Porta Elisa News : il commento
lunedì, 24 gennaio 2022, 13:08
di alessandro lazzarini
La Lucchese perde l'imbattibilità dopo una striscia di otto partite, fra cui cinque zero a zero, che avevano fruttato 12 punti, 6 gol fatti e 3 subiti, tutti nel pareggio con l'Imolese; nelle precedenti dodici partite di campionato, i rossoneri avevano ottenuto 14 punti e realizzato 13 reti, subendone 18. Comprendendo la sconfitta in Sardegna, la media gol fatti in questa seconda parte di stagione si attesta su 0,6 a partita, ma escludendo il pareggio con l'Imolese diventa 0,375, mentre nella prima parte era 1,08; quella dei gol subiti è scesa da 1,5 a 0,45 a partita (0,375 escludendo l'Imolese). Non è che i numeri permettano sempre di comprendere oggettivamente i riscontri del campo, ma appare chiaro che il mancato salto di qualità della Lucchese dipenda essenzialmente dalla scarsa vena realizzativa della squadra conseguita all'aggiustamento che Pagliuca deve aver apportato ai meccanismi difensivi dopo un inizio in cui far gol a Coletta era davvero troppo facile.
Il fatto è che la squadra pur offrendo un gioco spumeggiante che si sviluppa per lo più sulle fasce, non è quasi mai in grado di portare in area di rigore più di un uomo per la finalizzazione, con Nanni e Semprini o chi di volta in volta recita il ruolo di centravanti, che si trovano da soli a dover concretizzare l'enorme mole di gioco prodotta dalla squadra. Né Fedato né Belloni hanno le caratteristiche tipiche della seconda punta, ovvero l'istinto di partecipare alla finalizzazione muovendosi col centravanti quando la palla sgorga dal lato opposto: sono essenzialmente ali che lavorano per gli altri, mettono cross o forniscono assist. Eklu era l'unico centrocampista col peso e i tempi di inserimento, sovente l'uomo più pericoloso della Lucchese sottoporta, mentre Picchi, Visconti e Frigerio sembrano mezz'ali più portate alla rifinitura che all'inserimento. Minala viene tenuto molto bloccato indietro a protezione della difesa, sempre coadiuvato da un interno, ed in questo senso appare stupefacente che il nuovo arrivato Collodel sia stato inserito ad Olbia proprio in luogo dell'ex Lazio, ad iniziare l'azione, ovvero un ruolo che in rosa può essere ricoperto anche da Bensaja (già più volte mandato in campo come mezz'ala, dove appare inutile e fuori ruolo). Pur avendo fatto vedere buone cose, ci aspettavamo che l'ex Cremonese fosse stato preso per giocare interno e avesse caratteristiche più offensive, proprio per rimpiazzare il senegalese passato al Sudtirol; è vero che con la Pantera in svantaggio può essere che Collodel sia stato impiegato in una posizione che non sarà quella che andrà a interpretare nelle prossime partite, pertanto stiamo solo prendendo atto di un fatto relativo alla partita di Olbia e non ancora sostenendo che è stato ingaggiato un doppione.
In sostanza l'impressione è che dopo le prime partite Pagliuca abbia voluto abbottonare la difesa bloccando il centrocampo e così perdendo incisività in attacco; non c'è dubbio che la contromisura abbia funzionato, anche perché di fatto la prima mezz'ora del secondo tempo di Olbia è stata la prima volta che abbiamo visto la retroguardia della Libertas ballare dopo molte partite, ma è altrettanto evidente che il tecnico di Cecina adesso deve inventarsi qualcosa per aumentare l'efficacia offensiva della squadra, anche perché la zona playout non è poi così lontana ed è alle porte un filotto di partite contro le prime della classe. Sia chiaro, sarebbe stupefacente vedere una squadra brillante come la Lucchese risucchiata nei bassifondi di un campionato così scialbo, ma certo fa riflettere che dalla vittoria con il Montevarchi, che aveva aperto il ciclo di imbattibilità, a parte le giocate individuali di Visconti e Semprini con Siena e Imolese, la squadra sia andata in gol su azione manovrata solo tre volte (Nanni col Montevarchi e Semprini e Belloni ancora con l'Imolese). Insomma, sicuramente esisteranno centravanti di categoria più navigati di quelli a disposizione della Lucchese, ma a noi le punte rossonere continuano a sembrare individualmente buone, ma troppo isolate quindi facili da controllare quando c'è da concretizzare il gioco prodotto. In definitiva sembrerebbe mancare poco a questa squadra per consolidarsi in classifica, ma questo poco latita ad arrivare, così bisogna star qua a parlare di salvezza quando invece l’impressione è che il gruppo scelto da Russo e Deoma e forgiato da Pagliuca abbia ben altre potenzialità che, se espresse negli scontri diretti dei playoff, potrebbero anche dar parecchio fastidio a compagini sulla carta più attrezzate e far divertire i tifosi rossoneri.
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