tamburo".
Vorrebbe ricominciare con il calcio una volta passata la situazione relativa al Covid?
"Quest'anno avevo giocato con il Ponte a Moriano e se trovassi qualcuno che ha bisogno di un vecchietto per giocare 20 minuti anche l'anno prossimo sarò sempre disponibile, io mi voglio divertire ancora giocando a calcio. Intanto, per adesso, la domenica la passo con i figli".
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