Porta Elisa News

Bando per la Lucchese: quali sono i parametri per la scelta?

mercoledì, 24 luglio 2019, 15:35

di alessandro lazzarini

Nella serata di domani (giovedì 25 luglio) sapremo finalmente chi sarà ad assumersi la responsabilità di far rinascere la Lucchese o se la città si troverà di fronte alla clamorosa ipotesi di restare almeno un anno senza rappresentativa calcistica. A compiere la scelta sarà una apposita commissione che valuterà gli eventuali progetti presentati in conformità con la Manifestazione d’interesse pubblicata lo scorso 18 luglio, ma quali saranno i parametri che gli incaricati valuteranno per effettuare la selezione? Intanto va chiarito che il bando non riporta alcuna specifica o appendice dove si evidenzino le linee guida per attribuire un punteggio, il che tradotto nella pratica significa che le documentazioni ritenute valide riceveranno una valutazione che in parte potrebbe essere arbitraria, ma che è lecito pensare possa basarsi anche su alcuni elementi oggettivi. Analizzando quelli che potrebbero essere tali elementi oggettivi, ci sono a nostro avviso da rilevare alcune criticità che potrebbero condurre la commissione verso una scelta obbligata e determinata quasi esclusivamente dall’importo dell’investimento indicato dai pretendenti.

Quello che vogliamo arrivare a dire è che, dato per scontato che ogni domanda ammessa dovrà avere i requisiti richiesti, cioè progetto sportivo, business plan e garanzie di solidità, qualsiasi previsione non potrà mai indicare con una credibilità previsionale considerata accettabile i ricavi da iscrivere al piano economico; il Comune infatti, a prescindere da qualsiasi progetto, pone la nuova realtà nascente in una situazione in cui gli asset necessari agli introiti di una società calcistica sono di fatto di dubbia realizzabilità: lo stadio con dubbia agibilità e capienza ridotta e i campi per le giovanili da ristrutturare non possono condurre alcun consulente a una attendibile specifica di previsioni incassi da vendita dei biglietti e sponsorizzazioni nell’impianto di gioco, mentre va da sé che con un vivaio da costruire da zero anche il realizzo della formazione di giovani talenti è del tutto imprevedibile, con l’aggiunta poi dell’obbligo di un settore femminile che forse avrà intenzioni del tutto nobili ma che certo è risaputo vada a rappresentare un costo secco per qualsiasi nuova gestione.

La conseguenza del ragionamento è che la commissione si ritroverà dei business plan basati, semplificando, su investimenti e ricavi previsti, con la spesa triennale indicata che dipenderà dalla volontà dei nuovi proprietari di rispettare il loro piano e i ricavi del tutto incerti, sia a causa del contesto iniziale che abbiamo appena descritto, sia in virtù del fatto che in larga parte saranno legati ai risultati sul campo della prima squadra e questo è evidentemente un aspetto che rende intrinsecamente difficile prevedere gli sviluppi economici della gestione di una società sportiva. Ora, dato che aumentando le entrate previste si migliora il risultato economico del business plan e quindi il rispetto degli obiettivi prefissati dal Comune nel bando, dal momento che abbiamo appena rilevato che tali introiti sono strutturalmente connotati da dubbia attendibilità, quello che ci sembra essere l’unico elemento oggettivo che rimane a disposizione di Tambellini e il suo gruppo sia quello dell’importo degli investimenti garantiti, a meno ovviamente di non voler entrare nel merito delle capacità manageriali calcistiche degli elementi in gara, cioè eventuali talenti nella scoperta di giocatori e nella conduzione delle attività che riguardano il campo e che sono del tutto aleatorie.

In sostanza l’amministrazione e la commissione saranno chiamati a una scelta complicata, di cui comunque vada dovranno assumersi la responsabilità, ed è per questo che a nostro avviso sarà di fondamentale importanza che siano fornite argomentazioni e resi noti alcuni parametri numerici che l’hanno determinata, perché la trasparenza è l’unico elemento in grado di tutelare chi è chiamato a prendere le decisioni dalle illazioni dell’opinione pubblica, ma fra l’ossimoro degli sponsor che non vogliono far sapere il loro nome, le cordate che agiscono dietro le quinte e uno stadio che non si è ancora saputo quali reali problemi abbia per necessitare di oltre tre milioni per essere recuperato, di trasparenza pare se ne continui a vedere davvero poca.




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